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Rose Tyler: The Dimension Cannon

In attesa di passare al commento del prossimo episodio (spoiler: è come gli altri) oggi è saltato fuori questo annuncio della Big Finish per una nuova serie audio: Rose Tyler: The Dimension Cannon.

La serie seguirà Rose tra “Doomsday” e il suo ritorno nella quarta stagione. Ovviamente la serie ha la benedizione di Russell T. Davies che ha fatto da consulente e ha anche suggerito il ritorno dei genitori di Rose (abbastanza ovvio, in realtà!)

Nel cast infatti, oltre a Billie Piper, tornano sua madre Jackie (Camille Coduri), suo padre Pete (Shaun Dingwall) e persino Clive e sua moglie, visto che Clive non è morto nell’universo parallelo.

La serie sarà composta tra quattro puntate e uscirà a settembre 2019.

1.1 The Endless Night by Jonathan Morris
1.2 The Flood by Lisa McMullin
1.3 Ghost Machines by AK Benedict
1.4 The Last Party on Earth by Matt Fitton

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11×07 – Kerblam!

Reminds me of you when you were younger.
When I say younger, I mean last month.

Okay, questo l’ho trovato carino.

Niente di entusiasmante che entri negli annali della storia di Doctor Who, però almeno era originale e molto ben scritto. Sono solo io che quando guardo serie TV in generale ogni tanto mi fermo – letteralmente – e mi dico, parlando da solo come un pazzo, “Oh, questa persona sa scrivere!”. Questa settimana mi è successo e questo non può che far piacere, in questa stagione.

Era un episodio molto alla RTD, per molti versi, e anche un po’ alla Moffat per altri (più che altro, ora abbiamo anche il pluriball da temere, ed è Moffat quello noto per prendere aspetti della vita normale e renderli terrificanti).

Inoltre, altro aspetto che ho apprezzato, l’episodio non è semplicemente una critica ad Amazon, come può sembrare a una prima analisi. Certo, lo è, alla fine l’azienda diventa principalmente “organica”… ma chi è che chiede aiuto e dà inizio a tutta la vicenda? A sorpresa non sono gli organici, ma è il sistema stesso. Il cattivo, è invece un ragazzo normale, non l'”azienda”.

Sorvoliamo invece sulla particolare economia di questo strano pianeta… se il 10% è organico e quella è l’azienda più grande – occupa una luna, persino – e ha “ben” 10000 lavoratori organici (“ben”?) qualche conto non mi torna, ma non ha importanza, non sono questi i veri problemi.

Non mi aspettavo che la ragazza, Kira, schiattasse così tranquillamente. È stata una morte assolutamente da era RTD, chi non ricorda Lynda con la y in “Parting of the Ways, nella prima stagione? In generale il feeling che ho percepito in questo episodio era da prima stagione di RTD e lo intendo in maniera positiva. Anche Julie Hesmondhalgh, l’attrice che interpreta Judy, la “Head of People”, era un’attrice da RTD (l’ha usata in Cucumber) (naturalmente l’ha usata anche Chibnall, nella terza stagione di Broadchurch).

E a proposito di buona scrittura… quando Yaz si è trovata “accerchiata” dai due robot, la prima cosa che viene in mente a una persona normale è “scappa attraverso gli scaffali!”, mentre in genere in queste situazioni nessuno scappa mai e schiatta stupidamente. In questo caso invece… Yaz scappa attraverso gli scaffali, incredibile! (Certo, era Yaz e non poteva morire, ma è già qualcosa.) Questo Pete McTighe secondo me è da tenere d’occhio, è il Jamie Mathieson di questa stagione.

Abbiamo avuto anche i primi veri riferimenti al passato da quando è iniziata la stagione! Il Dottore riceve un fez (evidentemente ordinato quando era ancora Eleven, temo non abbia Kerblam Prime!)… e ricorda agli altri di quando ha conosciuto Agatha Christie con una vespa gigante! Riferimenti innocui per chi non sa, ma simpatici per chi sa. Ah, il dottore ricorda anche di aver avuto amici robot. Il primo che viene in mente è sicuramente K9 (ma anche Nardole, in effetti).

Quindi un buon episodio divertente e onesto che non avrebbe per niente sfigurato in una stagione in alternanza a episodi stupendi. Così invece è al momento il mio secondo preferito dopo “Rosa”.

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11×06 – Demons of the Punjab

Mentre vedevo questo episodio, e subito dopo, ho pensato fosse il peggiore della stagione. Poi, siccome non ho avuto tempo di rivederlo e postare questo commento immediatamente, ho fatto in tempo a notare in giro molta gente dire il contrario, che fosse il migliore, il che mi ha lasciato abbastanza perplesso. Ora l’ho rivisto e posso cercare di essere un po’ più chiaro nel mio giudizio che però, purtroppo, non cambia particolarmente rispetto all’impressione iniziale.

La storia (intesa come soggetto) è bella. Anche perché, sostanzialmente, è “Father’s Day”, in un contesto storico (e questo l’ho apprezzato) e senza l’impatto emotivo di essere un genitore a dover morire, anzi, è un primo marito di tua nonna che – per quanto simpatico – non è tuo padre.

Il vero problema questa settimana sono i dialoghi; frasi buttate là a caso, innaturali e irrealistiche… cosa che finora non era successa. Il mio dubbio è che in questa stagione, quando non compare il nome dello showrunner come co-autore dell’episodio, significa che davvero questo non ci ha messo mano. Il che sarebbe estremamente preoccupante, in passato RTD e Moffat hanno sempre tranquillamente riscritto tutto (tranne in rarissimi casi), perché è una cosa che va fatta. Spero di sbagliarmi e sia un caso…

Davvero poco da aggiungere, dialoghi fastidiosi a parte, l’episodio è come i precedenti, carino ma tra una settimana sarà già nel dimenticatoio. E ne mancano quattro (+1, lo Speciale di Natale Capodanno).

Salvo il povero primo marito della donna, che mi è piaciuto molto e… be’, gli alieni erano interessanti nel loro non essere i veri cattivi, per una volta.

Un ultimo appunto sulla musica… in sé molto buona questa settimana, ma… un po’ come i dialoghi, messa a caso e fuori luogo, fin dalla primissima scena. (Che si tratti invece di un problema di montaggio?)

Ribadisco il concetto principale: non è che nelle stagioni di RTD e Moffat non ci fossero episodi così (e anche, in alcuni casi estremi, peggiori: “Daleks in Manhattan”, “The Long Game”, “Kill the Moon”…), è che qui ci sono solo episodi così.

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11×05 – The Tsuranga Conundrum

Scusate il ritardo in questo commento, ero via nel week-end…

Ma a parte quello trovo sempre più difficile trovare qualcosa da dire su questi episodi. Come la scorsa settimana, anche questo episodio era carino… migliore dei primi, ma pur sempre un episodio normale, di quelli che dopo due settimane già non ricordi più. Come ci sono sempre stati, per l’amor di dio, il problema però qui – e a metà stagione credo di poterlo dire – è che ci sono solo quelli. C’è stato “Rosa”, certo, ma francamente quello era un colpo sicuro, sarebbe stato ben difficile sbagliarlo. Per il resto… posso continuare a dire le stesse cose: Dottore fantastico, companion magnifici, ma rimane sempre la sensazione di stare aspettando qualcosa che forse, alla fine, non arriverà.

Mi dispiace dirlo, ma ora come ora questa è la stagione che m’è piaciuta di meno delle 11 stagioni dal 2005 (vabbè, la settima è una bestia strana, non consideriamola… o se vogliamo considerarla allora la seconda parte, levando “The Bells of St. John” e “The Name of the Doctor”, è per me pari a questa, in fondo alla “classifica”…(*)). E mi dispiace dirlo perché Jodie è fenomenale. Credo di poter dire che abbia anche già raggiunto il suo carattere definitivo che, pur mostrando similitudini con 10 e 11 (com’è giusto che sia, è sempre la stessa persona), alla fine è comunque molto diversa da loro, mostrando sempre – sempre – molto più interesse per il prossimo. In totale contrasto con Capaldi, soprattutto con il primo Capaldi. E mi piace molto.

Un’altra cosa che mi dispiace di dover dire (ma di nuovo, a metà stagione credo di poterlo fare) è che la musica non è nemmeno lontanamente all’altezza. Ho provato a farmela piacere, qualcosina qua e là c’è… e il fatto che sia elettronica non è certo un problema, anche nella prima stagione lo era in parte, anche se tutti sembrano esserselo scordato. Il fatto è che m’è capitato di vedere il nuovo Outlander e mi sono reso conto che c’è vita oltre Murray Gold. Solo che la vita non è qui. Qui siamo ai livelli di un normale Blindspot… la musica accompagna l’episodio decentemente, ma non ti lascia nulla.

Simpatico il Pting, un Alien che sembra un cucciolo di Slitheen. Simpatico anche il tizio che schiatta subito e la sua collega scozzese (finalmente qualcuno di scozzese). E ovviamente anche il tizio che sembrava Ed Sheeran (davvero questa volta) incinto, che porta avanti il rapporto tra Ryan, il fantomatico padre, e Graham.

Alla fine, appunto, episodio carino. Sempre meglio di “42”, come episodio spaziale.

Mi fa molto piacere che il Dottore sia anche un dottore in LEGO (che dice correttamente senza aggiungerci un’errata “s”, ma d’altra parte è il Dottore, non commette errori pacchiani), come (più o meno) me e la invidio molto perché ha visto tutti i 900 cast di Hamilton, deve essere molto ricca tenendo conto di quanto costa uno spettacolo. Quando Yaz ha detto “fifty-one”, nella mia mente, automaticamente, era già comparso un “Hamilton wrote the other fifty-one!” e quando poi l’ha sostanzialmente detto anche il Dottore per un attimo sono rimasto spiazzato!

Il prossimo sembra interessante…

(*) A chi (?) dovesse interessare: sesta, quinta, nona, quarta, seconda, decima, ottava, terza, prima, undicesima.

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11×04 – Arachnids in the UK

Ed Sheeran!

Dopo l’ovvio caso eclatante della scorsa settimana, l’episodio di ieri è stato comunque bello, finalmente una storia con un capo e una coda e con gli ottimi personaggi che stiamo imparando ad amare.

Per fortuna i ragni erano abbastanza palesemente finti, altrimenti non avrei potuto vedere almeno il 50% dell’episodio (oppure sarei morto). Ma nonostante questo era comunque tutto abbastanza spaventoso con punte veramente inquietanti come la ragazza mummificata nel suo letto o i bozzoli con i due cadaveri… cosa che tra l’altro non sarà normale tra i ragni reali, ma evidentemente questi ragni in particolare avevano visto Il Signore degli Anelli.

Finalmente siamo tornati a Sheffield e m’è davvero piaciuto il modo in cui all’inizio nessuno di loro voglia separarsi dal Dottore. Ne approfittiamo quindi per conoscere la famiglia di Yaz (che ha una sorella antipatica quasi come quella di Stranger Things). Molto belle le scene casalinghe (molto “The Power of Three”) e ci sta anche la coincidenza che la madre di Yaz fosse coinvolta con il problema locale. Da notare come la madre di Yaz prima le chieda se esce con il Dottore (un po’ infastidita) e poi se esce con Ryan (tutt’altro che infastidita, in questo caso). In entrambi i casi la risposta è naturalmente no, ma è sempre esilarante la reazione del Dottore che non lo sa. Molto Eleven.

Ho trovato molto interessante il cattivo dell’episodio, che chiamerò, per chiarezza, Mr. Big. Stereotipo del miliardario senza scrupoli americano (ma molto meno macchietta di quello di “Dalek”), si vuole candidare come presidente USA nel 2020. Mi domando se davvero porteranno avanti questa storyline in futuro… e lo spero vivamente. Val la pena di notare che Trump è il presidente anche nell’universo di Doctor Who, quindi i presidenti sono ufficialmente tornati “in linea” con i nostri. In realtà c’era stato anche Obama, ma ci ricordiamo tutti del presidente Winters che fa una brutta fine nella terza stagione.

Se c’è una cosa nell’episodio che ha avuto poco senso secondo me è stata la fine che hanno fatto i ragni. Non uccidiamoli con le pistole (per carità!), ma rinchiudiamoli in un bunker con del cibo, così avranno una morte più umana. A me pare che qui si stia prendendo un po’ troppo alla lettera l’odio del Dottore per le armi. Secondo me il concetto dovrebbe essere che il Dottore non ama le armi in quanto simbolo di quello per cui vengono usate, uccidere. Quindi, ottenere lo stesso risultato con un mezzo “più umano” (ma perché far morire di fame dovrebbe essere più umano, poi?) non dovrebbe essere comunque accettabile, il Dottore dovrebbe quantomeno cercare di trovare una soluzione per la quale i ragni non muoiono. Poi magari non la trova, però almeno provarci. Era successa la stessa cosa nel secondo episodio, spero non sia una tendenza, perché mi pare una chiave di lettura davvero sempliciotta.

Poco chiara anche quale fosse la “cospirazione” dei rifiuti del padre di Yaz. Certo, era causata dai rifiuti sotto l’albergo, ma… quindi? Boh, sarò scemo io, ma non l’ho capita.

Sono comunque due particolari abbastanza secondari, l’episodio m’è piaciuto.

E la parte più bella è stata sicuramente il finale. Il Team TARDIS (ora chiamato così ufficialmente), si presenta dal Dottore e le dice che vogliono viaggiare con lei. E con tre ottime motivazioni! Graham, a casa sua, non fa che vedere il fantasma di Grace ovunque, e sicuramente viaggiare e vivere delle avventure lo aiuterà a gestire il suo lutto. Ryan ha un lavoraccio, ci vuol poco a voler andar via… e Yaz, in Yaz ho visto Rose Tyler, che semplicemente vuole di più. Ama la sua famiglia (come Rose), ma questo non basta.

Varie:
– A questo Dottore non da fastidio esser chiamata “Doc”, ormai sono quattro episodi che Graham la chiama così.
– Molto figo il Time Vortex.
– Bellazio, il Dottore chiama ancora “dude” la gente.
– Yaz e Ryan non usciranno insieme, ma alla sorella di lei piacerebbe uscire con lui.
– Ed Sheeran!

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