Archivi categoria: Speciali

The Day of the Doctor

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata al War Doctor, interpretato da John Hurt.

In sua rappresentanza è stato scelto l’unico episodio in cui appare questa singolare incarnazione del Dottore, accompagnata dal Decimo (David Tennant) e dall’Undicesimo Dottore (Matt Smith), vale a dire lo speciale per i cinquant’anni di Doctor Who The day of the Doctor, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo, 29 aprile.

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione la recensione scritta dal nostro Laz per il sito Serialmente ai tempi dell’uscita dell’episodio in Inghilterra, nel 2013.

Recensione di The day of the Doctor

EDIT: Serialmente non esiste più, quindi copiamo la recensione qui.

– Geronimo!!
– Allons-y!
– Oh, for God’s sake!

Il Giorno del Dottore è venuto e se n’è andato. Moffat aveva promesso che tutto sarebbe cambiato nell’episodio e per una volta ha mantenuto la parola data come non mai e il futuro del Dottore presenta nuove ed emozionanti potenzialità di sviluppo. Siamo pronti per altri 50 anni.

Ma ora il riassuntino dell’episodio, per vostra estrema gioia!

Oppure… no.

Seriously, non c’è un modo semplice di riassumerlo se non scrivendo un papiro come facevo anni fa quando ancora ero giovane e biondo (?), per cui ciccia, tanto l’episodio è persino andato in onda in italiano su Rai4 (due volte, nonostante le lacrime nella fabbrica della realtà). Se non l’avete visto e rivisto ho un messaggio direttamente dal Dottore.

Da dove partire? C’è così tanta carne al fuoco che è difficile. Si potrebbe partire da quello, la carne al fuoco. L’episodio doveva per definizione contenere molte cose e il Moff l’ha effettivamente riempito fino all’orlo. Tutto però funziona: La linea temporale attuale di Eleven e Clara, quella della Time War di John Hurt e quella di Ten e Liz One (possiamo chiamarla Liz One?); tutte legate tra loro e riunite grazie a… un fez! Fez che riesce a fare da denominatore comune delle vicende e a riunirle in maniera quasi lineare, considerando gli standard a cui siamo abituati. Per un episodio dalla bassa accessibilità ai “babbani”, almeno c’è un livello semplice d’accesso come linearità degli eventi.

Clara insegna alla scuola di Ian e Barbara (i companion originali del Dottore, naturalmente) ed è passato un po’ di tempo da “The Name of the Doctor“. Una routine “alla Pond” sembra aver preso piede, con il Dottore che convoca Clara a tempo perso, invece di tutti i mercoledì. L’intesa tra i due è ormai salita di livello, sarà interessante vedere come evolverà con Peter Capaldi. Torna Kate Stewart ed è giusto che nell’anniversario siano utilizzati luoghi simbolo di Londra come la National Gallery e la Torre. Alla Gallery abbiamo i quadri gallifreyani (“più grandi all’interno”, ah! come il 3D si infila nella trama senza diventare né gratuito né fondamentale) che torneranno utili in più di un occasione nel corso dell’episodio. Ma visto che siamo alla Gallery tanto vale fare subito un salto narrativo verso il finale. Tom Baker, Tom fucking Baker nel ruolo del “Curatore”. Grandissimo modo di omaggiare il più vecchio Dottore vivente e non con un semplice cammeo, ma proprio nella parte del Dottore. Perché (/mode Julie Gardner on) siamo seri, non viene semplicemente lasciato intendere, via, quello è il Dottore, dal futuro, punto e basta. Pre-Trenzalore? Post-Trenzalore? “Chi naso?” Pardon, chi lo sa? Non importa, Trenzalore verrà sicuramente spiegato nel prossimo episodio e quindi ne parleremo a Natale. Per ora abbiamo avuto una scena perfetta tra due grandi Dottori, teniamocela.

Un altro Dottore, interamente nuovo, è invece John Hurt. Un signor Dottore. Adulto, serio, ma mai noioso. Il modo con cui cazzia gli altri per il loro comportarsi da bambini è da manuale (ricorda il Primo Dottore in “The Three Doctors”, ovviamente) ed è geniale la motivazione che viene data per le differenze caratteriali: Ten e Eleven si comportano spesso da bambini perché la loro parte adulta che rifiutano è rappresentata da quello che ha fatto (o farà) proprio John Hurt.

Il nocciolo principale dell’episodio è infatti la scelta finale del Dottore, l’utilizzo del Momento, il genocidio contemporaneo di Dalek e Time Lord che rappresenta la premessa della serie attuale, da Eccleston in poi. Fino al momento in cui i Dottori sono con le mani sul big red button non avevo nemmeno concepito che potessero cambiare qualcosa. Poi hanno inquadrato Clara e… mi si è gelato il sangue. Per un singolo istante ho temuto che il Moff volesse spazzar via tutto quanto. Ma è stato un istante molto breve perché mi sono reso conto che io non l’avrei mai fatto e finora non sono mai stato tradito in questo modo né da RTD né da Moffat, perché mai sarebbe dovuto succedere ora? E infatti non è successo. Gli anni da Eccly in poi restano tali e quali, quello che cambia è che Gallifrey… STANDS. Nessuno lo sapeva finora, ma ora il Dottore lo sa, è ha uno scopo, una nuova storia che potrebbe continuare per anni… decenni. Ecco perché Moffat non mentiva, ha davvero cambiato completamente le carte in tavola. Come è giusto fare. Una volta succedeva sempre senza problemi, RTD l’aveva fatto, perché non farlo ancora? La forza della serie è restare se stessa nel cambiamento, e quale cambiamento più grande di questo? RTD aveva levato i Time Lord dalle scatole perché erano diventati un peso per la serie in quel momento… giustissimo. Questo non significa però che lo debbano essere per forza. Dipenderà da come, quando e se torneranno; sono pur sempre in un altro universo e sappiamo che non è esattamente semplice passare da un universo all’altro.

Da sottolineare anche come tutti gli avvenimenti siano stati fatti in perfetta continuità con quanto accade in “The End of Time“. All’inizio un soldato dice di comunicare al consiglio che “Arcadia è caduta” e infatti questa comunicazione arriva a Rassilon in “The End of Time”. E più avanti i generali dicono che “Il consiglio ha piani autonomi” per gestire la situazione, riferendosi proprio a quello di Rassilon, il quale alla fine del “suo” episodio viene rimandato su Gallifrey (con il Master)… e ci resta. C’è ancora. E potrebbe tornare. E così Romana, la Rani, Susan… tutti quanti i Time Lord che finora erano stati considerati fuori dai giochi. Sarà molto divertente vedere quanto della Big Finish verrà considerato canon a quel punto! Perché, just this once, everybody lives!

A voler essere più svegli di me, il fatto che avrebbero cambiato il finale della Time War era stato ampiamente preannunciato nel corso dell’episodio dall’insistenza sulla morte dei bambini. Mostrare ripetutamente i bambini di Arcadia e insistere sul numero dei miliardi di bambini sterminati per porre fine alla guerra non poteva che portare a una conclusione in cui non si sarebbero sterminati. Io però son babbo e non ci avevo pensato.

C’è anche un altro cambiamento più sottile alla mitologia della serie, quello introdotto da Tom Baker: il Dottore potrà “rivisitare” vecchie facce, come la sua. Ma magari questo è un discorso così generico da includere… Peter Capaldi? Il Dottore non ha più bisogno di abbandonare la sua parte adulta ora che sa di non aver cancellato la sua razza, sceglierà quindi volutamente Peter Capaldi? Ai tempi dell’Ottavo è abbastanza palese che non potesse scegliere niente (visto che su Karn gli danno la possibilità come un bonus aggiuntivo), ma ora? Chissà. Forse il semplice fatto di saperlo perché gliel’ha detto Tom Baker lo rende possibile. Come l’apertura delle porte del TARDIS schioccando le dita. Magari invece non c’entra nulla, lo scopriremo (forse)… a Natale.

E già che parliamo di Peter Capaldi, diciamolo: PETER CAPALDI! Quando sono apparsi i suoi occhi il cinema è esploso. (Incidentalmente… è esploso anche in mille altri punti.) Non attribuirei eccessiva importanza a quel “tutte e tredici” detto dal soldato gallifreyano, anche perché è in risposta a un “tutte e dodici”, quindi il “tutte” a prescindere non è particolarmente indicativo. L’avesse detto lui in prima persona sarebbe più vincolante, ma così… Natale, Natale! (forse.)

Rose Tyler! O meglio Bad Wolf! O meglio, Billie Piper, perché alla fine non era realmente Rose nemmeno nella forma “Bad Wolf”. Steven Moffat non ha voluto toccare la storia di Rose perché gli pare già perfetta così e pur con un bel po’ di delusione da parte mia (fosse stata “Bad Wolf” tanto poi si sarebbe dimenticata comunque!) risulta difficile dargli torto, come storia ha molto più senso così. Il fatto che il Momento abbia assunto questa interfaccia è comunque un gran tributo a questo fondamentale personaggio. Ci aveva provato anche il TARDIS in “Let’s Kill Hitler“, in fondo, e per John Hurt non c’è nessun senso di colpa a “scacciarla”. Billie Piper è fenomenale nel ruolo che pare un incrocio tra la vera Rose e il TARDIS. La sua interpretazione fa davvero sentire la mancanza del suo personaggio.

In compenso abbiamo stabilmente un’ottima Clara, che si dimostra sempre più una grande companion. Finora il suo ruolo era stato in qualche modo forzato dal suo misterioso destino e dalla velocità narrativa con cui questo si è compiuto. Ora che non c’è più nulla di misterioso, Clara è diventata finalmente una companion “normale”. Una companion che con un semplice sguardo cambia la storia facendo comprendere al Dottore che il genocidio non è l’unica soluzione. Una companion che riesce a trattare con John Hurt meglio dei sé stessi futuri. Una companion che a quanto pare ha un alto livello di sicurezza UNIT, pur non avendo mai sentito parlare di UNIT in vita sua (Timey-wimey!) (Scusa John!). Una companion che ancora una volta dimostra che il Dottore non deve mai essere lasciato solo, nemmeno con sé stesso. Perché senza di lei, Gallifrey sarebbe stato distrutto. Una companion che con un’espressione facciale magnifica frega gli Zygon con il vortex manipulator di Capitan Jack. John Barrowman per una volta aveva detto la verità e non è stato presente nello Speciale, però è stato nominato! Inoltre è presente nell’altro Speciale, “The Five(ish) Doctors Reboot”, di/con Peter Davison, con Colin Baker, Sylvester McCoy, Paul McGann e tanta altra bella gente. Se non l’avete visto… vedetelo perché è spettacolare.

Rimane da citare l’altra storyline dell’episodio, quella del Decimo Dottore, Liz One e gli Zygon. La trama, se vogliamo, secondaria. Sappiamo che Ten è nel suo periodo sabbatico pre-“The End of Time” e sappiamo anche che (come John Hurt) dimenticherà quanto accade nello Speciale. Si ricorderà però di aver sposato Liz One e lei pure si ricorderà, visto che vorrà poi fargli tagliare la testa da vecchia (in “The Shakespeare Code”). Ten era quindi a caccia di Zygon, la scusa per portare lui e la UNIT nella mischia. La trama degli Zygon è sicuramente la meno interessante dell’episodio e speriamo di vederli sfruttati ulteriormente in futuro. Viene comunque conclusa (ho visto gente lamentarsi che era stata abbandonata… no: fanno un trattato, fine). È stato bello rivedere Ten, vedere le sue differenze da Eleven quando interagiscono tra di loro e vedere le loro somiglianze, agli occhi di John Hurt.

John Hurt, che aggiungere? Grande Dottore per un’unica occasione. Abbiamo un precedente in Paul McGann e sappiamo che non verrà dimenticato solo per la quantità. Anzi, in questo caso abbiamo anche la qualità della storia, oltre a quella del Dottore, a differenza di McGann. Compiuto il suo compito, John Hurt rigenera “per stanchezza/vecchiaia” (con le stesse parole usate dal Primo Dottore). Peccato non aver potuto vedere Eccleston in una nuova scena. E qui no si può fare a meno di pensare a come sarebbe stato tutto lo Speciale con Eccleston al posto di John Hurt (perché immagino che l’idea iniziale fosse quella). Anche lui avrebbe potuto insultare le sue future incarnazioni… se ci pensiamo avrebbe potuto fare praticamente tutto quello che fa John Hurt. Ma ormai è inutile e a prescindere da tutto John Hurt è stato… fantastic. Niente miglioramenti sulle orecchie però, John, mi spiace!

Varie ed eventuali:
– Il Dottore non sa più quanti anni abbia. Finalmente viene detto chiaro e tondo;
– Ora abbiamo visto tutte le rigenerazioni;
– Il codice del vortex manipulator è 1716231163. Ora e data di trasmissione del primo episodio;
– In “Summer Falls”, il romanzo/racconto “scritto da Amy”, compare un certo “Curatore”;
– Il numero del telefono del Dottore è sempre quello: 07700900461. Chi se lo ricordava ha capito subito da chi provenisse la telefonata;
– Se il fez che Eleven trova è stato messo lì da Liz One perché proviene da questa storia, allora… be’, avremo gente che ci chiederà per anni e anni da dove arrivi con precisione ancor più del cacciavite sonico di “The Big Bang”;
– La sciarpa di Osgood! Era solo una fangirl del Dottore (possibile, visto che come membro dell’UNIT lo conosce) oppure è un regalo del Curatore?
– “I don’t want to go”. Suvvia, non fate le fangirl, è stato divertente sdrammatizzarci sopra;
– L’intero episodio è un grandissimo omaggio all’epoca di Russell T. Davies. Nulla è stato cancellato e nulla è stato vanificato, al contrario le basi della sua era sono state esaminate e approfondite. Sarei voluto essere una mosca nella stanza di Russell mentre vedeva l’episodio per la prima volta, per vederlo gongolare di felicità.
– I Dottori riescono a tornare durante la Time War perché il Momento/Rose/Bad Wolf lo permette loro, pur essendo timelocked;
– La differenza rispetto a prima è che Gallifrey era stato distrutto alla fine della Time War (dal Dottore, con il Momento), mentre ora è stato nascosto in un universo “tascabile”, con il mondo che lo crede distrutto. Il fatto che la Time War sia timelocked non implicava che Gallifrey continuasse a esistere all’interno di questo “timelock”, voleva solo dire che non si poteva uscire ed entrare. Ma la Time War è finita se si va in un momento successivo.

E basta, perché si potrebbe andare avanti per ore.

Ho avuto la fortuna di poter vedere l’episodio al cinema a Londra, con decine di altri fan. L’effetto della visione collettiva è unico; le sorprese, i momenti di esaltazione, le apparizioni, le modifiche temporali, le urla, le risate, Peter Capaldi, Tom Baker (prima con la voce – qualche gemito qua e là nella sala – e poi con la faccia – urla di ogni genere)… vivere insieme queste esperienze vale molto di più della visione solitaria o con amici. Dovrebbero farlo tutti i sabati!

Ho scritto queste poche parole il giorno dopo aver visto l’episodio, e poi le ho lasciate lì per vedere se dopo qualche giorno l’effetto sarebbe stato diverso. Ho fatto i sottotitoli (così sono certo che non mi sia scappato nulla), li ho fatti anche di “An Adventure in Space and Time” (se non l’avete visto guardatelo e piangete, piangete, piangete…) e poi son tornato qui, con l’intenzione di sistemarlo un po’. Ma alla fine… l’ho lasciato com’era, a parte qualche errore di ortografia e qualche dannato inciso di troppo. Il tono non è alto, ma di certo è sincero.

Vorrei annoiarvi ancora un po’ dicendo quanto è figo Murray Gold e… lo faccio. Con un punto di domanda però, mi è parso che sia stata riciclata musica dai vecchi episodi a volte fuori posto. La rigenerazione di John Hurt, per esempio, mi ha un attimo perplesso vederla con “The Sad Man in a Box” come sottofondo. Bellissimo tema, il mio preferito in assoluto, ma… rigenerazione? E “The Wedding of River Song” con Tom Baker? Boh. Se venisse da Murray Gold mi andrebbe bene, ma se invece avessimo appena assistito a un “George Lucas in Episode I” applicato all’episodio mi andrebbe meno bene.

Decido infine unilaterlamente di piantarla con voti fuori misura, perché con Doctor Who, almeno per quanto riguarda gli episodi importanti (cioè scritti da Steven Moffat) il voto fuori misura è sostanzialmente la norma e finisce per diventare ridicolo. Diciamo che siamo semplicemente al massimo. Definiamolo Fuck Yeah, se vogliamo.

Ci vediamo tra un mese su Trenzalore! (Forse.)

PS: Qualche imbecille ha diffuso la trama dello Speciale di Natale, “The Time of the Doctor”. Siete vivamente pregati di non farne nemmeno vagamente riferimento nei commenti, grazie.

“The Day of the Doctor” è stato scritto da Steven Moffat.

(Grazie a Morry, che con me cura Doctor-Who.it, per l’aiuto!)

Flattr this!

Sottotitoli di The day of the Doctor

La maratona di Dottori indetta da RadioWho è arrivata al War Doctor, interpretato da John Hurt.

In sua rappresentanza è stato scelto l’unico episodio in cui appare questa singolare incarnazione del Dottore, accompagnata dal Decimo (David Tennant) e dall’Undicesimo Dottore (Matt Smith), vale a dire lo speciale per i cinquant’anni di Doctor Who The day of the Doctor, di cui si parlerà in trasmissione venerdì prossimo (ricordatevi di seguire anche la diretta di stasera, dove si commenterà invece Amy’s choice).

Per l’occasione riportiamo alla vostra attenzione il link ai sottotitoli che abbiamo realizzato tre anni fa, quando l’episodio venne trasmesso per la prima volta in Inghilterra.

[download id=”6863″]

Flattr this!

River Song nello speciale di Natale!

Alex KingstonFinalmente! La BBC ha appena annunciato che nello speciale di Natale, scritto da Steven Moffat, tornerà River Song!

Il tanto agognato incontro tra River e il Dodicesimo Dottore di Peter Capaldi diverrà quindi realtà! Le riprese dello speciale iniziano questa settimana, ed evidentemente non ci sarebbe stato modo di nascondere la presenza sul set di Alex Kingston e quindi hanno deciso di renderla subito pubblica. Qualcuno sicuramente lo considererà spoiler, ma visto che è stato annunciato ufficialmente… sicuramente River sarà presente nelle foto promozionali, nel trailer… magari persino nel titolo, chissà…

Non ci resta che attendere… intanto, manca ormai pochissimo alla nuova stagione, 19 settembre!

Flattr this!

DVD de “Il tempo del Dottore”

Il tempo del DottoreSta per uscire il DVD italiano de “Il tempo del Dottore”. In realtà si tratta di due DVD, uno con “Il tempo del Dottore” e alcuni extra e un altro con gli altri speciali dell’Undicesimo Dottore: “Il canto di Natale”, “Il Dottore, la vedova e l’armadio” e “I pupazzi di neve”.

Il primo DVD risulta essere esattamente identico a quello presentato nella raccolta del cinquantesimo uscita poco tempo fa. Oltre all’episodio titolare del cofanetto troviamo come extra:

  • “Dietro la cinepresa” (“Behind the Lens”, la nuova versione, più breve, del rimpianto Confidential). In questo caso molto, molto interessante perché ci rivela cos’è successo sul set durante l’addio di Matt;
  • Brevissima scena tagliata dall’inizio dell’episodio;
  • “Una notte con le stelle” (“A Night With the Stars) noto anche come “La scienza di Doctor Who”, trasmissione condotta dal noto fisico Brian Cox in occasione del cinquantesimo con interventi del Dottore, ma anche ospiti come Charles “Tywin Lannister” Dance.
  • “L’addio a Matt Smith” (Farewell to Matt Smith) un documentario di 42 minuti andato in onda in origine su BBC America prima di “The Time of the Doctor” e narrato da Alex Kingston. Ripercorre in dettaglio la storia di Matt da “The Eleventh Hour” (anzi, fin da “The End of Time” part 2) fino a “The Time of the Doctor”. Davvero un ottimo documentario, avevo intenzione di guardarne solo una parte e ho finito per guardarlo tutto.

L’altro DVD contiene gli altri speciali, apparsi finora in Italia solo nei cofanetti delle relative stagioni.

Per quanto riguarda gli episodi non sto a ripetere il mio giudizio, lo trovate nei vecchi post dedicati agli episodi: “A Christmas Carol“, “The Doctor, the Widow and the Wardrobe“, “The Snowmen” e “The Time of the Doctor“.

Se avete già il cofanetto del cinquantesimo e quelli di quinta, sesta e settima stagione, questo DVD chiaramente non vi serve (se non siete completisti). Altrimenti, visto anche il prezzo molto basso, è sicuramente da comprare (Amazon.it, 11,87 EUR in questo momento), sia per gli episodi, sia per gli extra.

Anche in questo caso peccato non ci sia un Blu-ray, ma vale l’appello dell’altra volta: comprate il cofanetto Blu-ray della prima stagione per dimostrare che anche in Italia vale la pena di pubblicare i Blu-ray del Dottore!

Il tempo del Dottore

Prossimo appuntamento: ottava stagione (in DVD e Blu-ray) dal 13 maggio.

Flattr this!

Last Christmas

Last Chistmas“There’s a horror movie called Alien? That’s offensive. No wonder they keep invading you.”

Wow. Non avevo grandissime aspettative per questo episodio, visto che dal trailer sembrava il “solito” episodio in una base (spaziale o polare non cambia molto) con il “solito” team di sconosciuti che vedi per 42 minuti (o 60) e ti dimentichi subito dopo. E come ormai i miei famosi 24 lettori sapranno se c’è un tipo di episodio che a me dice poco o niente è proprio quello. Oh, quanto mi sbagliavo…

Babbo Natale precipita sul tetto di Clara. E il Dottore arriva per portarla via. Si ritrovano tutti in una base al Polo Nord dove dei facehugger alla Alien si attaccano alla gente facendola sognare mentre succhiano loro il cervello. Questi mostriciattoli (i Granchi dei Sogni) si “attivano” pensando a loro, quindi il Dottore per distrarre Clara le parla di Danny Pink e tutte le loro bugie dell’episodio scorso vengono così svelate. Siccome l’abilità di questi granchi è quella di far sognare, salta fuori che stanno già tutti sognando. Anzi, è già tutto un sogno fin dalla fine dell’episodio precedente, Babbo Natale ne è la prova. Riescono infine a capirlo e con l’aiuto di Babbo Natale si svegliano tutti, ognuno a casa propria. Ma per Clara sono passati 62 anni… anzi no, era un ulteriore livello di sogno per lei e il Dottore. Babbo Natale li fa infine svegliare veramente e ovviamente Clara riprende a viaggiare con il Dottore. Fine. Anche se un mandarancio finale dimostra che in realtà, Babbo Natale, esiste eccome.

A sorpresa, l’episodio natalizio più natalizio di tutti, grazie sicuramente alla fantastica interpretazione di Babbo Natale da parte del buon Nick Frost (d’altronde, con un nome così…). Mai sopra le righe, mai troppo pacioccone, ma nemmeno antipatico come un’interpretazione non-standard del personaggio potrebbe portare a pensare. Il Babbo Natale definitivo. E ottimi i suoi due elfi (finalmente si vede Strax senza trucco!) e tutte le spiegazioni assolutamente razionali (o quasi) date per giustificare le varie particolarità di Babbo Natale. La slitta è ovviamente più grande all’interno. In effetti a volte i sogni sono meno ridicoli della realtà; messa come la mettono gli elfi, è ridicolo pensare che i genitori facciano i regali di Natale, solo dei bambini possono crederci!

Moffat ha detto che tutto tranne la scena finale è un sogno… non che servisse, era esattamente quanto si poteva dedurre guardando l’episodio. Credo però che non implicasse anche lche e scene dei risvegli degli altri personaggi non fossero vere, perché avrebbe poco senso (e il fatto che Clara e il Dottore continuino a sognare non implica certo che lo debbano aver fatto anche gli altri). Soprattutto per Shona, la cui lista di Natale con Alien (i granchi), La cosa da un altro mondo (il Polo) e Il miracolo della 34ª strada (Babbo Natale, che in realtà agisce autonomamente) fornisce tutti gli elementi principali per l’ambientazione dell’episodio. Se il Dottore e Clara sono stati presi per primi, evidentemente Shona è stata presa subito dopo.

L’aspetto più ambiguo dell’episodio naturalmente è il finale. No, non mi riferisco al mandarancio, non credo si possa realmente pensare che alla fine stiano ancora tutti dormendo, significa semplicemente che Babbo Natale esiste ed è lui a dare al Dottore la seconda possibilità di cui si parla (d’altra parte sappiamo che il Dottore lo conosce già). Intendo il fatto che Clara rimane ed è giovane. Le voci sulla dipartita dalla serie di Jenna erano iniziate mesi e mesi fa finché, poco tempo fa, altre voci sul fatto che non se ne andasse hanno cominciato a girare, dicendo (perché quando mai i giornali ammettono di avero sbagliato?) che “ha cambiato idea”.
Personalmente ho un problema con un attore “che cambia idea”. Un attore non può cambiare idea se la storia implica che il suo personaggio debba o non debba fare una determinata fine. Certo, un attore con enorme potere contrattuale (come potrebbe esserlo Capaldi) può, anche se non è bello, ma Jenna… con tutto l’amore, dubito altamente. Quindi la cosa molto probabilmente è stata più semplice: per Moffat andavano bene entrambe le ipotesi, lei ha deciso tardi cosa fare e lui ha scritto un finale che potesse adattarsi facilmente a entrambe le opzioni. Sarebbe stata un’uscita bella e sensata, naturalmente… come dico sempre, nessuno dotato di un cervello funzionante smetterebbe mai di viaggiare con il Dottore di sua volontà. Ma devo dire che amando Clara sono ben felice che non sia andata così e che sia stato un ulteriore sogno. Il momento in cui compare Babbo Natale a far svegliare (davvero) il Dottore è forse il migliore dell’episodio e quindi pure l’episodio ha guadagnato da questo “layer” aggiuntivo che diventa quindi la ciliegina sulla torta.
Se poi invece Jenna è così potente (?) ed è stata imposta a Moffat… be’, lo capiremo subito il prossimo anno; ricordiamoci che Moffat è quello che ha dato a un personaggio di un suo telefilm il nome dell’amante della ex-moglie solo per potergli far cadere addosso una macchina da scrivere e rompergli un piede.
Comunque visto che Moffat ha detto che Jenna resterà per tutta la nona stagione… probabilmente non lo farà! Si vedrà…
Curioso comunque quanto poco sia stata in realtà utilizzata Clara in questo episodio… a parte il sogno centrale con Danny e il finale dei 62 anni in realtà fanno molto di più Babbo Natale, Shona & C. “Curioso” perché agli occhi dei Clara-haters sembra che tutto giri sempre intorno a lei (come tra l’altro sarebbe in generale giusto, la vera protagonista della serie è la companion, non il Dottore.)

La prima cosa che viene in mente guardando questo episodio è, ovviamente Inception, ma non sarei così tanto sicuro che la cosa sia voluta (a differenza di Alien, per esempio) visto che non mi pare di notare nulla di particolarmente riconducibile alla pellicola di Nolan se non il concetto di “sogno dentro il sogno”… concetto non certo originale e di cui Inception rappresenta solo la versione più recente e attualmente più popolare. Sicuramente è molto comodo però per descrivere l’episodio a chi non l’ha visto: “Inception meets Alien con Babbo Natale”.

A proposito dei sogni dentro ai sogni però… può essere divertente cercare di capire quando il Dottore inizia a capire cosa stia succedendo. All’inizio quando dice a Babbo Natale di sapere tutto chiaramente non sa nulla. Ma è un sogno e quindi ha senso, è come “è una lunga storia”. Quando poi sono al Polo Nord direi che il Dottore ha già capito che sono in un livello di sogno, prima ancora di entrare in quello “finale” di Clara con Danny Pink. Una volta usciti anche da quello però sembrerebbe esserci cascato pure lui… anzi, ci è cascato sicuramente, perché è Clara che gli fa notare il Babbo Natale sul tetto. Al che capisce finalmente che è tutto un sogno.

La presenza di Danny Pink è stata una sorpresa inaspettata: le gioie di girare le scene interamente in interni, niente spoiler! Il sogno di Clara (l’unico che corrisponda alla definizione dei sogni che provocano i granchi) è perfetto e ci lascia anche un’inquietante ma accurata descrizione del motivo per cui ci si trova tutti a Natale. Bello vedere Danny un’ultima volta e dare la possibilità a Clara, seppur solo nella sua testa, di salutarlo con calma, regalando loro un ultimo Natale “insieme.”

Ho detto che il sogno di Clara è l’unico che corrisponde alla definizione? Mi sono sbagliato. Ashley si trova a capo di una spedizione scientifica e se quanto detto da Babbo Natale sul microscopio regalatole da piccolo non era una balla (e non vedo perché dovrebbe esserlo) allora questo potrebbe benissimo essere il suo sogno. Per non parlare di Bellows che nella vita reale è sulla sedia a rotelle. Albert non pervenuto e Shona… boh, Shona non saprei. Certo, essere una scienziata è più figo di lavorare in un negozio, ma forse avrebbe dovuto essere a cavallo di un mio mini pony? Non che abbia importanza, ovviamente, sono sogni, però è interessante.

Varie:

  • Quando saremo? Una volta si riusciva a tener traccia almeno dell’anno (con il salto dell’anno di Rose portato avanti a lungo), ma ormai siamo totalmente persi! Ma la vera domanda è: quanto tempo è passato per Clara? Mi sa che le teorie che la vedevano incinta sono veramente da buttare e Moffat non mente (!) quando dice che Orson Pink discende semplicemente da altri parenti di Danny.
  • Il Dottore dà dei conti da fare a Clara… esattamente come il Terzo Dottore fa con Jo Grant in “The Claws of Axos”. Aaawww. (L’ho notato solo perché per caso ho visto quell’episodio proprio il pomeriggio di Natale).
  • Scambio di Christmas Crackers! Lo scorso anno era il Dottore troppo vecchio che si doveva fare aiutare da Clara, quest’anno viceversa.
  • Fighissimo ed estremamente creepy il balletto di Shona. Alla prima visione avevo paura che urtasse i “dormienti”, solo dopo ovviamente ho capito che non sarebbe stato poi così importante.
  • Alieni che si animano pensandoci: check.

In breve, il miglior episodio di Natale di sempre! Mia classifica attuale degli episodi di Natale normali: “Last Christmas”, “A Christmas Carol”, “The Christmas Invasion”, “The Snowmen”, “Voyage of the Damned”, “The Doctor, the Widow and the Wardrobe”, “The Runaway Bride” e “The Next Doctor”.

Voto: 9,9 su 10.

Flattr this!