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12×09 – Ascension of the Cybermen

Che ansia, tutta questa attesa e poi… praticamente non è successo ancora niente! Le cose importanti accadono quasi solo negli ultimi 5 minuti.

Comunque bello… anche se la parte più interessante dell’episodio (davvero molto interessante) è sicuramente quella che riguarda il misterioso “Brendan” e la sua strana ambientazione irlandese.

La sua resurrezione penso abbia fatto venire alla mento immediatamente a tutti Capitan Jack, è lo stesso identico modo di ritorno alla vita. Però è improbabile che sia lui (o il suo compare che pure risulta immortale alla fine di Torchwood). Naturalmente nulla vieta che sia un figlio di Jack che per qualche motivo ha ereditato le sue abilità. Ma in ogni caso, il finale cosa significa? Perché suo padre e il poliziotto sono tornati giovani e gli cancellano la memoria? Sono sempre stati finti oppure questi sono altri che hanno semplicemente preso le loro sembianze? E si scusano anche, potrebbero anche non avere realmente cattive intenzioni, forse dovevano nascondere la “personalità” di qualcuno in un essere umano e l’hanno messa in un bambino… gli hanno fatto vivere una vita intera e poi alla fine l’hanno recuperato. Ma di chi? Del Dottore? Non si è rigenerato quando è morto, è solo risorto, ma potrebbe essere un tecnicismo di questo strano travestimento. Oppure è Jack? Oppure qualcun altro ancora? O Ruth (prima o poi si dovrà tornare a parlare di Ruth)? O magari c’entra qualcosa con il processo di rigenerazione? In fondo il Master ha detto che tutto è una bugia, potrebbe essere legato a qualcosa che diamo per scontato da decenni, ma che non è quello che pensiamo. Il prossimo episodio si chiama “The Timeless Children”, magari è uno di questi bambini senza tempo…

Una cosa è certa, non c’è modo di capirlo davvero con i dati che abbiamo. Se c’è un indizio è il modo di resurrezione, ma magari non è un indizio ed è un caso. Per il resto davvero non penso si possa dir nulla di certo.

Passando ai Cybermen… non mi aspettavo che l’allegro Cyberman Ashad tornasse in un ruolo così di spicco, e invece l’ha fatto e lo farà anche la prossima settimana, probabilmente. Le Cyberwars hanno quasi eliminato l’umanità e probabilmente sono quelle già citate negli anni 80.

Poco da dire sugli ultimi umani rimasti in quella parte della galassia… l’unica interessante sembra quella che ci prova con Graham. Significa che farà una fine orrenda… oppure che magari potrebbe finire bene per Graham? Anche la separazione di Ryan dagli altri due fa pensare che potrebbe succedere qualcosa a riguardo… ma forse è solo un tentativo di depistaggio e sarà appunto Graham a mollare il colpo.

Molto interessante anche questo “boundary” oltre al quale c’è… Gallifrey distrutto! Ser Barristan di Game of Thrones non l’ha mai visto così, ma in effetti erano molti anni che non mandava più nessuno dall’altra parte, per cui avrebbe anche senso. Oppure semplicemente cambia ogni volta destinazione, non credo si possa capire.

Il Master salta fuori all’ultimo secondo promettendo sfaceli nel prossimo episodio. Il vero cattivo sarà lui o saranno i Cybermen?

Tra una settimana tutto cambierà, a detta del buon Chibs, il consiglio è sicuramente quello di restare lontani dai social media finché non si avrà visto l’episodio…

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12×03 – Orphan 55

Devo dire di non aver molto da dire su questo episodio. Dopo i relativi fasti dell’apertura, torniamo con un filler che pare uscito dalle prime due stagioni di RTD (e nulla di male in questo ovviamente, erano bellissime) come ambientazione e trama.

Però… boh, c’è qualcosa che non va. Da quando, post 2005, il futuro può essere riscritto così a caso solo dicendolo? Il Dottore ha sempre saputo cosa succede nel futuro (della Terra, almeno), non in dettaglio, non tutto, ma le cose importanti sì. E queste non cambiano. Una distruzione globale causata dai cambiamenti ambientali e dalle loro conseguenze è una cosa abbastanza grossa che il Dottore dovrebbe conoscere bene. Inoltre, il futuro in questione non sembra troppo lontano (lo dicono? non mi pare), al massimo 100-200 anni giudicando dalla scena “flashback”, quindi come si incastra con tutti gli altri futuri più o meno coerenti che abbiamo visto finora?

Sicuro, nella serie classica non riuscivano a rendere coerenti due episodi in croce, ma dal 2005 era tutto abbastanza (non pretendiamo la precisione assoluta) coerente. Non mi viene in mente qualcosa del genere senza alcuna spiegazione.

L’unico sgamo che posso trovare è che sono arrivati lì con il cubo e non con il TARDIS. E che quindi questo segua delle regole diverse. Ma magari dirlo, se è questo il caso…

L’altro problema che vedo è il messaggio ecologista (sacrosanto, ci mancherebbe) un po’ troppo spiattellato nel discorsetto del Dottore alla fine. Sicuramente un bambino – e Doctor Who è ancora anche per bambini – lo impressiona, ma non c’è tanto bisogno di impressionare i bambini che secondo me queste cose le sanno già e le sapranno ancora meglio crescendo, c’è più bisogno di impressionare noi vecchiacci e forse essere così sfacciatamente espliciti può essere persino controproducente. Bastava la storia senza discorso finale, secondo me.

Ho notato anche una tendenza ad ammazzar la gente in allegria, più che in passato. Magari è solo un’impressione, ma mi pare che il Dottore avrebbe potuto tranquillamente salvare il 90% della gente che invece lascia morire tranquillamente.

Varie:

  • Che ci facevano quei cosi con Benni? Inquietante che non si sia visto nemmeno il cadavere.
  • L’anno scorso Ed Hime aveva scritto “It Takes You Away”… che devo dire m’era piaciuto di più.
  • Faceva un po’ “Midnight” quando erano sul mezzo… ma non diciamolo troppo forte che mi insultate
  • C’è ROGIAH di His Dark Materials, ma è più inutile di una forchetta per mangiare la pastina (lui e suo padre)
  • C’è anche Laura Fraser! <3 Ma anche lei abbastanza sprecata (mai quanto è stata sprecata in The Magicians, comunque). Tutti a rivedere Casanova!

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12×01-02 – Spyfall

Darkness never sustains.

Il Dottore è tornato e con lui quella che sembrerebbe prospettarsi come una stagione un bel po’ più in grazia di quella “procedurale” dello scorso anno. Almeno così parrebbe dalle dichiarazioni e finalmente anche dai fatti, visto questo primo episodio (doppio, non per caso).

Succederà veramente? Lo vedremo. Intanto vediamo invece un po’ cos’è successo in questo debutto di stagione.

Ovviamente non leggete se non avete visto l’episodio visto che, a differenza della stagione precedente, qui ne succedono parecchie di cose!

Scrivo ancora qualche frase inutile per evitare che qualcuno legga per sbaglio… Può valere la pena ricordare che il “Timeless Child” era stato citato nel secondo episodio della scorsa stagione e da allora non se n’era più saputo niente. Ora invece torna alla ribalta con quello che potrebbe essere lo story-arc della stagione. (O magari dell’intera tenuta di Chibnall! Ma sono troppo ottimista, manco Moffat era riuscito a fare uno story-arc subito, la vita reale impedisce cose troppo a lungo termine…)

E parte dello story-arc potrebbe essere anche (ora lo dico)… il ritorno del Master! E un ottimo Master, tra l’altro, Sacha Dhawan che già conoscevamo per aver intepretato il primo regista in An Adventure in Space and Time qualche anno fa. Il problema principale – ammesso e non concesso che questo Master venga dopo Missy, come è comunque probabile – è che come carattere ricorda di più i Master precedenti a Missy, ma la rivelazione finale su Gallifrey potrebbe ampiamente giustificare questo cambiamento. Cosa vorrà dire che è sempre stata tutta una bugia? Chi era il Timeless Child? E il Master ha davvero ucciso tutti i Time Lord e distrutto Gallifrey a causa di questa misteriosa bugia?

Finalmente si osa un po’. È cosa buona e giusta ribaltare ogni due per tre la mitologia dei Time Lord e di Gallifrey, come è stato sempre fatto… non fosse così nemmeno esisterebbero, visto che sono stati introdotti entrambi anni dopo l’inizio della serie. Naturalmente bisogna anche farlo bene e per ora il potenziale per farlo potrebbe esserci.

Parlando di Gallifrey però non posso fare a meno di sottolineare il grosso problema ovviamente ancora presente (e a cui non credo ci possa essere soluzione) cioè la musica che rimane purtroppo sempre totalmente anonima. È un delitto andare su Gallifrey e non usare il tema di Gallifrey. Magari non si può fare per questione di diritti (probabile), magari è una (discutibile) scelta aristica, fatto sta che questo rende il lavoro di Chibnall molto più difficile. In Rogue One Giacchino usa tranquillamente la marcia imperiale quando appare Darth Vader, anche se non si chiama John Williams. Bah!

Finalmente il Dottore racconta qualcosa di sé agli altri tre… per noi è tutto scontato, ma ora anche loro sanno dell’esistenza di Time Lord e Gallifrey. E parlando dei tre dell’Ave Maria c’è da dire che (scarpe laser a parte) in questo episodio mi sono piaciuti tutti, sono stati utilizzati bene. Come sempre Graham più degli altri, comunque. In realtà sarebbe stato bello potersi portare dietro più a lungo le due companion d’eccezione Ada Lovelace e Noor Inayat Khan… e invece niente, anzi (vedi nota più avanti).

Tornando al Master… la storia si ripete con strane alleanze con alieni misteriosi, con l’aggeggio che miniaturizza e volendo persino con lo scegliere le fattezze di una persona esistente. Molto bello il suo TARDIS (che ora è rimasto a disposizione del Dottore?) e ancora più bello il fatto che per arrivare alle scene finali abbia dovuto “percorrere la strada più lunga”. Tra Master, Dottore e Jack Harkness finisce che in ogni momento nell’universo ci sono decine di “doppioni”…

E parlando di Jack Harkness, ottimo il riferimento a UNIT e Torchwood, da parte del buon Stephen Fry che purtroppo viene fatto fuori dopo pochi minuti (budget?) evitando di diventare un potenziale interessante recurring.

Infine, altra ottima cosa che ha contribuito alla buona riuscita dell’episodio, il ritorno di un po’ di sano Timey-Wimey, con il Dottore che prepara l’aereo a posteriori!

Varie:

  • Usare i quattro battiti per evocare il Master è un colpo basso.
  • Il Dottore che conversa via schermo televisivo, con in Blink!
  • Il Dottore che è particolarmente stronzo! Non si fa scrupoli a lasciare una persona dall’aspetto palesemente non ariano in balia dei nazisti (per quanto fosse il Master, okay) e soprattutto cancella la memoria alla gente senza un particolare motivo! Soprattutto ad Ada che gli aveva esplicitamente chiesto di non farlo!
  • Riconoscete questa location di Cardiff dalla prima stagione? (O da “His Dark Materials”, che è più recente.)

Per la prossima settimana il trailer non promette nulla di buono! Ma alla fine anche le stagioni con lo story-arc più accentuato hanno episodio standalone… e poi i trailer ingannano, potrebbe non essere standalone oppure potrebbe essere standalone ma bello!

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Speciale di Capodanno: Resolution

Finalmente. Finalmente un bell’episodio di Doctor Who. Lo dico subito: questo è tranquillamente il miglior episodio della stagione (vedo qualcuno numerarlo “12×00”, ma ha poco senso) e il miglior episodio mai scritto da Chris Chibnall.

E naturalmente non è perché c’è un Dalek, ma semplicemente perché è bello, è scritto bene, c’è una storia, una storia avvincente, c’è del pathos, dell’epicità, i personaggi si muovono a loro agio… insomma, è un bell’episodio.

Poi, chiaramente, la presenza di un Dalek aiuta… tanto per cominciare non serve una parte di episodio per far capire allo spettatore quanto sia pericolosa la minaccia, e poi è davvero un ottimo cattivo! E la variazione sul tema (cosa che con i Dalek è sempre avvenuta ogni volta che tornano in scena) è molto interessante: il primo tipo di Dalek a lasciare Skaro che resta sulla Terra smembrato per più di mille anni. Fantastico. Anche il Nono Dottore aveva dovuto affrontare un unico Dalek nella sua unica stagione e anche in quel caso un Dalek bastava e avanzava per essere terrificante.

Le scene iniziali (che quasi non sembravano nemmeno Doctor Who) con la voce narrante (che invece ricordava The End of Time) aiutano a donare epicità all’episodio. A volte bastano anche queste piccolezze a contribuire alla qualità di un episodio.

Anche la questione di UNIT è stata una sorpresa molto gradita. La “sospensione” è chiaramente un modo per prendere in giro la Brexit, ma il Dottore nomina esplicitamente Kate Stewart; speriamo che la cosa non resti una battuta, ma venga esplorata durante la prossima stagione! Inoltre mentre il Dalek cerca informazioni sul computer di Lin, si vede brevemente che è entrato anche nel sito del “Black Archive”, introdotto nelle Sarah Jane Adventures, ma che probabilmente tutti ricordiamo meglio in “The Day of the Doctor”.

Parlando di Lin… lei e Mitch sono due ottimi personaggi, introdotti in maniera molto intelligente con il siparietto sul bacio e che reggono molto bene la storia, soprattutto lei, che si vede trasformata in novella Donna con qualcosa sulla schiena.

C’è anche – giustamente – un rimando alla stagione appena finita, sostanzialmente all’unico sviluppo reale della stagione, il rapporto tra Ryan e Graham che con tutte le avventure e i viaggi si sono finalmente trasformati in nipote e nonno. E quindi è il momento adatto (anche in quanto Capodanno) per far tornare il padre prodigo… che in qualche modo alla fine si perdona o quantomeno si inizia a perdonare, essendosi in qualche modo scusato con Ryan e avendo persino aiutato a fondere il Dalek con il suo forno a microonde. Non posso fare a meno di notare come questo padre ricordi vagamente nella sua attività di inventore/piazzista di robe strampalate, il padre di Rose.

Per quanto riguarda il Capodanno… boh, i riferimenti sono minimi e probabilmente si potevano anche tenere sul Natale… sì, ci sono i fuochi d’artificio di 19 Capodanni all’inizio, ma non erano essenziali. E Mitch e Lin lavorano a Capodanno perché in effetti è vero che tutti hanno i postumi della sbronza e non c’è niente da fare, rispetto a Natale dove invece c’è il tradizionale pranzo con i parenti. E il padre che ritorna a Capodanno perché “anno nuovo, vita nuova”. Ma mi sembrano tutte cose secondarie. Non che personalmente mi cambi molto la data in cui va in onda lo Speciale. In fondo nove anni fa c’era già stato uno speciale di Capodanno.

Con il Dalek possiamo anche dare il bentornato a Nicholas Briggs e alla sua voce! A occhio e croce potrebbe essere l’unico rimasto a lavorare alla serie dal 2005 (ora che siamo orfani di Moffat e Murray Gold). (A memoria dovrebbe esserci anche almeno il direttore del casting Andy Pryor, ma immagino ci sia anche altra gente nella crew.)

E parlando di quanto siamo orfani di Murray Gold (davvero tanto), questa volta posso dire che la musica di Akinola nell’episodio non è stata male. Niente di memorabile (e sicuramente non mi interessa ascoltarla autonomamente), ma non è fastidiosa e risulta corretta per le scene a cui è abbinata, soprattutto la corsa in auto.

Peccato invece per l’assenza della sigla. Un dettaglio, ma si poteva evitare. Spero anche che diano addio alla sigla prima di tutto… un crescendo che culmina nella sigla aiuta ad aumentare il livello emotivo con il quale si percepisce l’episodio.

Ora non ci rimane che aspettare poco più di un anno per la dodicesima stagione. Chissà se Chibnall cambierà completamente le carte in tavola e ci darà una stagione degna del Dottore, cosa che questa – speciale a parte – non è stata… Speriamo!

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11×09 – It Takes You Away

Bel titolo!

E non solo quello, via… la prima parte dell’episodio è effettivamente interessante, il genere di storia che ti fa pensare “qui possono fare una cosa molto bella o mandare tutto in vacca, chissà cosa succederà”.

Naturalmente, hanno mandato tutto in vacca.

Eran partiti bene, con la Norvegia, le pecore che complottano, un misterioso chalet… anche la ragazza cieca era ancora interessante (e sicuramente ottima cosa il fatto che abbiano usato un’attrice realmente cieca).

Però poi… c’è la rana. E non solo una rana, ma anche una rana molto finta. A quel punto tanto valeva metterci Kermit, avrebbe avuto più senso. Certo, in Doctor Who si sono viste tante vaccate, tanti alieni di plastica e tante porcherie, sia dal 2005 in poi che prima. E c’è un certo capolavoro della storia del cinema che a un certo punto evoca una mascotte gigante di una marca di marshmallow. Ma una rana volutamente finta in quella che vorrebbe essere una scena “drammatica” francamente mi mancava. E avrei preferito continuasse a mancarmi perché non funziona, nemmeno lontanamente. In generale tutta la storia del Solitract regge oici, sembra essere un concetto un po’ troppo grosso e complesso per sprecarlo in un singolo episodio così random. E poi comunque è una rana.

Anche Ribbons è abbastanza inutile, ma quello è già un inutile a cui siamo abituati per questo genere di personaggio. Lasciamo stare poi le falene. Robaccia, ma nulla in confronto alla rana.

Ryan sembra un po’ stronzo con Hanne, quando parla di suo padre, ma in fondo è quello che ha fatto il suo di padre. Curioso che non glielo dica mai… l’ha detto al re d’Inghilterra! Avrebbe avuto senso.
Ma il vero stronzo ovviamente è il padre, uno stronzo fuori misura… te ne vai in un’altra dimensione con tua moglie morta e lasci tua figlia cieca in casa da sola tirando in piedi l’audio di finti mostri fuori per farla star dentro… ma come sei messo? Sarai figo quanto vuoi, Erik, ma avrebbero dovuto lasciarti di là, da solo però.

E ovviamente oltre alla moglie di Erik nel mondo dello specchio non poteva che esserci una finta Grace. Chiaramente finta, ma è comprensibile che Graham ci metta un po’ a capirlo, dopotutto. Una specie di Nexus di Star Trek.

Altro:
– Graham si porta un panino. Giustamente, se non sbaglio era nel secondo episodio che si lamentava dell’assenza di pasti fissi, viaggiando con il TARDIS!
– finalmente Ryan chiama Graham nonno! Era dall’inizio stagione che si aspettava questo sviluppo e finalmente c’è stato.

Ora ne manca uno! Sarà bello?

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