Dodicesima stagione a Capodanno

La data d’inizio della stagione 12 è appena stata annunciata ufficialmente: la prima parte del primo episodio doppio (intitolato “Spyfall” e scritto da Chris Chibnall) andrà in onda a Capodanno e il resto della stagione (in tutto 10 episodi) seguirà ogni domenica.

Sicuramente un’ottima notizia il ritorno degli episodi doppi (non sarà solo il primo). Speriamo in bene!

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Speciale di Capodanno: Resolution

Finalmente. Finalmente un bell’episodio di Doctor Who. Lo dico subito: questo è tranquillamente il miglior episodio della stagione (vedo qualcuno numerarlo “12×00”, ma ha poco senso) e il miglior episodio mai scritto da Chris Chibnall.

E naturalmente non è perché c’è un Dalek, ma semplicemente perché è bello, è scritto bene, c’è una storia, una storia avvincente, c’è del pathos, dell’epicità, i personaggi si muovono a loro agio… insomma, è un bell’episodio.

Poi, chiaramente, la presenza di un Dalek aiuta… tanto per cominciare non serve una parte di episodio per far capire allo spettatore quanto sia pericolosa la minaccia, e poi è davvero un ottimo cattivo! E la variazione sul tema (cosa che con i Dalek è sempre avvenuta ogni volta che tornano in scena) è molto interessante: il primo tipo di Dalek a lasciare Skaro che resta sulla Terra smembrato per più di mille anni. Fantastico. Anche il Nono Dottore aveva dovuto affrontare un unico Dalek nella sua unica stagione e anche in quel caso un Dalek bastava e avanzava per essere terrificante.

Le scene iniziali (che quasi non sembravano nemmeno Doctor Who) con la voce narrante (che invece ricordava The End of Time) aiutano a donare epicità all’episodio. A volte bastano anche queste piccolezze a contribuire alla qualità di un episodio.

Anche la questione di UNIT è stata una sorpresa molto gradita. La “sospensione” è chiaramente un modo per prendere in giro la Brexit, ma il Dottore nomina esplicitamente Kate Stewart; speriamo che la cosa non resti una battuta, ma venga esplorata durante la prossima stagione! Inoltre mentre il Dalek cerca informazioni sul computer di Lin, si vede brevemente che è entrato anche nel sito del “Black Archive”, introdotto nelle Sarah Jane Adventures, ma che probabilmente tutti ricordiamo meglio in “The Day of the Doctor”.

Parlando di Lin… lei e Mitch sono due ottimi personaggi, introdotti in maniera molto intelligente con il siparietto sul bacio e che reggono molto bene la storia, soprattutto lei, che si vede trasformata in novella Donna con qualcosa sulla schiena.

C’è anche – giustamente – un rimando alla stagione appena finita, sostanzialmente all’unico sviluppo reale della stagione, il rapporto tra Ryan e Graham che con tutte le avventure e i viaggi si sono finalmente trasformati in nipote e nonno. E quindi è il momento adatto (anche in quanto Capodanno) per far tornare il padre prodigo… che in qualche modo alla fine si perdona o quantomeno si inizia a perdonare, essendosi in qualche modo scusato con Ryan e avendo persino aiutato a fondere il Dalek con il suo forno a microonde. Non posso fare a meno di notare come questo padre ricordi vagamente nella sua attività di inventore/piazzista di robe strampalate, il padre di Rose.

Per quanto riguarda il Capodanno… boh, i riferimenti sono minimi e probabilmente si potevano anche tenere sul Natale… sì, ci sono i fuochi d’artificio di 19 Capodanni all’inizio, ma non erano essenziali. E Mitch e Lin lavorano a Capodanno perché in effetti è vero che tutti hanno i postumi della sbronza e non c’è niente da fare, rispetto a Natale dove invece c’è il tradizionale pranzo con i parenti. E il padre che ritorna a Capodanno perché “anno nuovo, vita nuova”. Ma mi sembrano tutte cose secondarie. Non che personalmente mi cambi molto la data in cui va in onda lo Speciale. In fondo nove anni fa c’era già stato uno speciale di Capodanno.

Con il Dalek possiamo anche dare il bentornato a Nicholas Briggs e alla sua voce! A occhio e croce potrebbe essere l’unico rimasto a lavorare alla serie dal 2005 (ora che siamo orfani di Moffat e Murray Gold). (A memoria dovrebbe esserci anche almeno il direttore del casting Andy Pryor, ma immagino ci sia anche altra gente nella crew.)

E parlando di quanto siamo orfani di Murray Gold (davvero tanto), questa volta posso dire che la musica di Akinola nell’episodio non è stata male. Niente di memorabile (e sicuramente non mi interessa ascoltarla autonomamente), ma non è fastidiosa e risulta corretta per le scene a cui è abbinata, soprattutto la corsa in auto.

Peccato invece per l’assenza della sigla. Un dettaglio, ma si poteva evitare. Spero anche che diano addio alla sigla prima di tutto… un crescendo che culmina nella sigla aiuta ad aumentare il livello emotivo con il quale si percepisce l’episodio.

Ora non ci rimane che aspettare poco più di un anno per la dodicesima stagione. Chissà se Chibnall cambierà completamente le carte in tavola e ci darà una stagione degna del Dottore, cosa che questa – speciale a parte – non è stata… Speriamo!

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[Libro] The Good Doctor

Come avevo detto, volevo provare a vedere come poteva funzionare l’attuale Team TARDIS in un formato diverso da quello – per ora molto sfortunato – televisivo. Così, trovando da Forbidden Planet i tre libri usciti finora del Tredicesimo Dottore a un prezzo persino inferiore di quello di Amazon, ne ho comprato uno… quello che dalla breve descrizione mi ispirava di più, perché vagamente basato sui viaggi nel tempo (il mio tema preferito), The Good Doctor, di Juno Dawson.

Non voglio spoilerare perché lo scopo di questo post è portare la gente a comprarlo e a leggerlo. Casualmente noto ora che è proprio questo libro a essere stato annunciato per una prossima edizione italiana dalla Armenia.

Il libro è decisamente bello, m’è piaciuto… molto di più di qualsiasi episodio della stagione. Senza dire molto, posso anticipare che la storia è basata su quello che accade quando il Dottore fa qualcosa per aiutare qualcuno… e poi torna nello stesso posto qualche centinaio di anni dopo e scopre che le conseguenze delle sue azioni non sono esattamente quelle che ci si immaginerebbe.

Come in “Witchfinders”, anche qui il Dottore avrà da penare per il sesso con cui casualmente si ritrova a viaggiare ora (ed è esattamente questo il motivo per cui mi lamentavo che “Witchfinders” fosse arrivato così avanti nella stagione) e anche qui sarà il buon Graham a essere scambiato per il “capo” del gruppetto, per ovvi motivi.

Non so cosa abbia potuto vedere o leggere esattamente l’autrice prima di scrivere il romanzo, con i primi romanzi di un Dottore c’è sempre il rischio di non azzeccare interamente i personaggi per il poco materiale a disposizione degli autori, ma in questo caso mi sembra che tutti siano scritti benissimo. E tutti hanno il loro spazio, non solo il Dottore e Graham, ma anche Ryan e Yaz, ognuno con una storia molto precisa da portare avanti.

Quindi, lettura decisamente consigliata.

Potete acquistarlo in inglese su Amazon.it, o attendere la versione italiana.

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11×10 – The Battle Of Ranskoor Av Kolos

Yippee Ki Yay, robots!

Okay, è finita!

Ma è finita un po’ meglio di com’è andata? In realtà direi di sì, questo ultimo episodio non è malaccio. Nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a tutti i finali di stagione precedenti, naturalmente, ma rispetto alla media della stagione c’è un po’ di “sostanza”, per così dire.

Innanzitutto ricompare Tim Shaw. Che per quanto sia un “cattivo” abbastanza pessimo, almeno dà un filo di unità alla stagione.

Poi Graham… sicuramente il personaggio più interessante in assoluto della stagione. Ovviamente vuole uccidere Tim Shaw, e ovviamente non lo fa. Ma il modo in cui prende da parte il Dottore e le dice chiaro e tondo quello che vuole fare senza farsi minimamente mettere i piedi in testa è fantastico. Poi appunto non lo fa, ma lasciarlo per sempre in una cella chiuso in un edificio blindato non è che mostri una particolare bontà d’animo verso chi non se la merita, comunque. In ogni caso, grande Graham, alla fine si può dire che sia stato il companion ad aver avuto più spazio e quindi a essere stato sviluppato meglio nel corso della stagione. Ryan e soprattutto Yaz non hanno avuto questa opportunità, purtroppo.

Altra cosa molto bella dell’episodio il fatto che il Dottore prenda un sacco di armi… e per una volta qualcuno (Ryan) le faccia notare l’incongruenza! Citando pure la volta in cui nel secondo episodio lei gliel’aveva proibito in maniera francamente assurda. Ma ora sappiamo che era solo perché lui era nuovo, il che, in fondo, può anche aver senso. Piccoli particolari piacevoli.

Gli Ux sono molto interessanti… l’idea di una razza di due soli componenti, come i Sith (se i Sith fossero una razza). Non voglio sapere niente sul loro metodo di riproduzione, però.

La storia dei mondi “rubati” ovviamente riporta alla mente “The Stolen Earth” e compagnia, e per fortuna la somiglianza viene citata esplicitamente nell’episodio (insieme a “Boom Town”, così…). Probabilmente era davvero troppo paese. Molto apprezzabile, comunque.

Per il resto non c’è molto da dire, la trama è abbastanza semplice e lineare, come ci ha purtroppo abituato la stagione.

La colonna sonora risulta non pervenuta. Per tutta la stagione (avrete notato che avevo smesso di parlarne… perché non c’era niente da dire). Così tanto che un paio di giorni fa m’è arrivata la solita email con l’anteprima del CD da parte della Silva Screen Records a cui ho risposto che non mi interessava… ma di tenermi nella loro “mailing list”, nel caso dovesse uscire quella della decima stagione! (Per la cronaca a suo tempo non avevo parlato nemmeno di quella della nona, ma lì era per problemi di tempo miei, non perché non ci fosse nulla di buono da dire.) Mi dispiace per il compositore, sicuramente un onesto musicista, ma purtroppo per lui eravamo abituati a ben altro. Non è nemmeno colpa sua…

Inutile stare a ribadire, sulla stagione, le cose già dette e ridette… la peggiore di tutte, di gran lunga; speriamo che in futuro le cose cambino. Questa potrebbe essere stata concepita come stagione iniziale di “stacco”, ma la prossima non più, quindi è possibile che il livello di scrittura risalga e le storie diventino migliori. Magari potrebbe succedere già con lo speciale di Capodanno, chissà. (Certo, anche la quinta era di stacco ed è una delle migliori in assoluto. Approcci differenti.)

Nel frattempo devo aggiungere che ci ho impiegato un po’ più di tempo del solito per scrivere questo post perché nel frattempo… mi sono letto quasi tutto un romanzo di questo Dottore. E devo dire che lo sto trovando migliore di tutti gli episodi della stagione messi insieme. Non appena lo finisco, vi faccio sapere di più.

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11×09 – It Takes You Away

Bel titolo!

E non solo quello, via… la prima parte dell’episodio è effettivamente interessante, il genere di storia che ti fa pensare “qui possono fare una cosa molto bella o mandare tutto in vacca, chissà cosa succederà”.

Naturalmente, hanno mandato tutto in vacca.

Eran partiti bene, con la Norvegia, le pecore che complottano, un misterioso chalet… anche la ragazza cieca era ancora interessante (e sicuramente ottima cosa il fatto che abbiano usato un’attrice realmente cieca).

Però poi… c’è la rana. E non solo una rana, ma anche una rana molto finta. A quel punto tanto valeva metterci Kermit, avrebbe avuto più senso. Certo, in Doctor Who si sono viste tante vaccate, tanti alieni di plastica e tante porcherie, sia dal 2005 in poi che prima. E c’è un certo capolavoro della storia del cinema che a un certo punto evoca una mascotte gigante di una marca di marshmallow. Ma una rana volutamente finta in quella che vorrebbe essere una scena “drammatica” francamente mi mancava. E avrei preferito continuasse a mancarmi perché non funziona, nemmeno lontanamente. In generale tutta la storia del Solitract regge oici, sembra essere un concetto un po’ troppo grosso e complesso per sprecarlo in un singolo episodio così random. E poi comunque è una rana.

Anche Ribbons è abbastanza inutile, ma quello è già un inutile a cui siamo abituati per questo genere di personaggio. Lasciamo stare poi le falene. Robaccia, ma nulla in confronto alla rana.

Ryan sembra un po’ stronzo con Hanne, quando parla di suo padre, ma in fondo è quello che ha fatto il suo di padre. Curioso che non glielo dica mai… l’ha detto al re d’Inghilterra! Avrebbe avuto senso.
Ma il vero stronzo ovviamente è il padre, uno stronzo fuori misura… te ne vai in un’altra dimensione con tua moglie morta e lasci tua figlia cieca in casa da sola tirando in piedi l’audio di finti mostri fuori per farla star dentro… ma come sei messo? Sarai figo quanto vuoi, Erik, ma avrebbero dovuto lasciarti di là, da solo però.

E ovviamente oltre alla moglie di Erik nel mondo dello specchio non poteva che esserci una finta Grace. Chiaramente finta, ma è comprensibile che Graham ci metta un po’ a capirlo, dopotutto. Una specie di Nexus di Star Trek.

Altro:
– Graham si porta un panino. Giustamente, se non sbaglio era nel secondo episodio che si lamentava dell’assenza di pasti fissi, viaggiando con il TARDIS!
– finalmente Ryan chiama Graham nonno! Era dall’inizio stagione che si aspettava questo sviluppo e finalmente c’è stato.

Ora ne manca uno! Sarà bello?

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