"Hey! Who turned off the lights?"

4×09 – Forest of the Dead

"Hey! Who turned off the lights?"Episodio: 4×09;
Titolo:  Forest of the Dead;
Titolo italiano: Frammenti di memoria;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da Steven Moffat.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non esiste più, copiamo qui il post originale:

“When you run with the Doctor, it feels like it’ll never end. But however hard you try you can’t run forever.”

Dopo un’intera settimana di ansia e curiosità e supposizioni dopo la prima magnifica parte di questo episodio doppio, Forest of the Dead arriva e ci lascia tutti quanti a bocca aperta! Ora, se dal 2010 tutti gli episodi saranno così ci verrà una sincope o qualcosa del genere… ma temo (o forse dovrei dire “spero?”… naa, noi vogliamo soffrire così, siamo masochisti!) non sia possibile tenere questi livelli per anni interi e che quest’uomo si darà una calmata!

Comunque, scopriamo finalmente chi è River Song? Scopriamo in che rapporto è con il Dottore? Diamo un’occhiata agli spoiler nel suo diario?

…ma ASSOLUTAMENTE NO, bastardone d’un Moffat! Uff!

Okay, andiamo in ordine… i nostri “eroi” erano pressati dallo scheletro nella tuta, e come se ne escono? Con la pistola quadrata di Jack (già, a quanto pare quella non è come la pistola di Jack, è proprio la sua… lasciata da Jack sul TARDIS alla fine della prima stagione e recuperata da River Song in seguito). Fuggono così in un’altra stanza della biblioteca e River Song, per conquistarsi la fiducia del Dottore gli sussurra una misteriosa parola nell’orecchio. E da quel momento in poi il Dottore, dopo aver avuto per qualche secondo un’espressione abbastanza stravolta, si fida di lei. Cosa mai gli avrà rivelato? Grazie al cielo questo poi lo scopriamo… o meglio, non le parole esatte (figurarsi) ma l’argomento.

Lasciamo ancora un po’ di suspance a riguardo e passiamo a Donna. Ma come, non era morta? Naturalmente non ci aveva creduto nessuno, anche se i trailer dell’episodio avevano abilmente evitato di anticiparci la sua parte di storia! Donna ricompare… nel televisore della bambina, che per comodità inizierò da subito a chiamare CAL, spiegando il perché dopo. Nel bel plasma di CAL si vede quindi Donna che arriva in ambulanza in una specie di istituto, dove viene ricoverata. E dopo qualche mese (o “stacco”, vedi dopo) si trova davanti il dottor Moon. La sua prima reazione è “machicazzèquesto?”, ma poi… “si ricorda” che è il medico che l’ha in cura da mesi. I due decidono di andare a fare una passeggiata, stacco sulla passeggiata e… Donna si rende conto dello stacco. Ma il dottor Moon la distrae… decidono di scendere al fiume, stacco sul fiume e… Donna si rende conto dello stacco (okay, okay, abbiamo capito il concetto…). Al fiume Donna conosce un tizio, Lee, balbuziente e che fa subito colpo su di lei. Qualche veloce stacco dopo, i due sono sposati, sono passati 7 anni e hanno due bambini, chiamati Joshua ed Ella (casualmente come il figlio di Steven Moffat e una sua amica),

Durante una conversazione con il dottor Moon, per un attimo questo scompare e al suo posto compare il Dottore che sta pasticciando con il suo cacciavite sonico… i due si vedono, ma poi lui scompare e ricompare il dottor Moon, che in pochi secondi fa scordare tutto di nuovo a Donna.

Il Dottore nel frattempo ha trovato che qualcosa interferisce con il suo cacciavite, e questo qualcosa è proprio la luna (“Moon“, eehhh) del pianeta. Non è una luna reale, spiega Lux (che, ricordiamolo, è il proprietario della Biblioteca), è una specie di antivirus del sistema. Anita però (una delle assistenti di River Song) deve interrompere l’amabile conversazione: ha due ombre. Il Dottore le fa mettere il casco e le oscura la visiera, sperando così di ingannare i Vashta Nerada.

Nella sua vita virtuale una sera (cioè qualche minuto dopo le scene precedenti) Donna riceve un messaggio da una donna misteriosa, tutta vestita di nero, e con la faccia coperta da un velo. Le due si incontrano il giorno dopo (cioè, uno stacco dopo) al parco giochi, dove Donna porta i bambini. La signora in nero non è altri che la signorina Evangelista. Che le spiega tutto sulla realtà virtuale dove stanno vivendo. Donna è lì “completamente”, essendo stata intercettata dal teletrasporto che conteneva tutti i dati relativi a corpo e mente, mentre lei è stata raccolta dal suo comunicatore via wi-fi dopo la morte, e quindi ha avuto qualche problema di trasposizione… è diventata molto più intelligente, ma la sua faccia ne è uscita deformata (da cui il velo. La faccia, che vediamo per qualche secondo, è abbastanza impressionante, anche se è solo un effetto abbastanza “photoshopposo”). Donna non le vuole credere, anche di fronte alle prove che la signorina Evangelista le mostra: i bambini. I suoi bambini sono infatti identici a tutti gli altri bambini presenti al parco giochi (per risparmiare memoria il computer li ha generati tutti così).

Come potete immaginare ci avviciniamo al momento “Donna piange” della settimana, infatti una volta sentite queste cose, nonostante non voglia, smette di credere ai suoi bambini, e questi scompaiono.

Il Dottore intanto è riuscito a mettersi in contatto con i Vashta Nerada, che comunicano attraverso i comunicatori delle loro vittime scheletriche. Gli rivelano che loro sono nati lì… ma i Vashta Nerada vengono generati da delle spore negli alberi, com’è possibile che siano nati lì, che di alberi non ce ne sono? … … … Bravi, avete capito. I libri. Sono stati generati dai libri, che erano stati effettivamente stampare tutti appositamente per la Biblioteca, per cui presumibilmente da alberi di un’intera foresta di Vashta Nerada. Che culo!

Durante questo colloquio, anche Altro Dave viene fatto fuori, e il Dottore riesce a scappare per il rotto della cuffia (per una botola anche troppo provvidenziale!) e raggiunge River Song, Lux e Anita che erano andati avanti. Mentre cerca di tranquillizzare Anita, il Dottore si rende conto che il messaggio che riportava i 4022 “salvati” non aveva molto senso… se non considerando “salvati” in senso informatico. Facendo due più due si rende conto di cosa era successo 100 anni prima. I Vashta Nerada attaccano, tutti si teletrasportano, ma il computer non ha un posto sicuro dove farli riapparire. Per cui li “salva”, li tiene in memoria… e sono tutti ancora lì, sull’”hard disk” nel nucleo del pianeta.

Intanto CAL ha seguito tutte le avventure di Donna, ed è estremamente contrariata da quello che le ha rivelato la signorina Evangelista… col telecomando fa sparire, durante una crisi isterica, suo papà e poco dopo anche il dottor Moon, che era intervenuto per calmarla. Disattivando in questo modo l’antivirus, fa partire un allarme nella Biblioteca: 20 minuti all’autodistruzione.

A questo punto Lux decide di spiegare quello che sa al Dottore. Vanno nel nucleo del pianeta dove incontrano il nodo principale… CAL: Charlotte Abigail Lux. La figlia di suo nonno. La bambina, 100 anni prima, era malata, così suo padre le fece costruire la Biblioteca (amava leggere), e la “salvò” così, una vita eterna con tutto lo scibile umano a disposizione. Quando i Vashta Nerada hanno attaccato, CAL ha cercato di salvare tutti, ma questo ha causato una crisi nel sistema e una specie di amnesia, portando quindi alla situazione corrente.

Il Dottore decide di connettersi al computer per fornire la memoria aggiuntiva (la sua) che serve per scaricare tutte le persone (e ripristinare quindi il funzionamento corretto di CAL). I Vashta Nerada ormai però hanno preso anche Anita… e il Dottore fa un patto con loro. Li perdonerà se lasceranno passare le persone che torneranno dal teletrasporto. Vista la poca collaborazione dei Vashta Nerada, il Dottore suggerisce loro anche di informarsi su di lui usando la Biblioteca… e dopo questo consiglio i simpatici Vashta si ritirano con la coda fra le gambe (vabbe’, è una metafora) e gli danno un giorno di tempo.

Il Dottore sarebbe pronto a collegarsi, non fosse che River Song lo stende con un cazzotto. Quando si risveglia, ammanettato a un palo (Ragazze, non fatevi venire strane idee, ora. O meglio, fatevele venire, ma non condividetele… Ripensandoci… condividetele pure), è lei che si sta collegando al computer. Lei sa che farlo vuol dire sacrificarsi, e non può lasciare che il Dottore muoia prima di conoscerla. Scopriamo che prima gli aveva sussurrato il suo nome (il nome del Dottore! mistero!) nell’orecchio e a quanto pare questo enorme segreto si può rivelare solo in un’unica, estrema situazione (non sappiamo quale). Scopriamo che il cacciavite glielo aveva regalato l’ultima volta che si erano visti (in modo che lei l’avrebbe avuto in questa storia, non fa una grinza).

Giusto allo scadere del conto alla rovescia River Song chiude il collegamento… e le 4022 persone ricompaiono in Biblioteca. Donna cerca il suo Lee, ma non trovandolo si convince che era un’illusione come i bambini. Invece è reale, ma lei non lo vede e lui viene teletrasportato via prima di riuscire a farsi notare da lei… balbettando non riesce a chiamarla! Che cosa triste, chissà se lo recupereranno prima o poi. Per quanto i sette anni fossero un periodo falso, sembravano una bella coppia. Meglio del tizio che stava per sposare in The Runaway Bride, comunque.

Donna vorrebbe sapere come mai River Song aveva fatto quella strana faccia quando aveva sentito il suo nome… e volendo hanno il suo diario a disposizione, per scoprirlo… ma leggerlo sarebbe spoiler, per cui decidono di abbandonarlo lì. Stanno abbandonando anche il cacciavite, quando il Dottore improvvisamente si rende conto che ci doveva essere qualche altro motivo per averle lasciato il cacciavite… in fondo lui ora ha anni e anni per pensare a un metodo con cui salvarla! Apre il cacciavite e… trova un altro di quei “comunicatori” che trattengono le onde cerebrali dopo la morte. Dopo una corsa allucinante fino al nucleo il Dottore riesce a collegare il cacciavite al computer e a salvare al suo interno l’essenza di River Song.

Che si risveglia all’interno della realtà virtuale, ora del tutto funzionante, con CAL, il dottor Moon e tutta la sua squadra, recuperata anch’essa in extremis. In un certo modo, anche questa volta, “tutti vivono”, come in The Doctor Dances.

Certo, qualcuno potrebbe stare a sindacare che questo non è il modo di vivere e che l’”anima” (chi ci crede) non passerebbe certo in un disco fisso. Ma non Steven Moffat, visto che non ci crede per cui… “tutti vivono” davvero.

Quindi, alla fine non c’è stata nemmeno un’occhiatina nel diario… personalmente me l’aspettavo, anche se non mi aspettavo nulla di sconvolgente. Forse sarebbe stato troppo facile cedere alla tentazione.
Ed è pure rimasto un segreto il ruolo reale di River Song. Direi che è escluso (ma lo era già settimana scorsa, a dirla tutta) che sia qualcuno di noto… rimane da capire se è, come molti pensano, la futura moglie del Dottore, un’amica, una companion o cos’altro. Ovviamente, per come ha lasciato le cose Steven Moffat, può essere qualsiasi cosa (mica scemo, si tiene aperta ogni possibilità, nella remota e improbabile ipotesi che prima o poi recuperi il personaggio), ma personalmente rimango della mia idea: una ex-companion, che ora lo chiama ogni tanto (come Martha), ma che ha una vita sua. Altrimenti non si spiegherebbe perché ha dovuto “chiamarlo” e perché non si sconvolge per la faccia diversa. Magari son divorziati. 😛
Inoltre, è vero che le ha rivelato il nome, ma a quanto pare l’occasione in cui questo si fa sembra essere una cosa terribile… cos’è, tutti scapoli impenitenti che gridano terrorizzati al solo sentire la parola “matrimonio” su Gallifrey? 😛 Inoltre… il Dottore in teoria s’è già sposato, essendo nonno (okay, non è obbligatorio, ma comunque probabile) e questa misteriosa occasione della rivelazione del nome a quanto pare può avvenire una sola volta nella vita (non esiste divorzio per i Time Lord?).
Quindi… boh, la teoria della moglie mi sembra fare acqua da tutte le parti. La “mia” teoria invece regge un poco meglio… pensate a una Donna o a una Martha al posto di River Song… non si sarebbero comportate nello stesso identico modo? Io dico di sì. Comunque tutto può essere, e non lo sapremo mai. E se lo sapremo sarà fra chissà quanti anni, per cui mettiamoci il cuore in pace.

Mi son posto un piccolo dubbio stupido sul finale… com’è che la signorina Evangelista ha la faccia normale? Certo, con la faccia deforme sarebbe stato un happy ending abbastanza curioso, ma… chissà. Forse CAL, ora perfettamente funzionante, è riuscita a ricostruirle la faccia correttamente, magari attingendo ai ricordi degli altri. Chissà però che fine ha fatto il suo intelletto! Credo avrebbe preferito tenerselo!
Ecco, un’altra cosa di notevole in questo episodio è che anche tutti i personaggi secondari restano bene impressi nella memoria. Dai due Dave, ad Anita, alla signorina Evangelista a Lux. Per non parlare del dottor Moon, magnifico personaggio che, nonostante per buona parte della storia non faccia altro che alterare i ricordi di Donna e di tutti, non appare nemmeno per un momento minaccioso o “cattivo”. Bravissimo anche l’attore. Ovviamente non cito nemmeno CAL o River Song perché è fin troppo ovvio.

Menzione finale, ancora una volta, per la magnifica colonna sonora. Murray Gold si fa perdonare la “normale” prima metà della stagione, con una sfilza di temi nuovi e con il ritorno del fantastico “Doctor’s Theme” risalente alla prima stagione e ormai raramente sentito (sostituito quasi sempre dal “Doctor Forever” di Human Nature). Okay, la smetto con questi dettagli da fanatico delle colonne sonore.

Insomma, questo episodio doppio, come previsto, è stato tranquillamente il migliore della stagione finora. Ora c’è da vedere cosa succederà nel prossimo mese… sicuramente ne vedremo delle belle.

“Forest of the Dead” è stato scritto da Steven Moffat (ma va??).

(Grazie a Morry per l’aiuto)

5


E, incredibilmente, la parola spoiler è stata correttamente tradotta con… spoiler!. (Non commentiamo invece entrambi i titoli italiani di questo doppio episodio… “Silenzio in biblioteca” e “La foresta dei morti”, per motivi non noti a noi comuni mortali, non erano evidentemente opzioni possibili.)

In replica .

Ricordate anche che

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio.

Il trailer italiano:

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2 commenti su “4×09 – Forest of the Dead”

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