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6×00 – A Christmas Carol

Il Dottore e il TARDIS.Episodio: 6×00;
Titolo: A Christmas Carol;
Titolo italiano: Un canto di Natale;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Steven Moffat.

Buon Natale! Per la sesta volta in meno di tre mesi! Ma questa volta… è l’ultima!

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non c’è più, quindi copiamo il post qui.

“A Christmas carol.”
“A what?”
“A Christmas carol.”
“A what?”
“A CHRISTMAS CAROL!”

E quindi buon Natale! Siamo di nuovo giunti all’immancabile episodio natalizio di Doctor Who (il che significa anche che sono esattamente tre anni che “copriamo” questa meravigliosa serie TV), il primo che vede Matt Smith nei panni del Dottore e Steven Moffat nei panni del burattinaio che tutto scrive e tutto controlla. Chissà cosa può aver architettato per Natale questo ben noto pazzoide. Il titolo fa subito capire che si tratta di qualcosa di dickensiano… d’altronde già nel terzo episodio della stagione di Christopher Eccleston, “The Unquiet Dead”, il Dottore si era dichiarato grande fan di Dickens… direttamente a Dickens stesso! Per cui, vediamo un po’…

…Rory ed Amy, in tenuta cosplay-giochi-erotici(!?) antico Romano/poliziotta kiss-o-gram sono in luna di miele su un’astronave che sta precipitando attraverso delle nuvole e il Dottore cerca di convincere il vecchio Ebenezer Scrooge Kazran Sardick a salvarli. Kazran è infatti l’uomo più potente del pianeta e l’unico che può azionare il macchinario che potrebbe permettere alla nave di atterrare. L’unico modo che il Dottore trova per farlo ragionare è quello di riscrivergli il passato, torna quindi indietro fino a quando era piccolo e cerca di dargli una vita migliore, facendogli anche conoscere una ragazza congelata (congelata come garanzia per un prestito, dal padre di Kazran), Abigail. Ogni vigilia di Natale il Dottore, Kazran e Abigail, scongelata per l’occasione, festeggiavano insieme, con tutto lo spazio e il tempo a loro disposizione. Un giorno però, dopo aver parlato con Abigail, l’adolescente Kazran decide di terminare questi incontri annuali. Il Kazran attuale è quindi cambiato, ma non abbastanza per salvare l’astronave. E questo perché Abigail in realtà era molto malata quando era stata congelata e le resta ormai un solo giorno di vita. Come sceglierlo? Kazran quindi è comunque diventato una persona crudele e solitaria, anche se per motivi diversi rispetto agli originali. Il Dottore ha ancora una carta da giocare però, mostrare al Kazran bambino quello del presente… vuole davvero crescere per diventare questa persona? No, e Kazran diventa infine buono. Anche troppo, la macchina infatti non risponde più ai suoi comandi. L’unico modo per salvare l’astronave è quello di risvegliare per l’ultima volta Abigail che col suo canto salverà la situazione.

In questa originalissima versione del Canto di Natale di Dickens, il Dottore (o Moffat, se preferiamo) trova il suo metodo per poter mostrare allo Scrooge di turno i “tre fantasmi”. Quello dei Natali passati è ovviamente il Dottore quando viaggia direttamente dentro al filmato (ammetto che la scena in cui lui compare non me l’aspettavo). Quello del Natale presente è semplicemente un ologramma di Amy che in realtà conclude poco, ma il colpo di genio è stato “quello dei Natali futuri”. Come lo stesso Kazran, credo che ormai tutti gli spettatori stessero pensando “Cosa potrebbe mai mostrargli, nel futuro, che gli farà cambiare atteggiamento? Ormai è già un vecchio solitario…” e infatti Moffat rigira la storia su se stessa trasformando il presente in futuro, da parte del passato. Complimenti, altro colpo di scena totalmente inaspettato.

Meno inaspettata era forse la malattia di Abigail, visto che la cosa viene suggerita un paio di volte durante la storia… ma la vecchia regola “tutti vivono”, ormai già abbondantemente scomparsa nella scorsa stagione, non vale proprio più, visto che nonostante il finale positivo e allegro… poi Abigail morirà! Fuori dallo schermo e a episodio finito, certo, ma morirà comunque. Nonostante l’ultimissima scena alla Azkaban. Ecco probabilmente se devo trovare qualcosa forse lievemente eccessivo sono le cavalcate volanti dello squalo… va bene che DW è più fantasy che sf… oh, be’, è Natale… 🙂 E in fondo anche Azkaban resta l’Harry Potter più bello, nonostante quella cosa.

Volendo trovare un altro “difetto” dell’episodio potrebbe essere la quasi totale assenza di Amy e Rory, per quanto il Dottore fa davvero la parte del leone, non fermandosi mai un attimo (e non chiudendo mai la bocca per più di due secondi, non vi dico la gioia a fare i sottotitoli). Ormai praticamente nessuno non apprezza il grandissimo Matt Smith e non vale nemmeno più la pena di stare a dire che è nato per questa parte bla bla bla. E anche Amy e Rory ormai sono perfettamente a loro agio nei panni dei companion… anche quando fanno cosplay più o meno sexy. Bello sicuramente vedere Arthur Darvill nei titoli di testa, finalmente! Se l’è meritato e speriamo duri per tutta la sesta stagione e anche oltre.

Assolutamente nulla da lamentare sulle due “guest” dell’episodio… Michael Gambon, pur non essendo il mio Dumbledore preferito (be’, diciamo che è il mio secondo Dumbledore preferito) è stato davvero grandissimo. E per quanto riguarda Kathrine Jenkins (mezzosoprano gallese molto famosa in UK) dubito qualcuno potrebbe capire che non avesse mai recitato prima, per quanto la sua parte non prevedesse particolari “acrobazie” recitative. Attendiamo con ansia il CD con la colonna sonora di Murray Gold dell’episodio che uscirà a febbraio (hanno trovato la gallina dalle uova d’oro con le colonne sonore, da un solo CD per le prime due stagioni a un intero CD per questo episodio! Peccato che non se ne siano accorti prima.)

L’episodio era stato presentato come il più natalizio di tutti i tempi ed effettivamente tutto grida Natale dall’inizio alla fine. Magnifica la musica, magnifiche le scenografie, sia quelle reali che quelle realizzate al computer (incluso il ponte dell’astronave, molto Star Trek) e magnifici anche i pesci… i pesci! Come gli sono venuti in mente i pesci?! Quest’uomo ha un debole per i pesci la vita marina… e questa volta ha fatto molto meglio della balena di “The Beast Below” – sì, le balene non sono pesci, lo sappiamo. E che ne sapete voi delle balene spaziali, comunque? (EDIT: Ho scoperto da dove arrivano i pesci. Hanno due fonti: 1) Quando il Moff era piccolo temeva che gli squali mutassero e lo inseguissero anche sulla terraferma; 2) Ha scritto l’episodio a Los Angeles bloccato per giorni dalle ceneri del vulcano, e mangiava solo sushi con Karen Gillan.)

Moffat sfrutta sempre fino all’estremo le possibilità date dal poter viaggiare nel tempo. Oltre ai tre “fantasmi”, il fatto stesso di poter tornare ogni anno alla vigilia e vivere intere avventure con Kazran ed Abigail è magnifico. Marilyn! Frank Sinatra! (Babbo Natale e Einstein dove li hanno lasciati?) Quanto tempo sarà passato per il Dottore soggettivamente? Diversi giorni, forse settimane (mi ricorda il più bel libro di DW, “The Stone Rose”, anche se lì la faccenda era un po’ più lunga e complessa). Meglio poi non stare a sindacare sull’età di Kazran che varia improvvisamente come fosse un bambino di una soap opera e finalmente Abigail si accorge di lui (il passaggio da “Dottore!” a “Kazran!” è stato sottile, ma geniale).

Alla fine, volendo fare una classifica mentale… escludendo “The End of Time” dello scorso anno, che non riesco proprio a considerare uno speciale natalizio (piuttosto un finale di stagione), questo è stato forse il miglior Speciale di Natale dai tempi di “The Christmas Invasion”. E forse anche di più. In realtà “The Christmas Invasion” era molto inserito nella continuity del Dottore, mentre questo è un episodio singolo, come “The Next Doctor”, “The Runaway Bride” o “Voyage of the Damned”. In ogni caso, gli ascolti sono stati – ancora una volta – ben più che ottimi.

Indicazioni sul futuro nell’episodio? Chissà… chissà se la canzone finale di Abigail col suo “Silence” è un caso (visto che è stata scritta da Murray Gold in due giorni, probabile). E la frase del Dottore secondo cui “Tutto deve finire prima o poi, altrimenti niente inizierebbe mai”? Mmmh… Vogliamo allora spendere due parole sul trailer della sesta stagione mostrato in coda all’episodio? Se siete pazzi e avete chiuso prima (come se Moffat mostrasse mai volutamente qualcosa di veramente spoiler), passate pure oltre!

– L’ambientazione americana dell’episodio doppio d’apertura stagione si presenta davvero interessante! River Song! Amy con camicione a quadri! Area 51! Un Dottore barbuto! “Stetsons are cool!” E l’avete beccato Mark Sheppard di spalle?
– Ma quelle inquietantissime bambole? Che vengano dall’episodio di Neil Gaiman?
– E i segni su Amy e River?
– E la plancia di “The Lodger“?

Non ci resta che attendere la primavera per i prossimi 7 episodi! E nel frattempo forse molte nuove persone arriveranno qui, se è vero come è stato annunciato che Rai4 trasmetterà TUTTA la serie a partire da “Rose” fino ad arrivare proprio a questo speciale, da gennaio. Che Doctor Who possa infine diventare “famoso” anche in Italia?

A Christmas Carol è stato scritto da Charles Dickens Steven Moffat.

(Grazie a Morry per l’aiuto!)

4,5+


E con questo grandissimo episodio finiamo! Incredibilmente da oggi e per ben due settimane l’Italia sarà in pari con il Regno Unito.

Nei prossimi giorni cercheremo un modo per poter tener sempre aggiornata la programmazione delle repliche senza stare a fare un post per ogni singola replica, probabilmente le metteremo in homepage, nella colonna di destra.

Attenzione all’orario anticipato (visto che l’episodio speciale dura di più).

In replica .

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio.

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5×13 – The Big Bang

River Song spara al fez.Episodio: 5×13;
Titolo: The Big Bang;
Titolo italiano: Il Big Bang;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Steven Moffat.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non esiste più, copiamo quindi qui l’intero post.

“Okay, kid, this is where it gets complicated.”

E infine ci siamo! Dopo tanta ansia, dopo tanta attesa, dopo tante congetture più o meno strampalate, la stagione è finita e tutte le domande sorte nel corso di questi 3 intensi mesi hanno avuto una risposta. Forse.a uscirne indubbiamente vincitori, comunque, sono tutte le parti coinvolte, da Matt Smith in cui quasi nessuno (persone di poca fede!) credeva, a Steven Moffat in cui invece tutti (a ragione!) credevano a Karen Gillan, che ha dimostrato di esser brava quando gnoc bella. Alla fine, senza spoilerare, si può sicuramente dire che questa è stata una delle migliori stagioni di Doctor Who da quando è tornato, e qualcuno potrebbe dire persino la migliore…

Ma vediamo un po’ come si è riusciti a uscire dall’impossibile cliffhanger della scorsa settimana: Amy uccisa da Auton-Rory, River Song in un TARDIS che esplode, il Dottore rinchiuso nella Pandorica e tutte le stelle dell’universo che stanno andando in supernova…

…e l’episodio invece va a iniziare dove è iniziato il season premiere. Nel 1996 la piccola Amelia prega Babbo Natale, ma non compare nessun Dottore, questa volta. In compenso notiamo che non ci sono stelle in questo particolare universo, anche se qualcuno, tra cui Amelia, sembra ricordarle. Un volantino pubblicitario di un museo viene misteriosamente recapitato ad Amelia e l’attrazione principale è la Pandorica. Amelia va quindi al museo, si nasconde, attende la notte, e toccando la Pandorica la apre. E dentro c’è… Amy! Ed è qui che le cose si fanno complicate.
Nel 102 d.C. a un disperato Rory appare dal nulla il Dottore che gli dà il cacciavite sonico e gli dice di andare a liberarlo. Rory lo libera, mettono Amy nella Pandorica (che in 2000 anni la guarirà) e il Dottore (con il manipolatore temporale di River) se ne va nel futuro. Rory invece decide di fare la guardia per 2000 anni (!).
1996. Un Dalek pietrificato del museo viene ripristinato dalla luce che esce dalla Pandorica e inizia a inseguire tutti. Con tutti intendo le due Amelie, il Dottore, appena arrivato, e Rory, che ha appunto fatto la guardia per 2000 anni (!). Il Dottore, mentre fuggono, si occupa anche di fare i vari viaggetti nel tempo che sono serviti a farli arrivare lì. Incrociano anche un Dottore che 12 minuti dopo verrà ucciso dal Dalek. Intanto si scopre che il sole che scalda la Terra non è il sole, è il TARDIS che esplode, e intrappolata in un loop temporale al suo interno c’è River, che il Dottore salva. Il Dalek spara al Dottore, e River uccide il Dalek. Ma in realtà il Dottore non è ancora morto, si è trascinato nella Pandorica e intende guidarla fin dentro al TARDIS per poter spargere in tutto l’universo in tutti i momenti contemporaneamente la sua luce ripristinatrice e, sostanzialmente, reboottare l’universo. Prima di farlo parla con Amy, facendole così scoprire che non si ricorda come sono morti i suoi genitori. È speciale a causa della crepa che è stata per così tanti anni nella sua stanza. E con i suoi ricordi Amy potrà riportare indietro tutto quanto. Tutto tranne lui, condannato a finire al di là della crepa definitivamente, nel void.
Il Dottore porta la Pandorica nel TARDIS e il tempo comincia a scorrere all’indietro nella sua linea temporale. Tra le varie scene, vediamo quella con Amy (che può sentirlo, ma non vederlo) di Flesh and Stone e arriva fino alla notte in cui Amelia aspettò. Il Dottore, mentre lei dorme, la porta in camera e le racconta un po’ di cose (sul TARDIS principalmente, di come l’avesse rubato preso in prestito e di quanto fosse blu) mentre lei dorme, prima di sparire – in teoria definitivamente – nella crepa, che si richiude.
26/06/2010. Amy e Rory si sposano. Ma al banchetto Amy sente che manca qualcuno di importante. E di colpo capisce. Something old. Something new. Something borrowed. Something blue. Ma è ovviamente il TARDIS! E ricordandosene, il TARDIS, con tanto di Dottore in frac, appare. Si festeggia, si balla e alla fine, dopo un saluto a River Song che, ormai, tornerà molto presto, i tre dicono addio a Leadworth e partono. Il Dottore e i suoi sposati companion.

Quanto ci sarebbe da dire su questo episodio! Innanzitutto, puro genio usare il modo di dire sul matrimonio (già ben noto anche qui grazie al classico episodio Something Blue di Buffy) per identificare il TARDIS. Geniale sia da parte del Dottore che lo inserisce in maniera apparentemente casuale nel discorsetto finale ad Amelia, sia da parte del Moff. Strano nessuno ci avesse mai pensato prima, la descrizione calza a pennello!

Ed è bellissimo, anche, che la storia non finisce! Credo nessuno si aspettasse che questo finale non chiudesse tutte le storie aperte. Be’, okay tutti ce lo aspettavamo per River Song, naturalmente, ma il “Silenzio che cadrà” rimane un mistero, e sarà chiaramente tema della prossima stagione. Ed è la prima volta che una trama supera i confini di una stagione. Siamo decisamente solo all’inizio! Ed è forse uno dei vari punti che mi spinge a considerare questa stagione la mia preferita insieme alla quarta, ora come ora.

Anche in questo episodio c’è almeno un grandissimo ribaltamento delle aspettative, subito all’inizio. Tutti abbiamo pensato che la piccola Amelia avrebbe trovato il Dottore, nella Pandorica. E invece no, c’è Amy e da quel punto in poi le cose si fanno davvero complicate, come dice lei. E il Moff ha usato il curioso abbigliamento del Dottore (il fez, il mocio) per rendere più chiari anche ai bambini i vari salti temporali, visto che ce ne sono parecchi. E aggiungendo in questo modo anche dei dettagli divertenti come il fez… che per fortuna Amy e River fanno saltare o ce lo saremmo sicuramente dovuto sorbire per un’intera stagione! E sempre per spiegare la complicata (?) trama, viene usato Rory che a un certo punto afferma di non aver capito bene la situazione, così che il Dottore possa ripeterla in termini più terra terra.

Ora che la stagione è finita può essere interessante notare le differenze tra RTD e Moffat. RTD fa sempre molto affidamento sul lato emotivo delle storie oltre che sulla storia in sé (anche se la cosa, nelle stagioni più recenti, risulta chiaramente facilitata dopo anni di Dottore interpretato dalla stessa persona che interagisce con persone anche loro in giro da anni. The Parting of the Ways non era così emotivo). Anche il Moff si diverte a giocare con le emozioni dello spettatore, ma ci aggiunge sempre una buona dose di intricati e divertenti paradossi temporali e spesso una trama più solida prende il sopravvento.
E forse una delle più grandi differenze tra i due è che RTD tende a non anticipare mai nemmeno vagamente come le cose potrebbero risolversi (e quando accadono sembrano saltate fuori dal nulla, mentre in realtà sono programmate da prima), mentre il Moff, anche se non con tutto, spesso anticipa, pur ribaltando poi le cose in modo che ben difficilmente uno riesca a immaginarsi il vero svolgersi degli eventi. “Se una cosa non è dimenticata del tutto non è davvero morta.” Chi non ha pensato si riferisse a Rory? E invece si riveriva a tutto quanto, genitori, Dottore e TARDIS inclusi.

E tenendo presente queste differenze… è molto bello notare quanto, in realtà, la gestione Moffat si sia rivelata diretta erede di quella RTD. Diversa in queste e altre sfumature, ma che segue prepotentemente la via aperta dal buon Russel, di cui Moffat si è dichiarato più volte grande fan. Certo, forse c’è qualcosina di timey-wimey in più. Rimango sempre molto perplesso davanti ai fanatici di Moffat che insultano RTD e ai fanatici di RTD che insultano Moffat (ci sono anche questi ultimi, come ampiamente previsto dai due quando si passarono il testimone).

La scena del (post-)matrimonio è bellissima. Ho visto che qualcuno non l’ha trovata all’altezza del resto dell’episodio, ma personalmente credo sia quella che ho rivisto più volte in questi giorni. Perfetta, dai riferimenti dell’amico immaginario, all’arrivo del Dottore e all’”addio” finale. E Karen è bravissima nel suo ricordare il suo “raggedy Doctor”. Inoltre… happy ending! Dev’essere una prima volta… finora, il più “allegro” era stato il finale della terza, dove Martha se ne andava (forse per quello era allegro?), e con la morte del Master, poco prima, che lasciava il Dottore unico e ultimo dei Time Lord. Quindi no, non proprio allegro. Qui invece… everybody lives! E tutti partono col Dottore!

E ora? Natale? Com’è possibile attendere fino a Natale? Per fortuna prima vedremo Matt Smith scritto da RTD (!!!) in un episodio delle Sarah Jane Adventures, ma è trooooooooppo poco! Ah, e ci sarà Sherlock di Moffat quest’estate, ma… non è Doctor Who!

Varie!

– Credevo che avendo visto Angel ballare, le avessi viste tutte. E invece no.
– Amy, Rory e River Song sono ora più vecchi del Dottore. Molto più vecchi, hanno circa 2000 anni. Be’, non fisicamente, visto che tutto si è ripristinato. E River Song era in loop ed Amy ha “dormito”. Ma Rory… ha 2000 anni di ricordi! Pensare che la settimana scorsa ci chiedevamo se il Dottore avrebbe trascorso migliaia di anni nella Pandorica. 5 minuti ci ha passato, invece. Lui.
– Perché le due Amy e i due Dottori non hanno problemi a toccarsi, anche se sono le stesse persone in due punti delle loro linee temporali? Ma in fondo, non è la prima volta che due Dottori si incontrano, l’ultima volta proprio a cura del Moff.
– Ma un mondo senza Dottore sarebbe stato distrutto mille volte dai vari alieni. PERÒ nemmeno gli alieni esistevano nel “cuore del ciclone”. PERÒ alla fine Amy ripristina tutto l’universo prima del Dottore. PERÒ poi alla fine in effetti ripristina pure lui. PERÒ, comunque, come può la Terra orbitare attorno al TARDIS e tutto accadere nello stesso identico (quasi) modo? PERÒ in questi casi mi ricordo sempre di queste cinque parole: TARDIS Che Trascina La Terra, e la smetto di pormi domande stupide. Non è Star Trek e non vuole esserlo… non pretende di essere hard SF.
– Apro una parentesi. Rimango un poco perplesso davanti a chi dice che gli ascolti di questa stagione sono stati bassi. In UK qualcuno ha anche affermato che sicuramente casseranno Matt Smith per questo motivo il prossimo anno (??). Ignorando apertamente che gli episodi sono andati in onda mediamente un’ora prima (in pratica il sabato pomeriggio) rispetto al passato. O che la gente sempre di più guarda i programmi sull’iPlayer della BBC (più di un milione di viste a settimana per DW, il programma più visto dell’iPlayer, mentre due anni fa erano ancora numeri insignificanti). Per capirci, ho fatto due conti: mancano ancora i dati definitivi degli ultimi due episodi, ma ora la media della stagione è 7,8 milioni a episodio. Lievemente più bassa della quarta (8), uguale alle prime due, e più alta della terza (7,5). Senza contare gli ascolti dell’iPlayer, come dicevo sopra. E un’ora prima. Mah, qualcuno preferisce andare a cercare il pelo nell’uovo, anche inventandoselo quando non c’è. Poi certo, ovviamente non ci sono i numeri di The End of Time o Journey’s End. E grazie al…
Orient Express in space, a Natale? Mi ricorda qualcosa… O magari sarà su tutt’altro. Tra l’altro, secondo una voce, il Moff avrebbe perso lo script dello Speciale di Natale (???!??! Una copia ne hai? Ma figuriamoci! Sarà una palla dei tabloid inglesi.)
– River Song…. È sposata/vuole sposare il Dottore? . Ma cosa “sì”, mortacci tua?
– Amy resta! Yay! E non solo Amy, anche Rory! E sono sposati! E partono entrambi senza indugio, nemmeno la prendono in considerazione l’idea di restare a casa! Grandissimo Team TARDIS!
– Per fortuna niente cancellazioni di memoria… anzi, al contrario (anche qui!), ripristini di memoria già scomparsa prima ancora che iniziasse la stagione!
– Per fortuna l’idea che mi era venuta la settimana scorsa (sì, che fosse tutto una specie di “sogno” di Amy) non si è avverata nemmeno lontanamente.
– Per fortuna il TARDIS non ha avuto bisogno di un altro lifting.
– Per fortuna il fez è stato disintegrato (sì, lo so che l’ho già detto).
– Mancano ora solo tre episodi prima dell’episodio di Neil Gaiman.
– Moffat è ancora un pazzo furioso.
– Guardate un piccolo pazzo furioso che intervista il padre dopo la trasmissione dell’episodio, sabato sera.

The Big Bang è stato scritto dal papà del piccolo pazzo furioso.

(Grazie a Morry per l’aiuto!)

Episodio:
6

Stagione:
5


Finita! Anche questa magnifica quinta stagione oggi finisce… con la rocambolesca seconda parte dell’episodio finale. La Pandorica si è ormai aperta… il Silenzio dunque calerà?

Attenzione all’orario lievemente anticipato.

In replica .

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio insieme al precedente.

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5×12 – The Pandorica Opens

Stonehenge.Episodio: 5×12;
Titolo: The Pandorica Opens;
Titolo italiano: La Pandorica si apre;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Steven Moffat.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non esiste più, trovate il post direttamente qui.

“Invasion of the Hot Italians.”

Iniziamo con una semplice considerazione OMGWTFDOCTORWHO!!!!

Ricomponiamoci. Una domanda sorge spontanea: ma se voi voleste mandare un messaggio al Dottore ed essere certi che il Dottore lo riceva, come fareste? Non avete a disposizione carta psichica e incidere qualcosa su una scatola nera che finirà in un museo è già stato fatto, siate originali! Niente? Vi lascio un po’ di tempo per rifletterci e ci torneremo sopra più avanti…

Finalmente ci siamo! L’agognata Pandorica, qualsiasi cosa sia, si aprirà in questo episodio – o almeno così promette il titolo – e l’intera story-line della stagione inizierà la sua fine. Amy, le crepe, il silenzio, il TARDIS che esploderà (?), Rory… tutto avrà una risposta. O almeno si spera! Ma torniamo alla domanda iniziale…

…be’, è semplice: Mandate un segnale utilizzando le pietre di Stonehenge in tutto lo spazio-tempo; van Gogh lo intercetterà nella sua follia e dipingerà un TARDIS che esplode che verrà ritrovato da Churchill che proverà a chiamare il Dottore, ma ritroverà la sua chiamata inoltrata dal TARDIS a River Song che fuggirà di galera, ruberà il dipinto di van Gogh a Liz Ten, farà in modo di riuscire a viaggiare indietro nel tempo fino a scrivere su di una parete rocciosa del primo pianeta dell’universo le parole più antiche mai scritte nella Storia. E queste parole naturalmente sono “Hello Sweetie” seguite da coordinate spazio temporali e forse dal soprannome del Dottore (??).

Semplice, no? Chi non ci avrebbe pensato? Ed è in questo allucinante modo che inizia l’episodio. Il Dottore ed Amy raggiungono le coordinate, un accampamento romano in Gran Bretagna, dove River (che si fa passare per Cleopatra) mostra loro il dipinto. Dipinto intitolato “La Pandorica si apre”, come l’episodio. La Pandorica è sicuramente in quella zona e in che luogo migliore potrebbe mai essere se non sotto Stonehenge? Sotto la “Altar Stone” si cela una scala… che porta a una stanza segreta con un enorme cubo: la Pandorica. Che effettivamente ha iniziato la procedura d’apertura; fra qualche ora sarà aperta. Leggenda vuole che il più potente guerriero dell’universo sia rinchiuso al suo interno. Problema: il messaggio non l’ha sentito solo il Dottore, infatti centinaia di migliaia di navi Dalek, Cyberman, Sontaran, Silurian, Slitheen e chi più ne ha più ne metta stanno convergendo su Stonehenge. Il Dottore guadagna un po’ di tempo intrattenendoli col microfono manco fosse a Wembley, ma lo scontro sembra essere inevitabile.
Un Cyberman semidistrutto messo di guardia sta quasi per uccidere Amy che viene salvata da… Rory! Che non si sa come si è ritrovato lì dopo essere morto. Ovviamente Amy non lo riconosce. River intanto sta cercando di portare il TARDIS a Stonehenge, ma il TARDIS fa le bizze e la porta invece a casa di Amy il prossimo sabato (letteralmente… questo sabato, 26 giugno 2010). Qui River trova un opuscolo sui Romani in cui sono rappresentati con precisione proprio i Romani che sono al momento con il Dottore e con Amy. E trova un libro sul vaso di Pandora. Il periodo storico preferito di Amy e il suo libro preferito. È una trappola! Qualcuno infatti è stato a casa di Amy per documentarsi su come prepararla. Chi? Be’… tutti quanti. La Pandorica infatti si apre e al suo interno… non c’è nessuno! Perché i Romani si rivelano essere Auton comandati dalla Nestene Consciousness e fanno prigioniero il Dottore mentre appaiono Dalek, Cybermen, Sontaran e compagnia… un’incredibile alleanza formatasi per contrastare una volta per tutte il Dottore e rinchiuderlo all’interno della Pandorica per sempre. Perché, secondo loro, il Dottore distruggerà l’universo. Ma noi sappiamo che non è il Dottore, è il TARDIS, che ha smesso di rispondere ai comandi di River e sta per esplodere, mentre un’inquietante voce ripete “Il silenzio cadrà”. Ed Amy? Anche Rory si rivela essere un Auton, ma a differenza degli altri i suoi ricordi sono reali e lui non vuole morire un’altra volta… il suo corpo però smette di obbedirgli e spara ad Amy proprio mentre lei stava ricordandosi di lui.

Quindi: il Dottore è rinchiuso nella Pandorica, Amy è morta (?!), tutte le stelle stanno andando in supernova e il TARDIS sta esplodendo con River Song al suo interno. Credo che la definizione di cliffhanger debba essere rivista alla luce di questo episodio.

Ora… che dentro la Pandorica ci fosse il Dottore era la cosa più prevedibile al mondo. Chi altro è così potente? E chi altro ispira altrettanta paura? E perché tutti sapevano della cosa tranne lui? Però, francamente, io mi aspettavo ci fosse già dentro. Una sua incarnazione futura. Un Matt Smith più vecchio. Una sua incarnazione passata (Christopher Eccleston? Paul McGann? Okay, okay, improbabile). Una qualche incarnazione alternativa… insomma, tutto mi sarei aspettato tranne che la Pandorica fosse vuota e in attesa che lui ci venisse imprigionato. E da tutti i suoi nemici alleati! Un’alleanza che probabilmente con i Dalek “difettosi” precedenti non sarebbero mai riusciti a fare, ma i Power Rangers sembrano un po’ più furbi e non si fanno problemi a scendere a compromessi se è l’unico modo di liberarsi definitivamente del Dottore. Praticamente è il rovescio di The Stolen Earth: invece degli amici del Dottore a radunarsi qui sono i suoi nemici! Moffat è un pazzo furioso.

E Rory! Anche qui, fin dalla sua morte abbiamo dato tutti per scontato che nel finale sarebbe tornato. E infatti torna…

“Ah ah, ecco Rory, meno male! Ma già si sapeva…”

… … … No.

Non è Rory, è un Auton con i suoi ricordi. Che uccide Amy in una delle scene più drammatiche della stagione.

Anche se personalmente spero trovino il modo di recuperarlo comunque… perché tutti amiamo Rory! In realtà ora non saprei più cosa aspettarmi… se in questo episodio il Moff s’è divertito a ribaltare completamente (pur rispettandole!) le aspettative di chi già immaginava qualcosa (il Dottore nella Pandorica, il ritorno di Rory), nel prossimo… boh? Nel senso che non credo sia possibile avere alcuna idea su cosa potrebbe accadere. Certo, chi di noi ha fatto bene attenzione a Flesh and Stone (e forse anche The Eleventh Hour), come avevamo detto allora, immagina cosa potrebbe succedere… ma come si possa giungere a quello e soprattutto perché è assolutamente fuori da ogni previsione.

Ma prima di pensare al prossimo episodio, restiamo ancora un po’ su questo… come sempre Moffat non lesina le scene divertenti e l’incontro Dottore/Rory è memorabile. Per non parlare dell’elaborato metodo per far giungere una comunicazione al Dottore. Credo che in quanto follia questo non si possa superare e dubito vedremo ancora simili “Hello Sweetie”. L’idea di usare alcuni personaggi visti nel corso della stagione per aprire il finale, poi, è fantastica. Soprattutto l’inizio drammatico dal povero Vincent e il disegnino di River… anche semplicemente il pre-sigla varrebbe l’intero episodio!

E River? Con tutto questo marasma di avvenimenti si rischia di scordarsi di River, alla cui storia questo episodio aggiunge un altro interessante capitolo. Questa è, secondo il suo punto di vista, la prima volta che la incontriamo e scopriamo che era già in prigione (quindi dopo ci tornerà) e che è stato davvero il Dottore a insegnarle a pilotare il TARDIS (quindi l’ultima volta scherzava, come era già ovvio). E lo pilota davvero come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se avesse viaggiato anni e anni con lui. O come se ne avesse avuto uno anche lei. Mmmhhhh. E non ignoriamo le ultime parole dell’episodio, che sono proprio sue: “my love”. Che come al solito in inglese potrebbe anche essere ambiguo…

Note varie sull’episodio:

  • Stonehenge! Finalmente il Dottore va a Stonehenge (che io ho sempre amato). E anche sotto a Stonehenge, non molto plausibilmente (chissenefrega). E casualmente due giorni dopo c’è stato il solstizio, dove migliaia di figli dei fiori si sono raccolti a veder spuntare il sole (e non capisco perché loro, solo quel giorno, ci possano entrare gratis mentre se ci voglio andare io un altro giorno devo pagare 85 sterline, mpf /rant).
  • Il regista è un genio. Durante le scene in cui viene scoperta la Pandorica ha messo in sottofondo per gli attori il tema dell’Arca de I predatori dell’Arca perduta, per dar loro ritmo e atmosfera… e senza saperne nulla vedendo quella scena avevo pensato esattamente a quello! Merito anche di Murray Gold, naturalmente (che ci ha messo la sua, di musica, anche in questo caso stupenda! CD! CD!).
  • Ma quel quadro… venderne delle stampe? Io lo comprerei subito.
  • No, non mi interessa che la parete del Pianeta Uno sembra uno scenario dipinto di un film degli anni 50.
  • E nemmeno che è impossibile che dalla Terra si vedano tutte le stelle che vanno in supernova nello stesso momento.
  • E nemmeno che in The Impossible Planet il TARDIS non era in grado di tradurre la lingua di Satana mentre qui il Dottore si aspetta che traduca una lingua antichissima e sconosciuta a tutti.
  • E la voce nel TARDIS? Chi sarà? Sembrerebbe il Dream Lord (cioè sempre il Dottore).
  • Matt Smith è nato per fare il Dottore. Punto.
  • Moffat è un pazzo furioso.

E ora? Considerazioni non spoiler sul prossimo episodio (facile non spoilerare… non so nulla! Non voglio nemmeno guardare le clip che hanno iniziato a uscire oggi):

  • Amy sicuramente risorgerà in qualche modo, ma… resterà per una seconda stagione? Non ci sono stati annunci ufficiali, se non sbaglio, anche se tutti sembrano dare per scontato che tornerà (lei e Matt inclusi). Ma è gente ben nota per mentire (giustamente) su queste cose! E le riprese della sesta stagione non iniziano fino a fine luglio.
  • Il TARDIS… avrà bisogno di un altro lifting?
  • Il Dottore uscirà sicuramente dalla Pandorica, ma… quando, in tempo soggettivo? Passeranno secoli (o millenni!) alla Jack Harkness? Speriamo di no.
  • Perché “solo il Dottore può pilotare il TARDIS?” E River? Chi è River Song? (<— come se avremo una risposta a questa. AH!)
  • Visto che il tempo può essere riscritto… c’è il vivo pericolo che alla fine tutto venga azzerato e si ritorni da capo. Ma spero di no, perché le cose accadute in questa stagione mi sono piaciute! In alternativa mi andrebbe bene anche se semplicemente Amy, il Dottore e Rory (se sopravvive) si ricordino tutto. La cancellazione degli eventi dalla memoria di una companion l’abbiamo già avuta e direi che una volta basta!
  • E se fosse tutta una… nah, m’è venuta in mente un’idea folle che sicuramente non può essere e quindi non la dico, perché se poi fosse vera mi verreste a dire che vi ho spoilerato! Vi farò sapere la prossima settimana.
  • Moffat è un pazzo furioso.

The Pandorica Opens è stato scritto da un pazzo furioso.

(Grazie a Morry per l’aiuto!)


E finalmente siamo giunti all’inizio del finale… la Pandorica si aprirà, come preannunciato fin dalla 5×01 dal Prigioniero Zero. Ma cos’è la Pandorica e cosa/chi c’è al suo interno?

In replica . Sempre , tornano le repliche della seconda stagione con “Love and Monsters“.

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio insieme al successivo (SPOILER!)

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5×11 – The Lodger

Il Dottore e Craig.Episodio: 5×11;
Titolo: The Lodger;
Titolo italiano: Il coinquilino;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Gareth Roberts.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non esiste più, copiamo quindi qui il commento.

“Now… football is the one with the sticks, isn’t it?”

E siamo arrivati all’episodio del calcio. Che poi in realtà non è che il calcio sia particolarmente centrale nella storia, ma nella mia mente questo era l’episodio in cui Matt Smith avrebbe dato sfoggio delle sue abilità calcistice di gioventù e quindi, francamente, anche questa settimana, le mie aspettative non erano altissime. Anzi. E se iniziate a trovare un tema comune in questi miei pre-commenti, è proprio così, a questa ultima manciata di episodi sono arrivato con aspettative abbastanza basse, basate su trailer e anteprime varie. E finora sono stato sempre piacevolmente stupito. Naturalmente con il prossimo episodio le cose cambiano radicalmente, visto che le aspettative diventano invece le più alte possibili… ma di questo parleremo la settimana prossima. Quindi, com’è stato questo episodio “urbano” con parti calcistiche, poca Amy e co-protagonista James Corden (un uomo non particolarmente noto per la sua simpatia e che tutti noi sicuramente ricordiamo come protagonista dell’immortale capolavoro Lesbian Vampire Killers)? …e, anche questa volta, è stato molto bello! Non ci avrei davvero dato due lire, prima.

Il TARDIS viene bloccato in un loop temporale con la sola Amy a bordo, mentre il Dottore è rimasto nella ridente cittadina di Colchester. Con un comodo paradosso (Amy gli manderà un bigliettino DOPO la fine della storia), il Dottore trova la fonte di questi problemi: è il misterioso abitante del primo piano di un piccolo edificio. Per indagare il Dottore diventa coinquilino dell’abitante del piano terra, Craig. Craig è un simpatico ragazzo chiaramente innamorato della sua collega Sophie che a sua volta è chiaramente innamorata di lui. Ed è ovviamente chiaro a tutti tranne che a loro. È chiaro pure al Dottore, notoriamente de coccio su queste cose. Per mantenere la copertura, il Dottore fa cose come giocare a calcio, cucinare, fare la doccia, non usare il cacciavite sonico eccetera. E fa amicizia con la simpatica (non-)coppia, scoprendo che lui è un pantofolaio che sta bene dov’è, mentre a lei piacerebbe andare altrove, magari all’estero, ad aiutare gli animali. Nel frattempo l’inquilino del piano di sopra attira in casa sua dei passanti ignari che poi scompaiono nel nulla. Con l’aiuto di un gatto il Dottore lo scopre… proprio quando è il turno di Sophie di essere rapita. Lui e Craig (messo velocemente al corrente della situazione con due testate psichiche) salgono e scoprono che il piano di sopra in realtà non esiste, è un’astronave precipitata camuffata… e l’ologramma di emergenza sta solo cercando un pilota. Peccato che il sistema di guida sia troppo per gli umani che restano uccisi uno a uno. Salvano Sophie e capiscono che l’alieno cerca persone che vogliono andarsene, per far partire la nave… si fa quindi avanti Craig (la negazione stessa del concetto del volersene andare), dichiarando il suo amore per Sophie, e tutto finisce. La nave implode, Craig e Sophie vissero per sempre felici e contenti e il Dottore torna sul TARDIS… E mentre Amy cerca una penna per scrivere il biglietto che porteranno poi indietro nel tempo, trova l’anello di fidanzamento di Rory…
È bello vedere che il Dottore funziona anche in queste situazioni urbane e in questi affari molto umani, con persone di tutti i giorni. È bello vederlo cambiare (in meglio) le vite delle persone con poche parole. È bello vederlo alle prese con cose umane “normali” (l’avrei visto volentieri in una “gara di bevute” al pub, comunque!). E immagino anche che per chi apprezza questo genere di cose, sia stato bello vedere il Dottore ignudo come mamma l’ha fatto (a meno del mitico calzino copri-vergogne!). Da parte di chi apprezza altre cose, chiedo quindi ufficialmente e a gran voce al Moffat una scena equivalente con Amy!

È anche l’ennesimo episodio con “alieni economici”… questa volta abbiamo la temibile… macchia di muffa! Anche se alla fine abbiamo una piccola astronave, che qualcosa deve essere costata. Personalmente trovavo più inquietante la macchia di muffa. Macchie, ombre, porte, orologi, libri, statue, crepe… Moffat ha la tendenza a utilizzare come “cattivi” degli oggetti presenti nella vita di tutti i giorni. Il che è un’ottima idea anche dal punto di vista narrativo, oltre che a quello puramente economico: i bambini saranno terrorizzati più facilmente e ripetutamente. Mi viene da pensare che la macchia sia quindi nata su suggerimento suo, anche se potrebbe essere il buon Gareth Roberts che si adatta al nuovo boss. Non che ci sia nulla di male nei suoi precedenti episodi… The Shakespeare Code e The Unicorn and the Wasp. E includiamo anche Planet of the Dead, seppur “co-scritto” con RTD (anche perché sappiamo che RTD li co-scriveva tutto, e si è fatto convincere ad accettare di essere accreditato solo per gli speciali finali). Tutti episodi accomunati da un ottimo spirito umoristico che riesce a passare da personaggi del calibro di Shakespeare e Agatha Christie a persone comuni come Craig. (Sì, Gareth Roberts ha co-scritto anche il pilot delle Sarah Jane Adventures, ma quello tendo a volerlo dimenticare… brrr!) (Gli altri suoi episodi delle SJA invece sono forse i migliori della serie.)

Geniale infine il metodo di… trasferimento informazioni scelto dal Dottore per far sapere tutto a Craig senza perdere tempo… due testate e via! Così come geniale è la storia del bigliettino lasciato dopo da Amy e della “comoda” eredità procurata dopo dal Dottore. Anche se ora mi sorge il dubbio… se Amy distratta dall’anello ora non scrivesse il bigliettino, l’universo finirà? E, fra l’altro, cos’avrà pensato Amy vedendo l’anello? Un qualche ricordo di Rory che riaffiora? O avrà pensato che è del Dottore? Che vuole proporsi a lei o qualcun’altra?

E sempre restando su Amy… un plauso alla sua espressione di disgusto mentre dal TARDIS sente i due piccicioncini che si chiedono “Mi ami?/Ma quanto mi ami?”.

Ora la Pandorica si aprirà… cosa o chi ne uscirà??

The Lodger è stato scritto da Gareth Roberts.

(Grazie a Morry per l’aiuto!)

++

Colchester


Ultimo episodio “normale” prima del gran finale!

In replica . Sempre , tornano le repliche della seconda stagione con “The Satan Pit“.

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio.

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Altre foto promozionali sesta stagione

Ormai (finalmente) siamo arrivati così vicini alla sesta stagione che foto promozionali escono ogni giorno. Magari smetteremo di segnalarle una per una (oggi queste sono uscite in almeno tre momenti diversi!), ma continueremo comunque ad aggiungerle alla gallery, per cui tenetela d’occhio! (Per esempio a mezzanotte – ora UK – la BBC dovrebbe rilasciarne un’altra.)

Comunque oggi la BBC ha rilasciato queste 4 belle foto dei protagonisti della stagione (Karen, Matt e Arthur), seguite da due foto dietro le quinte con Karen, Matt e Alex.

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