12×03 – Orphan 55

Devo dire di non aver molto da dire su questo episodio. Dopo i relativi fasti dell’apertura, torniamo con un filler che pare uscito dalle prime due stagioni di RTD (e nulla di male in questo ovviamente, erano bellissime) come ambientazione e trama.

Però… boh, c’è qualcosa che non va. Da quando, post 2005, il futuro può essere riscritto così a caso solo dicendolo? Il Dottore ha sempre saputo cosa succede nel futuro (della Terra, almeno), non in dettaglio, non tutto, ma le cose importanti sì. E queste non cambiano. Una distruzione globale causata dai cambiamenti ambientali e dalle loro conseguenze è una cosa abbastanza grossa che il Dottore dovrebbe conoscere bene. Inoltre, il futuro in questione non sembra troppo lontano (lo dicono? non mi pare), al massimo 100-200 anni giudicando dalla scena “flashback”, quindi come si incastra con tutti gli altri futuri più o meno coerenti che abbiamo visto finora?

Sicuro, nella serie classica non riuscivano a rendere coerenti due episodi in croce, ma dal 2005 era tutto abbastanza (non pretendiamo la precisione assoluta) coerente. Non mi viene in mente qualcosa del genere senza alcuna spiegazione.

L’unico sgamo che posso trovare è che sono arrivati lì con il cubo e non con il TARDIS. E che quindi questo segua delle regole diverse. Ma magari dirlo, se è questo il caso…

L’altro problema che vedo è il messaggio ecologista (sacrosanto, ci mancherebbe) un po’ troppo spiattellato nel discorsetto del Dottore alla fine. Sicuramente un bambino – e Doctor Who è ancora anche per bambini – lo impressiona, ma non c’è tanto bisogno di impressionare i bambini che secondo me queste cose le sanno già e le sapranno ancora meglio crescendo, c’è più bisogno di impressionare noi vecchiacci e forse essere così sfacciatamente espliciti può essere persino controproducente. Bastava la storia senza discorso finale, secondo me.

Ho notato anche una tendenza ad ammazzar la gente in allegria, più che in passato. Magari è solo un’impressione, ma mi pare che il Dottore avrebbe potuto tranquillamente salvare il 90% della gente che invece lascia morire tranquillamente.

Varie:

  • Che ci facevano quei cosi con Benni? Inquietante che non si sia visto nemmeno il cadavere.
  • L’anno scorso Ed Hime aveva scritto “It Takes You Away”… che devo dire m’era piaciuto di più.
  • Faceva un po’ “Midnight” quando erano sul mezzo… ma non diciamolo troppo forte che mi insultate
  • C’è ROGIAH di His Dark Materials, ma è più inutile di una forchetta per mangiare la pastina (lui e suo padre)
  • C’è anche Laura Fraser! <3 Ma anche lei abbastanza sprecata (mai quanto è stata sprecata in The Magicians, comunque). Tutti a rivedere Casanova!

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12×01-02 – Spyfall

Darkness never sustains.

Il Dottore è tornato e con lui quella che sembrerebbe prospettarsi come una stagione un bel po’ più in grazia di quella “procedurale” dello scorso anno. Almeno così parrebbe dalle dichiarazioni e finalmente anche dai fatti, visto questo primo episodio (doppio, non per caso).

Succederà veramente? Lo vedremo. Intanto vediamo invece un po’ cos’è successo in questo debutto di stagione.

Ovviamente non leggete se non avete visto l’episodio visto che, a differenza della stagione precedente, qui ne succedono parecchie di cose!

Scrivo ancora qualche frase inutile per evitare che qualcuno legga per sbaglio… Può valere la pena ricordare che il “Timeless Child” era stato citato nel secondo episodio della scorsa stagione e da allora non se n’era più saputo niente. Ora invece torna alla ribalta con quello che potrebbe essere lo story-arc della stagione. (O magari dell’intera tenuta di Chibnall! Ma sono troppo ottimista, manco Moffat era riuscito a fare uno story-arc subito, la vita reale impedisce cose troppo a lungo termine…)

E parte dello story-arc potrebbe essere anche (ora lo dico)… il ritorno del Master! E un ottimo Master, tra l’altro, Sacha Dhawan che già conoscevamo per aver intepretato il primo regista in An Adventure in Space and Time qualche anno fa. Il problema principale – ammesso e non concesso che questo Master venga dopo Missy, come è comunque probabile – è che come carattere ricorda di più i Master precedenti a Missy, ma la rivelazione finale su Gallifrey potrebbe ampiamente giustificare questo cambiamento. Cosa vorrà dire che è sempre stata tutta una bugia? Chi era il Timeless Child? E il Master ha davvero ucciso tutti i Time Lord e distrutto Gallifrey a causa di questa misteriosa bugia?

Finalmente si osa un po’. È cosa buona e giusta ribaltare ogni due per tre la mitologia dei Time Lord e di Gallifrey, come è stato sempre fatto… non fosse così nemmeno esisterebbero, visto che sono stati introdotti entrambi anni dopo l’inizio della serie. Naturalmente bisogna anche farlo bene e per ora il potenziale per farlo potrebbe esserci.

Parlando di Gallifrey però non posso fare a meno di sottolineare il grosso problema ovviamente ancora presente (e a cui non credo ci possa essere soluzione) cioè la musica che rimane purtroppo sempre totalmente anonima. È un delitto andare su Gallifrey e non usare il tema di Gallifrey. Magari non si può fare per questione di diritti (probabile), magari è una (discutibile) scelta aristica, fatto sta che questo rende il lavoro di Chibnall molto più difficile. In Rogue One Giacchino usa tranquillamente la marcia imperiale quando appare Darth Vader, anche se non si chiama John Williams. Bah!

Finalmente il Dottore racconta qualcosa di sé agli altri tre… per noi è tutto scontato, ma ora anche loro sanno dell’esistenza di Time Lord e Gallifrey. E parlando dei tre dell’Ave Maria c’è da dire che (scarpe laser a parte) in questo episodio mi sono piaciuti tutti, sono stati utilizzati bene. Come sempre Graham più degli altri, comunque. In realtà sarebbe stato bello potersi portare dietro più a lungo le due companion d’eccezione Ada Lovelace e Noor Inayat Khan… e invece niente, anzi (vedi nota più avanti).

Tornando al Master… la storia si ripete con strane alleanze con alieni misteriosi, con l’aggeggio che miniaturizza e volendo persino con lo scegliere le fattezze di una persona esistente. Molto bello il suo TARDIS (che ora è rimasto a disposizione del Dottore?) e ancora più bello il fatto che per arrivare alle scene finali abbia dovuto “percorrere la strada più lunga”. Tra Master, Dottore e Jack Harkness finisce che in ogni momento nell’universo ci sono decine di “doppioni”…

E parlando di Jack Harkness, ottimo il riferimento a UNIT e Torchwood, da parte del buon Stephen Fry che purtroppo viene fatto fuori dopo pochi minuti (budget?) evitando di diventare un potenziale interessante recurring.

Infine, altra ottima cosa che ha contribuito alla buona riuscita dell’episodio, il ritorno di un po’ di sano Timey-Wimey, con il Dottore che prepara l’aereo a posteriori!

Varie:

  • Usare i quattro battiti per evocare il Master è un colpo basso.
  • Il Dottore che conversa via schermo televisivo, con in Blink!
  • Il Dottore che è particolarmente stronzo! Non si fa scrupoli a lasciare una persona dall’aspetto palesemente non ariano in balia dei nazisti (per quanto fosse il Master, okay) e soprattutto cancella la memoria alla gente senza un particolare motivo! Soprattutto ad Ada che gli aveva esplicitamente chiesto di non farlo!
  • Riconoscete questa location di Cardiff dalla prima stagione? (O da “His Dark Materials”, che è più recente.)

Per la prossima settimana il trailer non promette nulla di buono! Ma alla fine anche le stagioni con lo story-arc più accentuato hanno episodio standalone… e poi i trailer ingannano, potrebbe non essere standalone oppure potrebbe essere standalone ma bello!

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Dodicesima stagione a Capodanno

La data d’inizio della stagione 12 è appena stata annunciata ufficialmente: la prima parte del primo episodio doppio (intitolato “Spyfall” e scritto da Chris Chibnall) andrà in onda a Capodanno e il resto della stagione (in tutto 10 episodi) seguirà ogni domenica.

Sicuramente un’ottima notizia il ritorno degli episodi doppi (non sarà solo il primo). Speriamo in bene!

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Speciale di Capodanno: Resolution

Finalmente. Finalmente un bell’episodio di Doctor Who. Lo dico subito: questo è tranquillamente il miglior episodio della stagione (vedo qualcuno numerarlo “12×00”, ma ha poco senso) e il miglior episodio mai scritto da Chris Chibnall.

E naturalmente non è perché c’è un Dalek, ma semplicemente perché è bello, è scritto bene, c’è una storia, una storia avvincente, c’è del pathos, dell’epicità, i personaggi si muovono a loro agio… insomma, è un bell’episodio.

Poi, chiaramente, la presenza di un Dalek aiuta… tanto per cominciare non serve una parte di episodio per far capire allo spettatore quanto sia pericolosa la minaccia, e poi è davvero un ottimo cattivo! E la variazione sul tema (cosa che con i Dalek è sempre avvenuta ogni volta che tornano in scena) è molto interessante: il primo tipo di Dalek a lasciare Skaro che resta sulla Terra smembrato per più di mille anni. Fantastico. Anche il Nono Dottore aveva dovuto affrontare un unico Dalek nella sua unica stagione e anche in quel caso un Dalek bastava e avanzava per essere terrificante.

Le scene iniziali (che quasi non sembravano nemmeno Doctor Who) con la voce narrante (che invece ricordava The End of Time) aiutano a donare epicità all’episodio. A volte bastano anche queste piccolezze a contribuire alla qualità di un episodio.

Anche la questione di UNIT è stata una sorpresa molto gradita. La “sospensione” è chiaramente un modo per prendere in giro la Brexit, ma il Dottore nomina esplicitamente Kate Stewart; speriamo che la cosa non resti una battuta, ma venga esplorata durante la prossima stagione! Inoltre mentre il Dalek cerca informazioni sul computer di Lin, si vede brevemente che è entrato anche nel sito del “Black Archive”, introdotto nelle Sarah Jane Adventures, ma che probabilmente tutti ricordiamo meglio in “The Day of the Doctor”.

Parlando di Lin… lei e Mitch sono due ottimi personaggi, introdotti in maniera molto intelligente con il siparietto sul bacio e che reggono molto bene la storia, soprattutto lei, che si vede trasformata in novella Donna con qualcosa sulla schiena.

C’è anche – giustamente – un rimando alla stagione appena finita, sostanzialmente all’unico sviluppo reale della stagione, il rapporto tra Ryan e Graham che con tutte le avventure e i viaggi si sono finalmente trasformati in nipote e nonno. E quindi è il momento adatto (anche in quanto Capodanno) per far tornare il padre prodigo… che in qualche modo alla fine si perdona o quantomeno si inizia a perdonare, essendosi in qualche modo scusato con Ryan e avendo persino aiutato a fondere il Dalek con il suo forno a microonde. Non posso fare a meno di notare come questo padre ricordi vagamente nella sua attività di inventore/piazzista di robe strampalate, il padre di Rose.

Per quanto riguarda il Capodanno… boh, i riferimenti sono minimi e probabilmente si potevano anche tenere sul Natale… sì, ci sono i fuochi d’artificio di 19 Capodanni all’inizio, ma non erano essenziali. E Mitch e Lin lavorano a Capodanno perché in effetti è vero che tutti hanno i postumi della sbronza e non c’è niente da fare, rispetto a Natale dove invece c’è il tradizionale pranzo con i parenti. E il padre che ritorna a Capodanno perché “anno nuovo, vita nuova”. Ma mi sembrano tutte cose secondarie. Non che personalmente mi cambi molto la data in cui va in onda lo Speciale. In fondo nove anni fa c’era già stato uno speciale di Capodanno.

Con il Dalek possiamo anche dare il bentornato a Nicholas Briggs e alla sua voce! A occhio e croce potrebbe essere l’unico rimasto a lavorare alla serie dal 2005 (ora che siamo orfani di Moffat e Murray Gold). (A memoria dovrebbe esserci anche almeno il direttore del casting Andy Pryor, ma immagino ci sia anche altra gente nella crew.)

E parlando di quanto siamo orfani di Murray Gold (davvero tanto), questa volta posso dire che la musica di Akinola nell’episodio non è stata male. Niente di memorabile (e sicuramente non mi interessa ascoltarla autonomamente), ma non è fastidiosa e risulta corretta per le scene a cui è abbinata, soprattutto la corsa in auto.

Peccato invece per l’assenza della sigla. Un dettaglio, ma si poteva evitare. Spero anche che diano addio alla sigla prima di tutto… un crescendo che culmina nella sigla aiuta ad aumentare il livello emotivo con il quale si percepisce l’episodio.

Ora non ci rimane che aspettare poco più di un anno per la dodicesima stagione. Chissà se Chibnall cambierà completamente le carte in tavola e ci darà una stagione degna del Dottore, cosa che questa – speciale a parte – non è stata… Speriamo!

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[Libro] The Good Doctor

Come avevo detto, volevo provare a vedere come poteva funzionare l’attuale Team TARDIS in un formato diverso da quello – per ora molto sfortunato – televisivo. Così, trovando da Forbidden Planet i tre libri usciti finora del Tredicesimo Dottore a un prezzo persino inferiore di quello di Amazon, ne ho comprato uno… quello che dalla breve descrizione mi ispirava di più, perché vagamente basato sui viaggi nel tempo (il mio tema preferito), The Good Doctor, di Juno Dawson.

Non voglio spoilerare perché lo scopo di questo post è portare la gente a comprarlo e a leggerlo. Casualmente noto ora che è proprio questo libro a essere stato annunciato per una prossima edizione italiana dalla Armenia.

Il libro è decisamente bello, m’è piaciuto… molto di più di qualsiasi episodio della stagione. Senza dire molto, posso anticipare che la storia è basata su quello che accade quando il Dottore fa qualcosa per aiutare qualcuno… e poi torna nello stesso posto qualche centinaio di anni dopo e scopre che le conseguenze delle sue azioni non sono esattamente quelle che ci si immaginerebbe.

Come in “Witchfinders”, anche qui il Dottore avrà da penare per il sesso con cui casualmente si ritrova a viaggiare ora (ed è esattamente questo il motivo per cui mi lamentavo che “Witchfinders” fosse arrivato così avanti nella stagione) e anche qui sarà il buon Graham a essere scambiato per il “capo” del gruppetto, per ovvi motivi.

Non so cosa abbia potuto vedere o leggere esattamente l’autrice prima di scrivere il romanzo, con i primi romanzi di un Dottore c’è sempre il rischio di non azzeccare interamente i personaggi per il poco materiale a disposizione degli autori, ma in questo caso mi sembra che tutti siano scritti benissimo. E tutti hanno il loro spazio, non solo il Dottore e Graham, ma anche Ryan e Yaz, ognuno con una storia molto precisa da portare avanti.

Quindi, lettura decisamente consigliata.

Potete acquistarlo in inglese su Amazon.it, o attendere la versione italiana.

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