Archivi categoria: Recensioni

Listen

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata al Dodicesimo Dottore, interpretato da Peter Capaldi.

In sua rappresentanza è stato scelto Listen, quarto episodio dell’ottava stagione del nuovo corso di Doctor Who, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo, 6 maggio.

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione la recensione scritta dal nostro Laz per il sito ai tempi dell’uscita dell’episodio in Inghilterra, nel 2014.

Recensione di Listen

Con questo post si conclude la collaborazione tra il nostro sito e RadioWho per la maratona di Dottori, ormai giunta al termine.
L’iniziativa ci ha visto in prima linea nel supportare la web-radio: abbiamo realizzato i sottotitoli per i serial della serie classica prescelti dai conduttori, e abbiamo accompagnato e preparato la discussione sugli stessi serial tramite le nostre recensioni, scritte appositamente per questo progetto, che cercavano di fornire spunti ulteriori di critica e di commento durante la trasmissione.
Terminata la serie classica, abbiamo continuato a supportare la maratona riproponendo i sottotitoli realizzati quando vennero trasmessi per la prima volta gli episodi selezionati, e le recensioni che settimanalmente il patron Laz confezionava per il sito Serialmente prima e direttamente per Doctorwho.it poi.
Un membro del nostro staff – il sottoscritto – ha anche sostenuto un’intervista trasmessa durante una puntata del programma, con l’occasione per poter parlare del lavoro dietro alla realizzazione dei sub e nello specifico di quelli per questa maratona.
È stato un piacere collaborare con i ragazzi di RadioWho, che si sono rivelati persone entusiaste e capaci di mettere in piedi una realtà interessante e valida: quest’esperienza ci ha anche permesso di contribuire ad un ampliamento della conoscenza dei Dottori classici, troppo spesso sconosciuti ai fan della serie moderna.
Noi ci siamo divertiti molto, e se per voi è stato lo stesso siamo ancora più contenti.

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The day of the Doctor

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata al War Doctor, interpretato da John Hurt.

In sua rappresentanza è stato scelto l’unico episodio in cui appare questa singolare incarnazione del Dottore, accompagnata dal Decimo (David Tennant) e dall’Undicesimo Dottore (Matt Smith), vale a dire lo speciale per i cinquant’anni di Doctor Who The day of the Doctor, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo, 29 aprile.

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione la recensione scritta dal nostro Laz per il sito Serialmente ai tempi dell’uscita dell’episodio in Inghilterra, nel 2013.

Recensione di The day of the Doctor

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Amy’s choice

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata all’Undicesimo Dottore, interpretato da Matt Smith.

In sua rappresentanza è stato scelto Amy’s choice, settimo episodio della quinta stagione del nuovo corso di Doctor Who, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo, 22 aprile.

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione la recensione scritta dal nostro Laz per il sito Serialmente ai tempi dell’uscita dell’episodio in Inghilterra, nel 2010.

Recensione di Amy’s choice

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Midnight

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata al Decimo Dottore, interpretato da David Tennant.

In sua rappresentanza è stato scelto Midnight, decimo episodio della quarta stagione del nuovo corso di Doctor Who, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo, 15 aprile.

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione la recensione scritta dal nostro Laz per il sito Serialmente ai tempi dell’uscita dell’episodio in Inghilterra, nel 2008.

Recensione di Midnight

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Dalek

Dalek_intWhat for? What’re you going to do to me? Because if you can’t kill, then what are you good for… Dalek? What’s the point of you? You’re nothing! What are you doing here? What the hell are you here for?

Il Dottore e la sua compagna Rose Tyler si ritrovano, grazie ad un segnale che ha attirato l’attenzione del TARDIS, in una specie di museo sotterraneo di oggetti alieni. Scoprono presto che il tutto è di proprietà di un misterioso miliardario, Henry Van Statten, il quale nella sua collezione ha anche un essere vivente, che il Dottore scopre con orrore essere un Dalek, ultimo esponente della razza sua acerrima nemica, sopravvissuto alla Guerra del Tempo.

La prima stagione del “New Who”, il rilancio di Doctor Who del 2005 dopo il il primo, abortito progetto del 1996, aveva offerto pochi episodi prima di Dalek (qui i nostri sottotitoli), eppure tra alti e bassi di cose notevoli gli sceneggiatori erano già riusciti a metterne. Ma probabilmente proprio Dalek è il primo ad essere così intenso e a mostrare così bene le potenzialità di questa rilettura moderna della serie e della nuova incarnazione del protagonista.
L’episodio ha infatti il difficile compito di introdurre per gli spettatori più giovani i Dalek, i più terribili rivali del Dottore, spiegando chi sono e quali sono le loro caratteristiche e i loro scopi, senza annoiare con troppi “spiegoni” e senza eccessivi riferimenti al passato, il tutto in soli 45 minuti. Lo sceneggiatore Robert Shearman centra nell’obiettivo riuscendo non solo a gestire molto bene il concetto di Dalek, ma anche rimettendolo in discussione attraverso questo particolare esemplare e la crisi a cui va incontro per colpa della contaminazione genetica con il DNA di Rose.
Il risultato è un episodio che riesce a commuovere lo spettatore muovendolo a pietà proprio verso quell’essere che per quasi tutta la durata della puntata viene visto come una macchina di morte con cui non si può ragionare ma che si può solo uccidere.
Non manca poi l’azione, le fughe per i corridoi (!) e un personaggio come Van Statten, un borioso che non si può fare a meno di odiare ma molto utile ai fini della trama. Meno interessante risulta il giovane genietto inglese che lavora per lui e che si invaghisce di Rose, che pur presente anche nell’episodio successivo avrà vita breve nella serie.

Il Nono Dottore è interpretato da Christopher Eccleston, che si rivela essere una scelta assolutamente calzante per quanto forse “di rottura” rispetto a quelle che erano stati gli attori e gli stili della serie classica. Eccleston ha un aspetto giovanile e un costume molto minimale, dal momento che è vestito normalmente e l’unico capo che spicca in quanto a rappresentatività è la la sua giacca di pelle nera. I capelli rasati, le orecchie a sventola e il suo “sorrisone” completano il quadro, consegnandoci un Dottore dall’apparenza meno eccentrica rispetto al passato ma in grado di recuperare appieno l’essenza del personaggio, evolvendola in alcuni punti ben precisi per renderlo un personaggio maggiormente al passo coi tempi.
D’altro canto il Nono è il primo Dottore a venire dopo la Guerra del Tempo, concetto ancora fumoso posto dallo showrunner Russel T Davies in un punto imprecisato tra Doctor Who – The movie e la prima stagione della rinascita della serie. Alcuni elementi come una maggior dose di dolore e malinconia sono anche narrativamente giustificati, e riuscendo comunque a non sacrificare il carattere giocherellone, caritatevole e coraggioso che contraddistingue il Dottore, sono degli elementi che vanno ad arricchire una figura già interessante.

Billie Piper interpreta invece Rose Tyler, la sua companion della prima stagione, l’unica che accompagna il Nono Dottore nei suoi viaggi vista la breve permanenza di Eccleston nella parte.
Rose è un buon personaggio: viene trattata come il prototipo della ragazza moderna, quindi sia l’abbigliamento casual che gli atteggiamenti risultano molto da giovani dei primi anni 2000. La sua funzione, come del resto già nella serie classica, è quella di essere dalla parte dello spettatore e di porre al Dottore le domande che porrebbe il pubblico sulle cose fantastiche che fa. Identificarsi con una giovane e bella ragazza dei giorni nostri è sicuramente molto facile, e in questo Rose ricopre benissimo il proprio ruolo. Sa anche fare la sua parte in alcune situazioni critiche, ha spirito d’iniziativa, verso la fine dell’episodio si contrappone addirittura al Dottore nel tentativo di fargli capire le sue ragioni.
Non mancano i difetti: è spesso troppo civettuola, ogni tanto è un po’ leggera e a volte inopportuna. Ma tutto sommato sa essere la compagna giusta nel momento storico giusto.

Dalek colpisce: il Dottore soffre, ricorda per la prima volta in modo così intenso l’ecatombe della Guerra del Tempo, quasi impazzisce quando rivede in faccia il suo mortale nemico… è tremendamente umano e credibile, e lo spettatore empatizza con lui, per poi sul finale empatizzare anche con il Dalek.
Un episodio completo ed emozionante.

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