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4×17 – The End of time, Part One

Il Dottore di ritorno dalle vacanze.Episodio: 4×17;
Titolo: The End of Time, Part One;
Titolo italiano: La fine del tempo (prima parte);
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Russell T. Davies.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non c’è più, copiamo il post direttamente qui.

“I thought it’d be cleaner!”

Ci siamo, dopo 5 anni l’era di Russell T. Davies e di David Tennant volge al termine. Con la prima parte di questo episodio doppio (la seconda andrà in onda a Capodanno) inizia l’ultima storia del Decimo Dottore che è anche l’ultima storia scritta e prodotta da Russell T. Davies, l’uomo che riportò Doctor Who sugli schermi con incredibile successo nel 2005. Fra una settimana sarà tutto finito e questa primavera si ricomincerà tutto da capo con Steven Moffat. Questo episodio doppio è in tutto e per tutto quello che si potrebbe considerare come la cosa più vicina a un finale di serie per Doctor Who (che un vero finale di serie probabilmente non avrà mai). Cosa attende il Dottore in quest’ultima avventura? La profezia sulla sua “canzone che finirà presto” e su qualcuno che “busserà quattro volte” si avvererà? Possiamo subito dare una risposta almeno a una di queste domande…

…perché come già ampiamente annunciato (ed era anche semplice da capire) è il Master che torna e che “bussa quattro volte”, il ritmo estenuante che sente nella sua testa e di cui sappiamo fin dalla terza stagione.

Ma andando con ordine… è la vigilia di Natale e dopo la strana voce di un “Narratore” che preannuncia cose terribili che accadranno ai terrestri, incontriamo subito il buon vecchio Wilf, il nonno di Donna, che ha dei flash con la faccia del Master che ride e che incontra una misteriosa donna in una chiesa che lo lascia con delle frasi sibilline…

Ma passiamo al Dottore, che dopo il tragico finale dell’episodio precedente non si è diretto subito al pianeta degli Ood, ma si è preso una pausa per divertirsi un po’ prima di – probabilmente – schiattare. Comprensibile, anche se Ood Sigma e gli altri Ood che finalmente incontra sul loro pianeta non sono tanto d’accordo. Gli raccontano che il Master sta tornando (nel 21° secolo, ma questi avvenimenti hanno conseguenze su futuro, presente e passato) e che il suo ritorno non è che una parte del tutto, perché sembra stia arrivando la fine stessa del tempo.

Scopriamo che la mano che aveva raccolto l’anello del Master alla fine di “Last of the Time Lords” era quella di una sua seguace e che questi seguaci hanno impiegato qualche tempo per prendere il controllo della prigione in cui è rinchiusa Lucy Saxon. Il Master aveva preparato tutto per il suo ritorno e l’ultima cosa di cui i suoi seguaci hanno bisogno è un’impronta (?) del rossetto di Lucy Saxon. Inizia la cerimonia, ma in questi anni Hermione Lucy non è stata con le mani in mano e ha pronta una contro-pozione. Così il Master risorge comunque (anche se la prigione esplode e tutti muoiono) ma, credendosi Buffy, “è tornato sbagliato”. Si tinge anche di biondo per somigliare di più alla Cacciatrice non farsi riconoscere, d’altra parte è stato Primo Ministro. Come se Berlusconi si tingesse di biondo, non lo riconoscerebbe nessuno… … …

Anyway. Il Dottore arriva alla prigione troppo tardi e intanto il Master gira per una zona desolata di Londra mangiando. Non solo tutto il cibo che trova, ma anche le persone, perché ha fame. Molta fame. Alla fine il Dottore lo trova, perché come Angel e Spike i due si fiutano (eeww) ma super-Master (perché ora tutta questa energia che fuoriesce da lui in quanto “tornato sbagliato”, gli fa compiere balzi alti decine di metri ed emettere kamehameha dalle mani) gli sfugge. Incontra invece Wilf e una combriccola di simpatici vecchietti che l’hanno aiutato a cercare il Dottore. Tra cui una simpatica vecchina che è sicuramente oggetto di invidia di milioni di ragazze al mondo, visto che tocca il culo al Dottore. Ripetutamente.

Il Dottore non capisce come abbia fatto Wilf a trovarlo in un paio d’ore (Jack ci aveva messo più di 100 anni) e Wilf ne approfitta per fargli intravedere Donna, che a quanto pare sta per sposarsi, ma che non appare felice. Pur non ricordando, sa che qualcosa le manca. Ma il Dottore non può fare nulla a riguardo e si confida con Wilf sulle profezie e sulla sua morte.

Il Dottore incontra di nuovo il Master e scopre con sgomento che il ritmo che sente nella sua testa il Master in realtà non è dovuto alla sua follia, ma esiste davvero. Gli chiede il suo aiuto per affrontare la misteriosa e peggiore minaccia che sta per raggiungerli, ma dei soldati in elicottero rapiscono il Master e stendono il Dottore. Sono soldati di un miliardario che ha bisogno dell’aiuto del Master per riparare un “portale” alieno che dovrebbe riparare i corpi umani e donare così l’immortalità. Ma Donna ha, chissà come, regalato un libro di questo tizio a Wilf e quindi il Dottore e Wilf, capendo che c’è qualcosa sotto, entrano di nascosto nella sua villa. Scoprono che ci sono due alieni travestiti (gli esilaranti Vinvocci) che aspettano solo la riparazione del portale per riportarselo a casa loro, ma scoprono anche che il portale non serve a far guarire i singoli individui, ma i pianeti interi. Anche il Master l’ha capito, ma il Dottore arriva troppo tardi per fermarlo, ha riparato il Portale ed è saltato al suo interno, per trasformare tutti gli esseri umani in copie identiche di se stesso. E così la razza umana ha termine e rimane solo la razza del Master. Uniche eccezioni il Dottore (in quanto non-umano), Wilf (in quanto schermato dal Dottore) e Donna (in quanto mezza Time Lord) che a casa sua inizia a ricordare tutto quanto.

E se questo non bastasse scopriamo anche che il Narratore è 007, è praticamente un sosia di Patrick Stewart con i capelli, e che sputa un sacco. E oltre a questo è anche un Time Lord e che in una specie di parlamento di un Coruscant Gallifrey in fiamme dice che i Time Lord sono tornati e invoca la vittoria e la fine del tempo.
Leviamoci subito il dente, ci sono alcune cose che stonano, a mio parere, in questo episodio. Prima su tutte il ritorno del Master. Non il fatto che ritorni (quello si è sempre saputo), ma tutta la cerimonia che sembra più degna di un Merlin o di un Legend of the Seeker (senza offesa, li guardo pure io!) che di un Doctor Who. RTD dice che l’ha fatta per i bambini che si esaltano per queste cose. Boh, può anche darsi, io non vedevo l’ora la facessero finita! Non siamo ai livelli delle scoreggie degli Slitheen, ma insomma… Peccato anche che Lucy Saxon esca di scena così, era davvero un personaggio interessante di cui avrei visto volentieri di più.
Il fatto che il Master avesse preparato un suo ritorno invece dà più senso al suo “sacrificio” alla fine di “Last of the Time Lords”… tenendo conto che nemmeno 10 minuti prima non si era fatto saltare in aria insieme al Dottore questo suo cambio di prospettiva mi era sempre sembrato un po’ improvviso, mentre ora ha più senso.

Un’altra cosa che non mi ha esaltato sono i Naismith, miliardario e figlia. Mi sono sembrati un po’ troppo costruiti e saltati fuori dal nulla. Certo, il loro unico scopo era quello di venire usati dal Master a loro insaputa, ma non posso dire che risultino personaggi memorabili e non mi interesserebbe molto rivederli in futuro.

E poi… Obama?? WTF? Potrebbe avere una spiegazione nel prossimo episodio e sicuramente fa sghignazzare più di una volta, ma… perché inserire Obama e la sua miracolosa (?) soluzione alla crisi mondiale come se fosse uno dei punti principali della trama? Spero lo diventi, in realtà, perché finora è stato davvero abbastanza cheesy e strano da sentire, visto che le figure pubbliche come primi ministri e presidenti degli Stati Uniti finora erano sempre stati finti.

Passando invece alle cose belle dell’episodio (tutto il resto)… non si può che cominciare con Wilf e non solo perché l’episodio comincia con lui. Bernard Cribbins è davvero immenso ed è stata davvero geniale l’idea di avere lui come companion del Dottore in questa sua ultima avventura invece di Donna che compare solo in background (almeno finora). La scena al bar con David Tennant è perfetta; due “vecchietti” che parlano di vita e di morte e il Dottore che si apre con qualcuno (che in fondo nemmeno conosce così bene) in un modo che mai gli avevamo visto fare prima. Ma Wilf riempie lo schermo anche quando è solo, quando è in una chiesa a fissare una vetrata con il TARDIS, o quando parla con una donna misteriosa di coincidenze e di guerra. E persino quando dà direzioni al “Silver cloak”, il suo gruppo di fidati vecchietti che riescono in due ore a fare quello che Jack Harkness ha impiegato 100 anni a fare. Devo dire di avere tanta paura per il ruolo che avrà quella vecchia pistola che si sta portando dietro. Spero non sia lui a dover uccidere il Dottore, per qualche motivo.

E subito dopo Bernard Cribbins non si può che restare esterrefatti dalla performance di John Simm. Il suo Master già era pazzo due anni fa, ora poi è proprio fuori di melone e lui è bravissimo a renderlo tale. E se questo non bastasse non oso nemmeno immaginare quale sbattimento debba essere stato dover interpretare ogni singolo essere umano alla fine dell’episodio, soprattutto alla conferenza stampa di Obama. (Chiaramente tutta la storia è una scusa per poter vestire John Simm da donna, più e più volte!) La scena con il Dottore in cui ricordano Gallifrey (correvano insieme sui prati rossi delle tenute di suo padre? Sento già le fic slash che fioccano) è davvero bella… soprattutto il fatto che dopo aver colpito il Dottore con la sua kamehameha gli corra incontro a sorreggerlo mentre sta cadendo e poi, come rendendosi conto di quello che stava facendo, lo lasci cadere comunque. Davvero un rapporto di odio/amore ben fatto, per gli ultimi due Time Lord…

…cosa che invece a quanto pare non sono! Non ho davvero nessuna idea da dove saltino fuori Timothy Dalton e i suoi amichetti, ma la loro presentazione finale è stata davvero da brividi! E ora che sono tornati e ci hanno già ricordato in poche parole che stronzi fossero (d’altronde 40 anni fa avevano bandito il Dottore perché interferiva con gli eventi umani, no?), speriamo ritornino presto da dove sono venuti!

Concludendo, dopo la prima visione gli aspetti più cheesy dell’episodio mi erano rimasti più impressi, ma dopo averlo rivisto altre due volte per fare i sottotitoli e un’altra con il commento audio di RTD e Julie Gardner, questi aspetti sono passati in secondo piano rispetto a quelli davvero ottimi. In generale l’episodio soffre della sindrome dell’episodio precedente al gran finale. Come “Bad Wolf” o “Army of Ghosts” o “The Sound of Drums”. E persino “The Stolen Earth” (che aveva dalla sua il far riunire tutti i companion del Dottore, facile restare memorabile anche solo per quello). E il peso che questo episodio deve portarsi sulle spalle è persino maggiore di tutti gli altri, è quello di dover reggere una seconda parte in cui il decimo Dottore “morirà”. E devo dire che il suo compito, alla fine, lo svolge egregiamente.

Non si può, infine, non citare per l’ennesima volta l’IMMENSO Murray Gold, che ci regala l’ennesima fantastica partitura. Non è ancora stato annunciato se anche lui terminerà la sua collaborazione con DW con questi speciali (ma probabilmente sì) e in questo caso sarà un’altra grande perdita. Sarà difficile, se non impossibile, trovare un nuovo compositore all’altezza (speriamo almeno nell’ottimo Ben Foster, che già si occupa di Torchwood e che per Murray Gold ha sempre fatto le orchestrazioni).

Nota di colore: Ma se la “Good Queen Bess” è la regina Elisabetta e il Dottore l’ha sposata prima di arrivare in questo episodio… (e tenendo conto che un altro suo soprannome era “la Regina Vergine” e il Dottore dice che è cambiato…) è per questo che in “The Shakespeare Code” lei poi vuole tagliargli la testa? 🙂

Nota di colore 2: Ci siamo liberati di Martha Jones, finalmente! Sarà diventata anche lei un Master!

A tra una settimana per il gran finale!

The End of Time, Part One è stato scritto da Russell T. Davies.

(Grazie a Morry per l’aiuto!)


Inizia la fine… la fine vera, questa volta! Torna… be’, è ovvio fin dal trailer chi torna. E in realtà a suo tempo i fan lo sapevano già da 9 mesi, da quando questa foto scattata sul set era stata pubblicata. Guardate a vostro rischio e pericolo! E alla Comic-Con di quell’anno, a luglio a San Diego, fu proiettato un brevissimo trailer… la qualità del filmato è orribile, ma l’effetto sul pubblico meraviglioso.

Ah, incidentalmente… buon Natale (per la quinta volta in due mesi)!

Lo script originale dell’episodio è disponibile in pdf sul sito del librone di Russell T. Davies The Writer’s Tale.

In replica (leggermente più presto del solito).

Ricordate anche che

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio. Attenzione, le immagini sono insieme a quelle della seconda parte, quindi altamente spoiler se le guardate dopo aver visto solo questa.

Il trailer italiano:

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