Il Dottore e Donna a Pompei.

4×02 – The Fires of Pompeii

Il Dottore e Donna a Pompei.Episodio: 4×02;
Titolo: The Fires of Pompeii;
Titolo italiano: Le fiamme di Pompei;
Data di trasmissione in UK: ;
Data di trasmissione in Italia: ;
Scritto da James Moran.

Trovate il nostro commento dettagliato all’episodio su Serialmente. EDIT: Serialmente non esiste più, copiamo il post direttamente qui:

The Doctor: “Into the volcano!”
Donna: “No way!”
The Doctor: “Yes way!… Appian way!”

Questo commento è in ritardo, ed è tutta colpa di Adam Baldwin (The man they call Jayne). Lasciate che vi racconti questo simpatico aneddoto, così da riempire lo spazio inutile e noioso pre-spoiler. Sabato eravamo a Londra, ed eravamo molto contenti di poter vedere Doctor Who in diretta alla tv, yay! Certo, avevamo una convention a cui partecipare, ma cosa volete che si faccia in una con alle 18:45?? Di sicuro tutto sarebbe stato in pausa cena! Forse. E invece, all’alba delle 18:45, dopo esserci fatti fare i nostri simpatici autografi da Ron “Book” Glass, Mark “Badger” Sheppard e Kandyse “Dualla” McClure (ebbene sì, pure lei) eravamo ancora in fila per Adam Baldwin… a cui TUTTI presentano come minimo il numero massimo consentito di oggetti da autografare. Fatto sta che alle 19, quando in fila davanti a noi c’erano ancora una decina di persone, Adam è uscito a sgranchirsi le gambe… così Morry ha avuto un capogiro provvidenziale e siamo corsi in camera, rimandando l’autografo di Adam al giorno dopo. Solo che ormai l’episodio era a metà, e quindi niente commento fino a ora, quando abbiamo potuto finalmente recuperare anche la prima metà!

Finita l’avventura, passiamo pure all’episodio… e non mancherete certo di notare che l’unico episodio girato in Italia ever, noi l’abbiamo visto in Inghilterra…


Il Dottore e Donna sono nell’Antica Roma! (O così credono) e Donna si pone subito un dubbio che tutti noi ci siamo posti: se il TARDIS traduce automaticamente quello che uno dice (e, scopriamo ora?, anche le scritte), che succede se si prova a parlare direttamente nella lingua giusta? In questo caso la lingua giusta è il latino, e Donna prova a dire “veni, vidi, vici” a un venditore. Che lo sente come fosse… celtico, ovviamente! Il che porta il Dottore a fare spesso il simpaticone durante il resto dell’episodio e a dire frasi in latino che gli altri sentono come celtiche, con risultati esilaranti.

A parte queste amenità da fanatici, il Dottore e Donna cominciano a chiedersi come mai non trovano il Colosseo e gli altri monumenti romani… e quando Donna nota che invece di sette colli ce n’è soltanto uno e che questo uno sta fumando, i due con un colpo di genio capiscono di essere a Pompei.

Nel frattempo una strana ragazza li ha seguiti e si reca in un tempio dove ci sono altre donne, una sorellanza. La ragazza dice che la profezia si è avverata, la cabina blu è arrivata.

Il Dottore e Donna cercano di tornare al TARDIS, ma questo è sparito… un venditore l’ha venduto a un certo Cecilio, che lo considera arte moderna. Sua moglie Metella invece non ne è tanto convinta. E incontriamo anche il resto della famiglia, la figlia Evelina (una veggente, promessa alla sorellanza di cui sopra) e il figlio fancazzista e menefreghista Quinto.
Evelina, per nutrire la sua abilità, aspira dei fumi che provengono direttamente dalla montagna attraverso l’ipocausto (il riscaldamento di allora) della villa. A volte le sembra di intravedere una faccia di pietra nel fuoco.

Intanto il Dottore trova la villa di Cecilio, ma Donna è più interessata ad avvertire tutti quanti dell’imminente eruzione (che dovrebbe aver luogo il giorno seguente). Il Dottore però non vuole, perché l’eruzione di Pompei è un punto fisso della storia, non si può evitare. Donna non è d’accordo.

Il Dottore e Donna arrivano da Cecilio, e il Dottore si improvvisa “ispettore del marmo” (Cecilio vende marmo) e dice di chiamarsi Spartaco. Anche Donna dice di chiamarsi Spartaco e li scambiano per marito e moglie. E cerca di avvertirli dell’eruzione, ma in latino non hanno nemmeno una parola per indicare il concetto di “vulcano”… non fino al giorno seguente. Ovviamente il Dottore vuole riappropriarsi del TARDIS, ma in quel momento giunge Lucio Pietro Destro, l’Augure (veggente) Capo della città che ha commissionato a Cecilio una strana opera; una specie di grosso circuito di pietra. La cosa curiosa è che sia Lucio che Evelina capiscono vagamente chi è il Dottore, che è un Signore del Tempo di Gallifrey, e che Donna è di Londra. Sono dei veri veggenti, non dei ciarlatani. A quanto pare tutti i veggenti di Pompei sono reali. Lucio dice al Dottore che “lei sta ritornando” (ovviamente parla di Rose!) e a Donna dice che “ha qualcosa sulla schiena” (questo invece chissà cosa significa). Evelina cita anche la cascata di Medusa, che il Master aveva già citato nella stagione precedente.

Poi Evelina sviene, e la madre mostra a Donna una strana irritazione sul suo braccio… è come se la ragazza si stesse trasformando in pietra.

Il Dottore invece è particolarmente interessato all’ipocausto. Si fa raccontare da Cecilio del terremoto di 17 anni prima, dopo il quale sono iniziate le vere profezie. Nessuno però, curiosamente, ha predetto niente per il giorno seguente, il giorno dell’eruzione.

Quella notte, di nascosto, il Dottore paga Quinto per farsi condurre nella casa di Lucio e trova altri “circuiti stampati”. Lucio però li sorprende in fragrante.

Donna intanto sta facendo amicizia con Evelina… e anche lei chiede del giorno seguente. Pure Evelina non vede nulla, così Donna le racconta cosa deve succedere, ma Evelina è “collegata” alla sorellanza che sente tutto e la reverenda madre ordina che “questa nuova profetessa” (cioè Donna) venga fatta prigioniera e uccisa.

Il Dottore intanto ha capito che il circuito intero forma un convertitore di energia, anche se non sa ancora a cosa serva. Lucio vuole ucciderli, ma il Dottore… gli strappa un braccio, completamente di pietra. Il Dottore e Quinto riescono a fuggire. Lucio gli scatena dietro uno dei “signori della montagna”, che si manifesta quando i due arrivano alla villa di Cecilio. È una specie di gigante di pietra che esce dall’ipocausto… Quinto riesce a fermarlo gettandogli addosso un secchio d’acqua. Un mostro non molto difficile da fermare quindi, ma il Dottore si rende conto che è solo un semplice “soldato”.

Donna però è sparita nel trambusto… è stata fatta prigioniera dalla sorellanza che sta per sacrificarla. Ma il Dottore giunge appena in tempo e la libera. La reverenda madre vuole parlare col Dottore e si mostra a lui… la donna è interamente di pietra. Il Dottore capisce che dentro di lei c’è un alieno e gli chiede di identificarsi. La creatura si risveglia e si rivela essere un Pyrovile, una creatura che diventerebbe, in seguito, come quella che li ha assaliti nella villa. Il Dottore la tiene a bada con una pistola ad acqua e poi fugge con Donna nei sotterranei, che portano direttamente nel cuore del vulcano.

Lucio decide così di fare avanzare la profezia. Evelina intanto prevede che ci sarà una scelta terribile da fare.

Il Dottore spiega a Donna che alcuni eventi storici sono punti fermi, alieni o non alieni, e altri no… e lui non può cambiare i punti fermi. Giungono nel cuore del Vesuvio… e trovano la base di questi Pyrovile. Il Dottore vede una specie di capsula di salvataggio con dei comandi e con i circuiti stampati. Riescono a entrarvi dopo un confronto con Lucio in cui scopriamo che Pyrovilia, il loro pianeta natale, è “andato perso” e quindi i Pyrovile vogliono conquistare la terra. I convertitori di energia servono a quello, a convertire gli umani in Pyrovile.

Nella capsula il Dottore può scegliere… se fa esplodere il Vesuvio ferma i Pyrovile e distrugge Pompei e le 20.000 persone che ci abitano, altrimenti Pompei è salva, ma il mondo è perduto. La scelta non è così difficile in realtà. I due attivano la distruzione… pensando di essere condannati pure loro, ma la capsula è effettivamente una capsula di salvataggio e quindi viene catapultata al di fuori del Vesuvio, mentre questo esplode. Donna e il Dottore corrono verso la villa di Cecilio dove salgono sul TARDIS. Donna supplica il Dottore di salvare almeno qualcuno… e il Dottore decide infine di salvare la famiglia di Cecilio. Li porta su una collina dove assistono alla distruzione di Pompei. Evelina non ha più poteri da veggente, è libera. Mentre Cecilio conia la parola “vulcano” partendo dal dio “Vulcano” (ehm… abbastanza scontato in italiano, un po’ meno in inglese, “volcano” da “Vulcan”), Donna e il Dottore se ne vanno col TARDIS… e il Dottore ammette di avere bisogno di qualcuno, ogni tanto, e le dà il benvenuto a bordo.
Altro bell’episodio! Prima ambientazione storica della nuova companion, come The Shakespeare Code per Martha e The Unquiet Dead per Rose, e questa volta sono venuti persino in Italia a girarlo! È la prima volta che la produzione esce (con gli attori principali) dall’Inghilterra, e sono venuti proprio qui! Sono stati a Roma circa una settimana lo scorso settembre e David è pure andato in gita sul Vesuvio e a Pompei (guardate il Confidential)! Averlo saputo, sigh! Cioè, lo sapevamo, ma non sapevamo quando! Ora la smetto con i punti esclamativi!

Vabbe’, a parte questo, l’ambientazione dell’episodio è davvero spettacolare, si vede che sono dei bei set (quelli del telefilm BBC/HBO Rome), e anche gli effetti speciali dei Pyrovile sono ottimi.

Sicuramente ci saranno un sacco di incongruenze storiche, ma per quel poco che so (buona parte grazie alla guida turistica napoletana di David nel Confidential) mi sembra ci siano anche molti dettagli accurati. Come il fatto che la città non è stata raggiunta dalla lava, o i dati sul terremoto di 17 anni prima.

Donna si conferma un’ottima companion. È vero che quello che dice, per chi è abituato a viaggiare nel tempo, è assurdo (come si fa a voler salvare tutta Pompei?), ma è anche vero che questo è il suo primo viaggio… e che non sta scritto da nessuna parte, in effetti, che quella particolare famiglia non si poteva salvare. E infatti giustamente la salvano.

Fantastiche le battute sul latino… anche se in madrepatria il TARDIS che traduce le lingue con accento cockney (il venditore) ha lasciato qualcuno un po’ perplesso. Secondo me è corretto, se la persona parla con forte accento… “pompeiano”, Donna deve sentirlo con un forte accento della sua lingua.

Molto azzeccati i membri della famiglia di Cecilio, soprattutto Cecilio stesso ed Evelina. Verso la fine dell’episodio allo spettatore spiace realmente che stiano morendo.

“The Fires of Pompeii” è stato scritto da James Moran.

(Grazie a Morry per l’aiuto)

4 e mezzo


Se non vi distraete, e avete ben presente l’aspetto della corrente companion dell’undicesimo Dottore, potrete riconoscere l’attrice Karen Gillan in un’altra, minuscola parte.

Da segnalare anche il grande Peter Capaldi, che tornerà in un grande ruolo (forse discendente?) nella terza stagione di Torchwood.

In replica .

Nella gallery trovate alcune immagini dell’episodio.

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16 pensieri su “4×02 – The Fires of Pompeii”

  1. Questo episodio secondo me segna l’inizio di un cambiamento profondo del Dottore che poi sfocerà in Water of Mars
    Molto bello!
    All’inizio dell’episodio poi c’è una genialata… Donna fa una stupidissima domanda al Dottore che proprio non mi era mai venuta in mente… ed effettivamente neanche al Dottore XD

    1. Yup. Sorprende che a nessun altro companion sia venuta in mente di fare quella domanda. Donna è forse la più pratica e umanocentrica tra i viaggiatori del Tradis.

  2. Comunque per curiosità credo che questo sia, in linea temporale, l’episodio di New Who che si situa storicamente più lontano nel tempo. Certamente molto prima di Eleven e Amy saltellanti a Venezia o Ten e Martha nella Londra di Shakespeare. Ma Time Could Be re-written quindi probabilmente il primato durerà solo fino a che Eleven e River non decideranno di fare visita alle piramidi o alla separazione dei continenti o nella Grecia più antica. Heeeh

    1. Mmmm, forse sulla Terra si, ma in giro per l’universo sia 10/Rose che 11/Amy sono stati in periodi strapreistorici… 10/Rose quando in Army of Ghosts hanno quella minidiscussione in cui lui le chiede quanto rimarrà e lei risponde per sempre, ci sono tipo pseudopterodattili. Okay, quello non è detto che sia necessariamente un periodo antico, ma qualsiasi angolo dell’universo.

      11/Amy invece quando vanno a vedere il graffito più antico dell’universo, immagino fosse abbastanza presto nella storia del tempo.. ma anche 10/Donna, quando vanno per un attimo alla formazione della Terra! 😛

      1. si è vero avrei dovuto dire storia terrestre, ma dato che il Dottore è così affezionato alla Terra tanto da orbitarvi sempre, l’ho emesso.

        Comunque dalle foto per la serie di aprile sembra ci sia almeno un episodio ambientato chiaramente in un epoca pre-elettrica, ma ancora di più non vedo l’ora di vedere l’episodio scritto da Niel Gaiman e forse un altro di Richard Curtis.

        1. Beh, tecnicamente l’undicesimo è stato a Stonehenge ai tempi dell’invasione dei romani che si colloca nel 43 dopo cristo (poi bisogna vedere, perché ci avevano già provato nel 55 avanti cristo), mentre l’eruzione del vesuvio è nel 79 dopo cristo

          1. Vero, The Big Bang è stato dolcemente senza ritegno nel farci saltare continuamente dal 1996, epoca appena pre-cristiana, 2010, timelines personali e pure intrusioni comiche e deliberate nel tempo per recuperare da bere. Heeh

  3. Si, a proposito di date pensate che per l’opening in due parti in Utah ’60 il Dottore ci vada di proprosito perché chiamato da River, per una vacanza (dato che Rory ed Amy sono vestiti da esploratori turistici) o ancora una volta perché il Tardis ha comicamente sballato. We’ll see I guess…

  4. Episodio che non perde tempo 😀 La nuova linfa del Dottore con un continuum più serrato… Cambiamenti del Dottore (come detto in un post precedente) che sfoceranno in Water of Mars… Cose che spariscono e per i più attenti sono già due in due episodi!!!! Spoiler!

    1. Già sono i due episodi più evidenti, poi gli scrittori forse si sono pentiti di cotanta platealità tanto da infilare la cosa perduta di Poosh solo in “Midnight” se non contiamo le api scomparse del reverendo nell’episodio di Agatha Christie. Hiii.

  5. Una delle puntate più drammatiche del Doctor Who, a differenza del solito il Dottore si trova a non poter salvare le persone messe in pericolo dalle “intromissioni” aliene nella linea temporale…
    (e per la prima volta, puntata girata in Italia!)

  6. Già…
    puntata girata in italia, e più precisamente a cinecittà, sul set di “Roma”, mega co-produzione italiana e americana, con comparse italiane.
    In quel periodo mi trovavo a lavorare dentro cinecittà, e non sapevo stessero girando un episodio del Dottore, altrimenti avrei trovato un modo per visitare il set, e, magari, conoscere Tennant e la Tate. 😀

  7. È vero, Karen Gillan si vede subito, a circa un minuto e mezzo dall’inizio dell’episodio, e si continua a vedere spesso!
    Se però non l’avessi letto qua, non l’avrei mai riconosciuta, con il trucco in faccia!
    Non so chi la doppi in questo episodio, ma spero che la voce che le daranno nella quinta serie sia differente (sarà doppiata da Francesca Maniconi, la cui voce non ho per niente presente), perché qua non mi piace per nulla!

  8. bellissimo episodio questo!ma scusami marco io non mi ricordo bene qual’è la stupidissima domanda di donna al dottore?no,perche io proprio non me la ricordo.concordo con ataru,anche a me piacerebbe conoscere tennant e la tate!

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