11×09 – It Takes You Away

Bel titolo!

E non solo quello, via… la prima parte dell’episodio è effettivamente interessante, il genere di storia che ti fa pensare “qui possono fare una cosa molto bella o mandare tutto in vacca, chissà cosa succederà”.

Naturalmente, hanno mandato tutto in vacca.

Eran partiti bene, con la Norvegia, le pecore che complottano, un misterioso chalet… anche la ragazza cieca era ancora interessante (e sicuramente ottima cosa il fatto che abbiano usato un’attrice realmente cieca).

Però poi… c’è la rana. E non solo una rana, ma anche una rana molto finta. A quel punto tanto valeva metterci Kermit, avrebbe avuto più senso. Certo, in Doctor Who si sono viste tante vaccate, tanti alieni di plastica e tante porcherie, sia dal 2005 in poi che prima. E c’è un certo capolavoro della storia del cinema che a un certo punto evoca una mascotte gigante di una marca di marshmallow. Ma una rana volutamente finta in quella che vorrebbe essere una scena “drammatica” francamente mi mancava. E avrei preferito continuasse a mancarmi perché non funziona, nemmeno lontanamente. In generale tutta la storia del Solitract regge oici, sembra essere un concetto un po’ troppo grosso e complesso per sprecarlo in un singolo episodio così random. E poi comunque è una rana.

Anche Ribbons è abbastanza inutile, ma quello è già un inutile a cui siamo abituati per questo genere di personaggio. Lasciamo stare poi le falene. Robaccia, ma nulla in confronto alla rana.

Ryan sembra un po’ stronzo con Hanne, quando parla di suo padre, ma in fondo è quello che ha fatto il suo di padre. Curioso che non glielo dica mai… l’ha detto al re d’Inghilterra! Avrebbe avuto senso.
Ma il vero stronzo ovviamente è il padre, uno stronzo fuori misura… te ne vai in un’altra dimensione con tua moglie morta e lasci tua figlia cieca in casa da sola tirando in piedi l’audio di finti mostri fuori per farla star dentro… ma come sei messo? Sarai figo quanto vuoi, Erik, ma avrebbero dovuto lasciarti di là, da solo però.

E ovviamente oltre alla moglie di Erik nel mondo dello specchio non poteva che esserci una finta Grace. Chiaramente finta, ma è comprensibile che Graham ci metta un po’ a capirlo, dopotutto. Una specie di Nexus di Star Trek.

Altro:
– Graham si porta un panino. Giustamente, se non sbaglio era nel secondo episodio che si lamentava dell’assenza di pasti fissi, viaggiando con il TARDIS!
– finalmente Ryan chiama Graham nonno! Era dall’inizio stagione che si aspettava questo sviluppo e finalmente c’è stato.

Ora ne manca uno! Sarà bello?

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11×08 – The Witchfinders

Ezekiel?
Tarantino!

Evviva, un altro filler che fatico già a distinguere da “Robot of Sherwood”, ma meno bello. In realtà non sono il genere di persona che si lascia influenzare da scenografie/ambientazioni, ho guardato (e amato) tre stagioni di The Musketeers che in pratica avevano due set in croce composti da stanze vuote dall’aspetto sospettosamente anacronistico, per cui… no niente, fatico a distinguerli. Con la differenza che “Robot of Sherwood” era appunto più bello. E aveva colori meno fintamente spenti di questo.

Il punto principale di questo episodio, naturalmente, è che finalmente vediamo il Dottore messo in secondo piano – da gente ignorante – in quanto donna. Una cosa che tutti aspettavamo di vedere fin da quando hanno annunciato Jodie. E ha senso farlo vedere in un episodio dedicato alle streghe, perché è credibile che il Dottore non pensi minimamente di poter correre il pericolo di passare per strega, essendo abituato a essere uomo. Sarebb ancora più credibile se l’episodio fosse stato più vicino all’inizio della stagione, visto che ci hanno ampiamente detto che di avventure off-screen questi quattro ne hanno vissute tante (e sicuramente tante ne leggeremo in libri e fumetti e ne sentiremo in audio)… ed è curioso che non sia mai successo lì. Quindi, sicuramente, sarà successo anche lì, per cui avrebbe avuto molto più senso prima. Ma vabbè, questo è effettivamente un dettaglio.

Ho visto che il giornalista del Radio Times ha amato King James oltre ogni misura. Per me invece, Alan Cumming o meno, è stato principalmente insopportabile. Sicuramente il fatto che ci provasse con Ryan è stato gestito benissimo… “my Nubian prince!” E anche la sua breve “confessione” è stata fatta bene, ma tutto il resto l’ho trovato veramente troppo sopra le righe. Ho anche controllato per vedere se per caso King James fosse noto per essere sopra le righe… ma no, non particolarmente, per cui boh.

Notavo oggi su un gruppo di DW come questa stagione per me stia temporaneamente declassando Doctor Who dal trono di serie di gran lunga più importante in onda, a un procedurale, un NCIS, un CSI, o nel migliore dei casi a una serie come tante altre che guardo, ma a cui non penso particolarmente tranne in quei 43 minuti. E questo per i due motivi ripetuti più e più volte, la mancanza di una bella trama orizzontale (non c’è nemmeno brutta, ma ovviamente brutta non servirebbe) e la mancanza di episodi singoli veramente belli. Da Doctor Who voglio di più, molto di più.

Mi dispiace essere così negativo, quando poi in realtà non è che ci sia qualche episodio particolarmente terribile in sé (tranne i dialoghi di Punjab, quelli erano terribili), però.. niente, ora come ora mi dà più soddisfazione un episodio di Outlander o persino di Blindspot.

Spero che Chibnall (che sappiamo essere capace) cambi registro nella prossima stagione. Intanto… devo dire che la trama dello speciale di Capodanno sembra interessante, ma… boh, si vedrà.

PS: Se sento ancora una volta la parola SATAN uccido qualcuno.

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Rose Tyler: The Dimension Cannon

In attesa di passare al commento del prossimo episodio (spoiler: è come gli altri) oggi è saltato fuori questo annuncio della Big Finish per una nuova serie audio: Rose Tyler: The Dimension Cannon.

La serie seguirà Rose tra “Doomsday” e il suo ritorno nella quarta stagione. Ovviamente la serie ha la benedizione di Russell T. Davies che ha fatto da consulente e ha anche suggerito il ritorno dei genitori di Rose (abbastanza ovvio, in realtà!)

Nel cast infatti, oltre a Billie Piper, tornano sua madre Jackie (Camille Coduri), suo padre Pete (Shaun Dingwall) e persino Clive e sua moglie, visto che Clive non è morto nell’universo parallelo.

La serie sarà composta tra quattro puntate e uscirà a settembre 2019.

1.1 The Endless Night by Jonathan Morris
1.2 The Flood by Lisa McMullin
1.3 Ghost Machines by AK Benedict
1.4 The Last Party on Earth by Matt Fitton

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11×07 – Kerblam!

Reminds me of you when you were younger.
When I say younger, I mean last month.

Okay, questo l’ho trovato carino.

Niente di entusiasmante che entri negli annali della storia di Doctor Who, però almeno era originale e molto ben scritto. Sono solo io che quando guardo serie TV in generale ogni tanto mi fermo – letteralmente – e mi dico, parlando da solo come un pazzo, “Oh, questa persona sa scrivere!”. Questa settimana mi è successo e questo non può che far piacere, in questa stagione.

Era un episodio molto alla RTD, per molti versi, e anche un po’ alla Moffat per altri (più che altro, ora abbiamo anche il pluriball da temere, ed è Moffat quello noto per prendere aspetti della vita normale e renderli terrificanti).

Inoltre, altro aspetto che ho apprezzato, l’episodio non è semplicemente una critica ad Amazon, come può sembrare a una prima analisi. Certo, lo è, alla fine l’azienda diventa principalmente “organica”… ma chi è che chiede aiuto e dà inizio a tutta la vicenda? A sorpresa non sono gli organici, ma è il sistema stesso. Il cattivo, è invece un ragazzo normale, non l'”azienda”.

Sorvoliamo invece sulla particolare economia di questo strano pianeta… se il 10% è organico e quella è l’azienda più grande – occupa una luna, persino – e ha “ben” 10000 lavoratori organici (“ben”?) qualche conto non mi torna, ma non ha importanza, non sono questi i veri problemi.

Non mi aspettavo che la ragazza, Kira, schiattasse così tranquillamente. È stata una morte assolutamente da era RTD, chi non ricorda Lynda con la y in “Parting of the Ways, nella prima stagione? In generale il feeling che ho percepito in questo episodio era da prima stagione di RTD e lo intendo in maniera positiva. Anche Julie Hesmondhalgh, l’attrice che interpreta Judy, la “Head of People”, era un’attrice da RTD (l’ha usata in Cucumber) (naturalmente l’ha usata anche Chibnall, nella terza stagione di Broadchurch).

E a proposito di buona scrittura… quando Yaz si è trovata “accerchiata” dai due robot, la prima cosa che viene in mente a una persona normale è “scappa attraverso gli scaffali!”, mentre in genere in queste situazioni nessuno scappa mai e schiatta stupidamente. In questo caso invece… Yaz scappa attraverso gli scaffali, incredibile! (Certo, era Yaz e non poteva morire, ma è già qualcosa.) Questo Pete McTighe secondo me è da tenere d’occhio, è il Jamie Mathieson di questa stagione.

Abbiamo avuto anche i primi veri riferimenti al passato da quando è iniziata la stagione! Il Dottore riceve un fez (evidentemente ordinato quando era ancora Eleven, temo non abbia Kerblam Prime!)… e ricorda agli altri di quando ha conosciuto Agatha Christie con una vespa gigante! Riferimenti innocui per chi non sa, ma simpatici per chi sa. Ah, il dottore ricorda anche di aver avuto amici robot. Il primo che viene in mente è sicuramente K9 (ma anche Nardole, in effetti).

Quindi un buon episodio divertente e onesto che non avrebbe per niente sfigurato in una stagione in alternanza a episodi stupendi. Così invece è al momento il mio secondo preferito dopo “Rosa”.

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11×06 – Demons of the Punjab

Mentre vedevo questo episodio, e subito dopo, ho pensato fosse il peggiore della stagione. Poi, siccome non ho avuto tempo di rivederlo e postare questo commento immediatamente, ho fatto in tempo a notare in giro molta gente dire il contrario, che fosse il migliore, il che mi ha lasciato abbastanza perplesso. Ora l’ho rivisto e posso cercare di essere un po’ più chiaro nel mio giudizio che però, purtroppo, non cambia particolarmente rispetto all’impressione iniziale.

La storia (intesa come soggetto) è bella. Anche perché, sostanzialmente, è “Father’s Day”, in un contesto storico (e questo l’ho apprezzato) e senza l’impatto emotivo di essere un genitore a dover morire, anzi, è un primo marito di tua nonna che – per quanto simpatico – non è tuo padre.

Il vero problema questa settimana sono i dialoghi; frasi buttate là a caso, innaturali e irrealistiche… cosa che finora non era successa. Il mio dubbio è che in questa stagione, quando non compare il nome dello showrunner come co-autore dell’episodio, significa che davvero questo non ci ha messo mano. Il che sarebbe estremamente preoccupante, in passato RTD e Moffat hanno sempre tranquillamente riscritto tutto (tranne in rarissimi casi), perché è una cosa che va fatta. Spero di sbagliarmi e sia un caso…

Davvero poco da aggiungere, dialoghi fastidiosi a parte, l’episodio è come i precedenti, carino ma tra una settimana sarà già nel dimenticatoio. E ne mancano quattro (+1, lo Speciale di Natale Capodanno).

Salvo il povero primo marito della donna, che mi è piaciuto molto e… be’, gli alieni erano interessanti nel loro non essere i veri cattivi, per una volta.

Un ultimo appunto sulla musica… in sé molto buona questa settimana, ma… un po’ come i dialoghi, messa a caso e fuori luogo, fin dalla primissima scena. (Che si tratti invece di un problema di montaggio?)

Ribadisco il concetto principale: non è che nelle stagioni di RTD e Moffat non ci fossero episodi così (e anche, in alcuni casi estremi, peggiori: “Daleks in Manhattan”, “The Long Game”, “Kill the Moon”…), è che qui ci sono solo episodi così.

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