Archivi tag: nightmare in silver

“Incubo Cyberman” e “Il nome del Dottore” questa sera alle 21:10 su Rai4!

The Name of the DoctorCi siamo, oggi inizia quello strano periodo per cui anche in Italia siamo in pari con il Regno Unito con la trasmissione di Doctor Who! Andranno infatti in onda gli ultimi due episodi della settima stagione: “Incubo Cyberman” (“Nightmare in Silver”, di Neil Gaiman) e “Il nome del Dottore” (“The Name of the Doctor”, di Steven Moffat). Cioè nientemeno che l’episodio di Gaiman di quest’anno e il finalone di stagione del Moff, da non perdere!

Una volta visti gli episodi non dimenticate di andare a leggere i commenti su Serialmente! “Nightmare in Silver” e “The Name of the Doctor“.

Questa sera, Rai 4, 21:10. Hashtag Twitter suggerito: #DoctorWho

Ricordatevi poi che Rai4 ha anche rimesso in programmazione tutto Doctor Who dall’inizio accompagnandolo con Torchwood. Tutti i giorni verso le 18:30 e in replica al mattino verso le 10. Oggi inizia la seconda stagione del Dottore e finisce la prima di Torchwood!

Flattr this!

7×12 – Nightmare in Silver

Nightmare in SilverSiamo agli sgoccioli! E quindi torno io a occuparmi dei commenti su Serialmente, con vostro estremo dispiacere.

Come sarà andata all’episodio di Neil Gaiman, “Nightmare in Silver”? Avrà delivered? Scopritelo su Serialmente! EDIT: Serialmente non esiste più, copiamo quindi qui il post.

“How did you know that was him?”
“‘Cause even if that was true, which it is obviously not, I know you well enough to know that you would rather die than say it!”

Disclaimer! Io amo Neil Gaiman. È il mio scrittore vivente preferito. E anche come persona è probabilmente una delle persone che preferisco al mondo. Amo anche sua moglie Amanda e insieme sono indubbiamente la coppia più bella del mondo (Celentano suca, mi spiace).

Detto questo… non amo alla follia ogni singola cosa che scrive. Anzi, se devo essere sincero buona parte dei suoi racconti mi lascia abbastanza indifferente, non fanno per me. I romanzi, d’altro canto, li amo tutti alla follia. E non fatemi nemmeno iniziare su Sandman… una dei punti più alti mai raggiunti dalla razza umana. Però… Mirrormask? L’ho visto due volte… e mi sono addormentato entrambe (sorry, Neil!) La mini di Neverwhere? Quella molto buona, ma i problemi tecnici del tempo si fanno notare. “The Doctor’s Wife“? L’ho amato e considerato sicuramente il miglior non-Moffat della sesta. Ma, appunto, il miglior non-Moffat, quindi non condivido l’adorazione totale nei confronti dell’episodio che vedo in giro.
Lo vorrei come show-runner? Non ne vedo motivo, perché non ho idea di quali possano essere le sue capacità da show-runner e perché è una cosa così impossibile da essere totalmente inutile perdere tempo a pensarci (non aveva tempo nemmeno per scrivere questo episodio, in teoria).

Ma la domanda che vi state facendo tutti è: l’episodio è un Fuck Yeah o no?

Ebbene sì, signore e signore, lo è. Risicato, ma lo è.

Breve riassuntino. Il Dottore e Clara portano i bambini su un pianeta parco giochi che però risulta abbandonato. Trovano un Cyberman, il nano di Willow/Guerre Stellari/Harry Potter/tutti-i-posti-dove-serviva-un-nano-tranne-GoT, il Cyberman si aggiorna in maniera più figa, ne appaiono altri, uno possiede parzialmente il Dottore in modo da dare a Matt l’occasione per un’interpretazione duale da Oscar, Clara comanda come sempre e alla fine il Dottore frega il Cyberman e poi il nano in due secondi salva tutti e si torna a casa.

Partiamo dall’inizio. Questo episodio è nato dall’idea di Moffat passata a Neil “Riusciresti a rendere i Cybermen di nuovo spaventosi?”. Perché effettivamente i Cybermen non erano mai stati molto spaventosi dal 2006 a questa parte. Mentre posso assicurare che lo erano eccome una volta. O per lo meno, quando da piccolo vidi “Revenge of the Cybermen” su Raiuno rimasi traumatizzato e terrorizzato per anni. Non volli vedere Guerre Stellari per anni, credendo che gli Stormtrooper fossero come i Cybermen, per capirci. Okay, okay, forse ero io idiota, non i Cybermen… però dubito che i Cybermen moderni mi avrebbero fatto lo stesso effetto. E questi nuovi Cybermen? Effettivamente hanno un aspetto più minaccioso, non chiedetemi perché. Forse la forma diversa della testa, con quei… manubri/orecchi più snelli. Sicuramente quando si vede il primo Cyberman che corre come Flash la mascella al suolo è caduta. Niente più Cybermen con andatura da zombi? Questi sì che sarebbero pericolosi! Poi però… non succede più. Perché?? A parte il fatto che i Cybermen avrebbero sterminato tutti in 5 minuti, intendo… è un peccato!
E poi c’è il Cyber-Dottore. Molto più chiacchierone dei Cybermen normali (d’altra parte è il Dottore) e molto Sette-di-Nove come aspetto (l’impianto facciale, cosa pensavate, depravati/e!), nonostante Neil non abbia mai visto episodi di Star Trek con i Borg. Questo sviluppo dà comunque a Matt la possibilità di brillare ancora più del solito, recitando contro se stesso.

Ma passiamo a Clara. Che prende tranquillamente il comando della situazione e riesce anche a mantenerlo, mentre il Dottore gioca con se stesso (sì, suona male).
Ora, non avessi visto il prequel del prossimo episodio, continuerei forse a pensare che è solo perché “le companion nei loro primi episodi si mettono in mostra, come Amy bla bla bla”, pur iniziando forse a tirarla un po’ lunga. Ma avendo visto il prequel comincio a pensare che invece sia voluto in maniera esplicita e che andrebbe avanti indefinitamente, non ci fosse subito il finale. E se così fosse… non posso fare a meno di pensare che il mistero di Clara sia stato troppo breve. Io sono uno che apprezza il fatto che ancora oggi ci sono cose di “The Eleventh Hour” non del tutto chiare, una trama intera “sprecata” nel corso di mezza stagione mi urta! Ma questo lo scopriremo la settimana prossima, restiamo su Neil.

L’episodio, esattamente come “The Doctor’s Wife”, ha diversi problemi dovuti al fatto che un sacco di scene sono state tagliate. Neil dovrebbe davvero imparare a scrivere per la tv… 😉 Se vi fate un giro sul suo Tumblr scoprirete qualcosa in più su certi passaggi logici che rimangono affrettati o completamente senza spiegazione nell’episodio.

Anche la partenza “in fieri” con i bambini già a bordo del TARDIS in realtà avrebbe dovuto avere un’intro… anche se non sono sicuro che sarebbe stata del tutto una buona idea, una partenza come quella che si è avuta potrebbe effettivamente essere migliore. Pare comunque che leggeremo questa intro in futuro, per cui vedremo.

A proposito dei bambini… settimana scorsa molti si sono stracciati le vesti perché “OMG dei bambini sul TARDIS, diventerà come le SJA!”.
In realtà non è successo niente del genere, soprattutto perché i bambini delle SJA erano simpatici, mentre per questi due viene la tendenza a sopprimerli (soprattutto lei… ma anche lui, fai parte del club di scacchi e perdi nel modo più stupido e veloce che esista?). Ma a parte questo i bambini non sono particolarmente centrali, servono come scusa per finire nei guai visto che il Dottore era impegnato con se stesso e Clara era impegnata a comandare… quindi hanno servito al loro scopo e finita lì.

Ottimo invece a sorpresa Warwick Davis! Il nostro buon nano, che tutti odiamo soprattutto in quanto Ewok che dice “ciuccia” a Leia, ha creato un buon personaggio, credibile nella sua doppia vita da Porridge/Imperatore.

Parlerò poi di una cosa di cui non parlo mai, perché ho visto un paio di commenti allucinati in giro: Gli effetti speciali, davvero ottimi in questo episodio. E così le scenografie, la tipica ambientazione da Gaiman (ogni volta si becca un pianeta un po’ strano) viene realizzata benissimo. Per non parlare dei già citati Cybermen. Come ribadisco spesso, la qualità degli effetti speciali non ha nessun effetto sul mio giudizio (potrebbero essere anche di cartone), ma ho voluto specificarlo in questo caso visto che c’era gente che si lamentava (di cosa poi, non si sa… temo seriamente siano i danni dello streaming, tutto in pixelloni).

Ma perché pur con salti logici e tagli l’episodio risulta comunque molto bello? Perché Neil riesce a imprimergli una sua identità e una sua personalità. Si vede subito che è un episodio di Neil Gaiman (e questo potrebbe anche essere considerato un male da qualcuno); i posti, le ambientazioni, le atmosfere, i personaggi, tutto quanto è chiaramente accomunabile a “The Doctor’s Wife”. Tranne naturalmente l’impatto emotivo di avere il TARDIS sotto forma di donna… e grazie tante, quello era scontato. Abbiamo un Dottore sotto forma di Cyberman, non proprio paragonabile, ma comunque molto, molto, molto interessante. Il “risicato” del voto è dovuto sostanzialmente a questo, una cosa che intrinseca nella storia.

Si sprecano le citazioni al passato (dai faccioni di tutti i Dottori, alla base lunare, i Fantastic e Allons-y, i cowboys, la tomba dei Cybermen e chissà quante altre cose non ho notato), ma per quanto mi facciano piacere perché inserite in maniera perfettamente sensata, non mi fanno la differenza né in positivo, né in negativo. Sono belle cose che fanno sogghignare chi le capisce e non danneggiano chi non le capisce.

Scrivendo tutta questa pappardella però mi sono reso conto di cosa trovo di strano in questa mezza stagione, permettetemi un breve inciso. Più brutta delle altre? Sicuramente no, tutti gli episodi tra “The Bells of Saint John” e questo sono stati okay, ai livelli dei solito episodi okay della serie… di un “The God Complex” o di un “Night Terrors” per restare nel recente… o di un “Unquiet Dead” o di un “Boom Town” per coprire gli estremi. E quindi cosa c’è di strano? Forse che… ce ne sono stati cinque di fila. Non succedeva dalla prima metà della terza stagione (dove si toccavano le punte più basse)… In genere gli episodi normali vengono spezzati da episodi molto belli o magnifici, mentre in questo caso non è successo. E probabilmente è colpa di “Journey to the Centre of the TARDIS” che prometteva di essere il “The Girl Who Waited” di quest’anno (storia con titolo molto intrigante e scritta da un autore che fino a quel momento non si era fatto valere particolarmente) e ha fallito risultando l’ennesimo (be’, il quarto) episodio normale di fila. Non è quindi una questione di qualità, è una questione di ritmo. Cosa ben difficile da prevedere prima, ahinoi! Sarebbe forse bastato mettere questo un paio di settimane prima, tanto non c’era un particolare ordine da seguire… ci sono i bambini, è vero, ma il loro inserimento alla fine dell’episodio precedente è posticcio, per cui…

Basta inciso, Cybermen! Notiamo infine quindi come Murray Gold faccia tornare prepotentemente il loro tema direttamente dalla seconda stagione… credo che questo episodio sia quello dell’Undicesimo Dottore che ha utilizzato di più, quantitativamente, un tema relativo al Decimo. A un certo momento mi sembrava quasi di essere in “Doomsday”!

Per concludere, Neil promosso anche questa volta.

E ora ci attendono Moffat, Moffat e Moffat.

“Nightmare in Silver” è stato scritto da Neil Gaiman.

(Grazie a Morry, che con me cura Doctor-Who.it, per l’aiuto!)

Voto: 5 su 4−−

Flattr this!