Episodio: 5×10;
Titolo: Vincent and the Doctor;
Titolo italiano: Vincent e il Dottore;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Richard Curtis.
Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente.
Un grandissimo episodio dell’esordiente Richard Curtis. Esordiente in Doctor Who, naturalmente, avendo scritto cose come Blackadder, Quattro matrimoni e un funerale, Love Actually o Mr. Bean.
In replica . Sempre , tornano le repliche della seconda stagione con “The Impossible Planet“.
Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio.

Io qui mi astengo da commenti chilometrici perché mi metterei a parcheggiare il mio cuoricino in un transcript versus monologo interiore e francamente quello lo leggo io *wink* *wink*. È il mio primo e tra i miei preferiti, comunque alla fine riemerso dalle acque negli occhi apertissimi dopo la scena dell’Orsay mi chiesi se questa fosse l’idea base dello show: zampettare qui e là nel tempo come giovani ed uncredited amateurs a scoprire qualche verità laterale in modalità scrocconi, con angoli di trama farciti di empatia e di vagabondaggi en plein air, di possibilità svirgolettanti e sgambetti furbi al cinismo dopo colpi di mano bleak (la firma finale su Tournesols) e se in tutti gli episodi fosse questo un caso tipico che Amy e il Dottore incontrassero nei loro viaggi: un artista o una persona tipo e ci fosse il tentativo o la scommessa implicita di cambiare il loro io tra i due? Um, no adesso lo so in realtà quasi mai lo fanno in questo modo. Comunque il Dottore Black sarebbe un ottimo gallifreyan ben più dell’accreditato Cumberbatch un ottimo Twelve e sopperirebbe al bisogno di molti critici di vedere effettivamente tutti gli anni non solo negli occhi e nel modo di fare di Matt per percepire ogni particella di aliena sagesse.
Ah per contribuire a quella che in effetti è una querelle, si il Dottore di Matt è sottilmente vecchio e sono poche le occasioni in cui si vede davvero il peso dei suoi anni, ne cito tre che magari verranno pure perse nella traduzione: uno) la ninna nanna con racconto ad Amelia in Big Bang 2) il discorso con Jo Grant in Death Of The Doctor e 3) un po’ tutto Christmas Carol. I baci sulla frante di Amy. La lentezza maggiore (per modo di dire) dei ragionamenti. Il modo di rapportarsi ai bambini (beh quello no, in quel caso diventa un bambino). La minore angoscia dei sentimenti e delle relazioni e la leggiadria scelta poco tipica dei giovani. Dunque essendo tutti i 3 momenti nel proseguire della serie e, supportato dalle interviste recenti di Matt e Moffat, che suggerisce una progressiva discesa se non nell’oscurità nella penombra soleggiata del Dottore, mi sembra di che ci sia una scelta di direzione progressiva e calma nel senso indicato dalla volontà di molti di dure rughe metaforiche sul suo volto.
Ti ringrazio davvero per aver esplicitato il concetto dell’ “anzianità” di Doctor Smith… in effetti si tratta di sottigliezze che comunque lo rendono molto paterno…
Riguardo a questo episodio mi è piaciuto, adoro quando i protagonisti incontrano personaggi realmente esistiti, anche quello con Agatha Christie, nonostante fosse una vicenda più leggera, è stato comunque appassionante…
Il personaggio di Vincent è stato “dipinto” e recitato egregiamente…. commovente la dedica ad Amy sui “Girasoli”…
Ottimo veramente l’attore che interpreta Vincent Van Gogh, soprattutto per aver reso efficacemente un personaggio di cui si intravedono sia la depressione che la grandezza artistica.
conme si chiama l’attore che interpreta vincent?
Tony Curran. Ha fatto anche re Stephen nel recente “Pilatri della Terra”. È scozzese e in originale hanno scelto di fargli mantenere il suo magnifico accento originale
ah ecco dove l’avevo già visto. grazie mille
Giorgino!!! Ok la smetto
episodio emozionante
vorrei sapere il titolo della canzone di sottofondo mentre vincent è al museo. la conoscete?
“Chances”, degli Athlete:
grazie mille davvero
Dire che ho adorato questo episodio è dire poco!
Lasciando da parte il pollo/tacchino gigante e le inesattezze storiche…
Tony Curran è semplicemente fantastico nel ruolo di Van Gogh! Ho amato ogni singolo momento in cui è comparso. Ho amato moltissimo la scena con loro tre, stesi sull’erba, mentre appare il cielo come lo vede il pittore! Per non parlare della scena pre-finale nel museo, quando Vincent si rende conto di quanto le sue opere siano amate.
Vincent e Amy! La loro storyline mi è piaciuta molto. Anche se avrei preferito che fosse sviluppata un po’ meglio!
Dopo quest’episodio ho una voglia irresistibile (e impossibile) di vedere Vincent Van Gogh come companion del dottore, almeno una volta! E il merito, penso, vada tutto allo straordinario Tony Curran.
PS: Il mio sogno sarebbe un episodio in cui il Dottore incontra Leonardo Da Vinci!
PPS: Mi sforzavo di ricordare dove avessi già visto “Van Gogh”, poi ho scoperto di averlo visto interpretare un cavaliere medioevale in un episodio di Primeval. Devo recuperare i Pilastri della Terra!