Amy Pond

6×11 – The God Complex

Mancano solo due episodi e qualcosa di molto inaspettato succede in questo.

Se già sapete cosa, andate a leggere il nostro commento su Serialmente! EDIT: Serialmente non esiste più, ecco qui direttamente il commento.

“It’s okay… we’re nice!”

Un pezzettino di questo episodio era stato mostrato in anteprima alla San Diego Comic-Con (e in seguito online), più che altro perché il suo autore, Toby Whithouse, era presente al posto del Moff che non era potuto venire. Sembrava un episodio carino, ma niente più. Invece…

Ancora una volta i nostri tre prodi finiscono non dove dovevano andare… questa volta nella riproduzione aliena di un albergo terrestre, con strani quadri alle pareti e 4 persone che sono finite lì nemmeno loro sanno bene come. C’è l’alieno Gibbis, di una razza di codardi, e gli umani Rita, infermiera molto sveglia, Howie, nerd sfigato e Joe che a quanto pare è stato posseduto e vuol essere ucciso da qualcosa che ha iniziato a adorare. E così succede, una specie di minotauro arriva e lo uccide. E sembra che, uno per uno, a tutti spetterà questa fine. Prima però ognuno di loro deve passare dalla propria camera d’albergo, in cui li attende la loro peggior paura. Il Dottore immagina che combattendo queste paure si riesca a sfuggire al minotauro, ma così non è, e anche Howiemuore. Il minotauro però non vorrebbe fare quello che fa, si scopre che questa è la sua prigione. E anche Rita muore. La prossima sarebbe Amy, ma finalmente il Dottore capisce che il minotauro non si nutre di paura, bensì di fede… che sorge in contrasto alla paura. L’unico modo per salvare Amy (la cui fede totale è nel Dottore) è quindi quella di minare la sua fede in lui. Riuscito a fare questo, il povero minotauro può morire e loro possono andarsene. Ma… per il Dottore è giunto il momento di abbandonare Amy e Rory, regala loro una casa e una macchina e se ne va, da solo.

Raccontata così, in maniera asciutta, sembra triste… e infatti lo è, è la cosa più triste del mondo! Sembra anche confusionaria, ma quella invece è solo la mia incapacità di raccontare le storie.

Ma andiamo con ordine. Terzo episodio stand-alone di fila, ma, ancora una volta, episodio molto bello. I poveri personaggi “magliette rosse” erano buoni, soprattutto Rita che era decisamente companion material… ma schiattano tutti tranne l’alieno codardo.

I punti forti dell’episodio sono i dialoghi. A partire dal dialogo tra il Dottore e Amy/Amelia mentre la convince a non avere fede in lui, in cui descrive il suo comportamento in maniera fin troppo sincera. Ma anche ingiusta, perché è sicuramente vero che il Dottore porta con sé le persone per suo piacere personale, ma anche chi viaggia con lui ci guadagna. E questo ci porta al suo discorso con Rita. Ha sicuramente ragione quando le dice che è una finta scelta quella dei companion, perché chi rifiuterebbe? Ed è brutto vedere il Dottore che giustifica l’esistenza degli adulti (come non ricordare il discorsetto fuori dal TARDIS in “The Eleventh Hour“?). Ma subito dopo dice a Rita che la porterà con lui, contraddicendosi allegramente. Altro bellissimo discorso è quello tra Rory e il Dottore, con la balbuzie vinta da Howie che ricorda a Rory come si possano fare grandi cose senza necessariamente salvare il mondo… e che involontariamente rafforza nel Dottore l’idea che sarebbe il caso di lasciarli andare.
Naturalmente poi il discorso più importante è quello finale del Dottore a Amy, quando la lascia. È un discorso triste, ma inevitabile per salvare Amy e Rory. Un discorso che prima o poi ci si deve ritrovare a fare con i companion (se non se ne vanno per altri motivi), purtroppo. La scorsa settimana ricordavo come il Dottore avesse voluto lasciarli già da un bel po’, ma che poi la vita reale si era inserita, come fa sempre la vita reale. Ora, in effetti, con la storia della baby-River “risolta” (si fa per dire), bastava una piccola spinta…

Mesi fa, quando erano uscite le immagini di questa scena finale, molti avevano detto “Amy e Rory se ne vanno!”, ma io avevo pensato “Figuriamoci, solo perché sono in strada?”. E invece avevo torto marcio, se ne andavano davvero! Ovviamente nessuno crede che non si vedranno più. Dubito non ci siano nel finale di stagione e dubito non riappaiano nella prossima (a prescindere dal fatto che tutti hanno già detto che ci saranno, in qualche modo… potevano essere balle a fin di bene, naturalmente). Ma sembrerebbe chiudersi qui la loro presenza come companion regolari (anche se… a inizio stagione si erano fatti qualche mese a casa mentre per il Dottore – forse – erano passati 200 anni! Alla faccia del regolare!)

Qualcuno si è lamentato dell’assenza di Rory nella “decisione” finale. Ora, a prescindere dal fatto che in realtà nemmeno Amy ha deciso nulla – è stata una decisione unilaterale del Dottore – ritengo comunque giusto che la scena sia stata tra il Dottore ed Amy da soli. Rory seguirebbe sempre e comunque Amy, ma questa non è una sua debolezza, al contrario è la sua forza. Allo stesso modo non comprendo chi si è lamentato delle “botte” che s’è preso Rory, “ora che è diventato un così bel personaggio”. Appunto, è un bel personaggio, non è un supereroe. Anche se può vestirsi da antico romano e andare a fare il BAMF in giro per l’universo non significa che non è più il solito vecchio impacciato Rory. Ed è per questa combinazione che lo amiamo. Se fosse Chuck Norris ci ucciderebbe tutti starebbe sulle balle.

Sempre nella bellissima scena finale viene citata River Song, attenzione signore e signori! Viene citata nel modo in cui io avrei trovato naturale che venisse citata, cioè “Se la vedi, dille di passare da mammà”. E personalmente ritengo che oltre a non aver visto Amy e Rory per l’ultima volta, nemmeno la loro storia con River/Melody/Mels sia conclusa e che (forse) lo sarà tra due episodi. E secondo me li rivedremo ancora fra un anno nella settima stagione e nei vari speciali natalizi e pasquali. Per non parlare del cinquantenario tra due anni, come non farli tornare?

Altre cose random:
– Weeping Angels, due secondi e finti, per chi già si agitava;
– Il minotauro era figo;
– Il cubo di Rubik;
– Cos’avrà visto il Dottore nella sua stanza? Qualcuno nel TARDIS di certo, vista la campana, ma… se stesso? River? Il Dream Lord? Jar Jar Binks?
– La musica mentre il Dottore legge le note di Lucy (che nemmeno ho citato) è magnifica! Murray Gold!!
– Karen Gillan ancora una volta immensa nella scena finale, mentre lo saluta ridendo e piangendo contemporaneamente. Matt Smith immenso sempre.

“The God Complex” è stato scritto da Toby Whithouse (“School Reunion”, “The Vampires of Venice“)
(Grazie a Morry, che con me e altri cura Doctor-Who.it, per l’aiuto!)

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