Copertina di Nuclear Time

Nuclear Time, di Oli Smith

Copertina di Nuclear TimeNuclear Time”, di Oli Smith

Il Dottore, Amy e Rory sono nel 1981 in Colorado, in una di quelle cittadine finte costruite apposta per essere distrutte dai test nucleari (sì, come all’inizio dell’ultimo Indiana Jones). Già qui si può capire che la cosa non è simpatica. Se aggiungiamo che la cittadina è popolata da robot assassini capiamo subito che questo non sarà un libro di Doctor Who particolarmente leggero!

In realtà la storia non inizia con i nostri tre protagonisti, ma nel 1973, dove vediamo un certo Albert costruire il primo di questi robot (a cui dà il nome di Isley). La narrazione procederà quindi su entrambi i piani temporali: Dottore, Amy e Rory nel “presente” del 1981, e Albert, la costruzione dei robot per conto dell’esercito, il loro fallimento e piano di distruzione finale dal 1973 fino al 1981, dove le due linee temporali si intrecceranno. O meglio…

…non posso fare a meno di spoilerare pesantemente ora, per potreste voler smettere qui di leggere! Il risultato finale è che il romanzo è consigliato!

Allora… il Dottore si ritrova solo, con Amy e Rory rimasti nel paese a tenere a bada i robot, e riesce con l’aiuto del TARDIS a fermare la bomba atomica poco prima che esploda… ma questo lo butta indietro nel tempo. Non nel solito modo, ma in maniera continua… nel senso che continua a vivere il tempo al contrario e chi lo incontra, nel loro flusso di tempo naturale, lo sente parlare al contrario e la prima cosa che sentono da lui è ovviamente l’ultima che ha detto.

Fa abbastanza venire il mal di testa come concetto, anche perché non permette ai personaggi nessun metodo reale di comunicazione… quando una delle due parti magari capisce vagamente cosa intende l’altra, per l’altra quel momento è nel futuro e quindi si è da capo!

Per fortuna ogni tanto ci sono dei momenti in cui il Dottore riprende il corso naturale del tempo per pochi minuti ed è allora che riesce a interagire con gli altri in modo da evitare la morte di Albert e di tutti i soldati (che era invece avvenuta nella “prima versione”). Sappiamo ormai bene che il tempo può essere riscritto, ma il metodo utilizzato in questo romanzo è particolarmente originale. Sarebbe stato interessante da vedere sullo schermo, soprattutto il Dottore che parla con se stesso al contrario senza capirsi!

Alla fine, quindi, “everybody lives” ed è strano come finale visto che il romanzo in se è in realtà abbastanza cupo… si è alla soglia di una guerra nucleare con la Russia – che il Dottore poi ovviamente evita – Albert muore subito nel 1981 (ucciso dal robot che “ama”!) ed Amy e Rory vivono una brutta avventura molto simile a quella di “Amy’s Choice”. Rory riesce comunque a dare un tono più leggero alle sue scene, ma in realtà la loro story-line è secondaria nel romanzo, sono più il Dottore e Albert i veri protagonisti.

Un’altra nota a favore del romanzo è che tutti e tre i personaggi tratti dalla serie TV sono estremamente fedeli e ben caratterizzati (non sembra di leggere Ten o Rose, insomma, sono chiaramente Eleven, Amy e Rory. E chi se non Matt Smith potrebbe interpretare un Dottore che va in bicicletta al contrario?).

Per cui, nonostante il tono abbastanza cupo del romanzo e la presenza in diversi capitoli del solo Albert (cioè di un personaggio originale, cosa che spesso e volentieri in questi romanzi porta con sé una buona dosa di noia e disinteresse), la lettura è sicuramente consigliata!

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