L'inverno dei morti

L’inverno dei morti – Recensione

L'inverno dei mortiFinalmente parliamo del terzo volume del Dottore portato in Italia dalle Edizioni Asengard. Venire dopo “Toccato da un Angelo” non era semplice, visto che era bellissimo, ma questo “Dead of Winter” di James Goss (2011, “L’inverno dei morti”, in italiano, traduzione di Luca Terenzi) fa il suo dovere, pur non raggiungendo il predecessore.

Come sempre evito spoiler parlando del libro, ma si può tranquillamente dire che in maniera molto brillante ogni capitolo viene narrato da un personaggio diverso, cambiando quindi soggettiva frequentemente (i capitoli non sono lunghissimi).

Inoltre i nostri tre eroi (perché anche questo romanzo vede di nuovo Amy e Rory accompagnare il Dottore) perdono immediatamente la memoria, rendendo molto interessanti soprattutto le relazioni interpersonali tra di loro.

Dottore, Amy e Rory si ritrovano quindi pazienti smemorati di una clinica francese che cura la tubercolosi… con un secolo di anticipo. Pur smemorati i tre si rendono conto che c’è qualcosa che non va quando i malati vengono mandati in spiaggia a danzare con dei “fantasmi”.

Fino a circa metà libro ho avuto un grosso problema con il comportamento di un personaggio, ma con un colpo di scena abbastanza imprevisto (e assolutamente impossibile da realizzare in TV), il problema rientra e – anzi – quanto avviene ha perfettamente senso.

Quello che a questo punto comincia a non avere molto senso, purtroppo, è il comportamento di Amy, che si potrebbe definire pre-“Amy’s Choice”, mentre qui siamo chiaramente tra quinta e sesta stagione (Amy e Rory sono sposati). Leggermente fastidioso e verrebbe da pensare che forse il romanzo sia stato scritto prima che l’autore potesse effettivamente vedere gli episodi rilevanti.

Questo però non rovina la lettura del romanzo che rimane godibile e molto ben concepito sia come storia che come realizzazione. I personaggi originali sono molto ben caratterizzati e risultano reali, soprattutto la bambina che fa da io narrante nei capitoli a lei dedicati (sotto la forma di “lettere alla mamma”).

E alla fine si piange, vi ho avvisato.

James Goss rivedrà in seguito come autore “segreto” di “Summer Falls“, il racconto “scritto da Amy Williams” che si vede in “The Bells of Saint John” (purtroppo non disponibile in italiano).

E ora un bel copia e incolla sull’edizione italiana: promossa a pieni voti! Ottima la traduzione di Luca Tarenzi, ottima la carta, ottima la copertina, ottimo tutto.

Su Amazon.it lo trovate scontato del 15%.

Buona lettura!

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5 commenti su “L’inverno dei morti – Recensione”

  1. Anche io l’ho letto e concordo con tutta la tua recensione. Mi è piaciuto molto in generale. Ottima la struttura a piccoli capitoli e ben scritto.
    Bella l’atmosfera nebbiosa.
    Promosso!

  2. l’ho appena iniziato.. sono circa a pagina 50.. ma credo di aver già intuito quale sia il colpo di scena impossibile da portare in TV…
    ne ho avuto la sensazione già dalle prime descrizioni e questa recensione me ne ha dato conferma..
    andando avanti a leggere vedremo se ho ragione 🙂

  3. Concordo con la dissonanza degli atteggiamenti di Amy con quello che ci si aspetta a quel punto (e anche dei rapporti tra il Dottore e Rory) Sinceramente non ho gradito molto la forma epistolare che risulta a volte piuttosto forzata.

    Sicuramente buono ma, come giustamente detto, nettamente inferiore a “Toccato da un angelo”

    Speriamo continuino a tradurre e commercializzare libri del Dottore.

  4. In lettura, e sono arrivato al twist non filmabile. Per chi fosse interessato, un bel libro su viaggi nel tempo e paradossi, Improbable di Adam Fawer, contiene un analogo colpo di scena ancora più spettacolare e ancora meno rappresentabile visivamente.
    Bello questo romanzo, comunque: l’atmosfera è decisamente lovecraftiana.
    F.

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